Avezzano, 27 luglio 2007
C’è un paradiso per tutti. C’è un “Paradise for all” (Fazi), in particolar modo, per Alessio Romano che nella quarta giornata del Festival di Avezzano, “Sei giornate in cerca d’autore”, è stato intervistato dal critico letterario Simone Gambacorta e ci ha portato nel suo “paradise”.
Il romanzo è ambientato nella Scuola di Scrittura “Holden” di Alessandro Baricco, frequentata dallo stesso Romano. La scelta dell’ambientazione è stata dettata dalle esperienze dell’autore secondo un meccanismo di auto-fiction in quanto il “ragionare troppo sulla scrittura può portare a un blocco”.
Nel suo libro si parla della “teoria dei tre cerchi”, ossia i tre campi principali che uno scrittore deve avere in mente per scrivere: esperienze dirette, invenzione pura, lettura di altri autori.
D’Orrigo ha definito il romanzo un giallo-noir. Romano afferma che i generi sono comodi per classificare e catalogare. “Il noir – spiega Romano – è un genere che è scritto dalla parte del colpevole. Il giallo, invece, ha un costrutto più consolatorio, una risoluzione all’enigma”.
Romano è un conoscitore di John Fante. Ciò che ama di più del suo scrittore è la prima persona che utilizza nel far parlare i suoi personaggi. “La sua forza nasce da un personaggio vero e non potrà mai essere imitato”.
Un altro modello è Sandro Veronesi, suo docente presso la Scuola “Holden” che, a detta di Romano, “unisce la tendenza della prima persona americana con lo stile italiano. Lo si può considerare un grandissimo narratore logorroico raffinato”.
Il libro di Alessio Romano, quindi, è uno spaccato di lettura e di osmosi con la letteratura che costruisce la storia e i personaggi lavorando sull’inconscio.
Antonella Gaita


