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Al Festival letterario di Avezzano, tutti al “Sushi Bar Sarajevo” di Giovanni Di Iacovo

pubblicato il 2 agosto 2007 alle 18:24
scritto da Antonella Gaita
tematiche affrontate: Letteratura, narrativa

Avezzano, 26 luglio 2007
Giovanni Di Iacovo, autore di “Sushi Bar Sarajevo” (Palomar) è stato il quinto protagonista delle “Sei giornate in cerca d’autore”, il Festival letterario di Avezzano.

Di Iacovo, intervistato dal critico letterario Simone Gambacorta, ha raccontato al pubblico presente i primi scalini percorsi per arrivare alla pubblicazione del suo libro vincendo un concorso letterario.

Nel suo libro c’è l’entusiasmo nell’immaginare Pescara (la sua città) nel futuro. “Una città – racconta Di Iacovo – con vizi e virtù. Una città-centro commerciale per fare acquisti. Una città che, però, viene scossa da una serie di omicidi e suicidi”.

Nel libro si parla anche di un partito: quello per l’estinzione volontaria della razza umana. Da questa idea sono nate delle spille associate al libro e alle idee (se così le si possono definire) di Di Iacovo che sorridendo spiega: “Un combattimento contro il Mc Donald’s e contro la dittatura dell’enogastronomia”.

Il romanzo è determinato da una scrittura narrativa apprezzabile che si scompone in un mosaico inquietante, ma allo stesso tempo ammorbidito da un tentativo di inserire storie nelle storie togliendo un soffio di retorica per evitare che il discorso si incentri nella politica.
C’è uno sconfinamento geografico sano; una nervatura che sostiene tutto, creando un qualcosa che sia comune per una determinata fascia di persone.

Alla domanda di Simone relativo al rapporto con la scrittura, Di Iacovo afferma che da quando ha iniziato a scrivere “leggere è molto più bello perché, oltretutto, ogni libro che ho scritto è figlio della fase che ho vissuto, amato e studiato”. Lo scrittore, dunque, è visto come un osservatore circostante.

Del suo prossimo lavoro ha dichiarato: “Chi ha amato Twin Picks e Lost può amare la struttura di questo romanzo nel contesto radioattivo di Chernobyl tra storie d’amore e di morte che si intrecciano”.

Antonella Gaita

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