La festa della Mamma: dalle origini ai giorni nostri

Una giornata particolare, per quel che concerne il profilo sentimentale ed umano, quella del prossimo 10 maggio: la festa della mamma, la persona più cara al mondo cui tutti esterniamo eterna gratitudine. Una giornata da dedicare alla donna che ci ha donato la vita e si è, da sempre, prodigata per i figli per fare in modo che, sereni e tranquilli, crescessero nell’amore e nell’attenzione, in quel calore familiare ove ognuno di noi ha trovato affetto e sicurezza, traendone i migliori benefici nella vita.

Tradizione vuole che la mamma sia l’angelo del focolare; fin dai tempi antichi, nella civiltà agro pastorale, si occupasse del lavoro nei campi, nelle risaie ove le famose mondine capavano il riso tutto il giorno; nell’allevamento e nella cura degli animali domestici per poi continuare, come oggi, a casa.

Mai mese fu più indovinato per festeggiare questa importantissima ricorrenza, poiché maggio è il mese delle rose, dell’amore, della Madonna e mai nessuna persona al mondo, più della mamma, si è mai adoperata, al limite delle proprie possibilità, per il bene di tutti a fronte di una serie infinita di difficoltà. Lei è una donna forte e coraggiosa che si disbriga in mezzo a mille problemi quotidiani di diversa natura, non ultimo quello della maternità, che sebbene riconosciuta quale importantissima funzione sociale verso un evento bellissimo come la nascita di un figlio, comporta ulteriori carichi di lavoro. Insomma la mamma è un’inesauribile fonte d’amore, una persona straordinaria che rivolge lo sguardo al futuro con ottimismo, saggezza e spirito di sacrificio. Scorrendo i tanti eventi sulle vestigia della storia osserviamo, al variare del tempo, il campo di riflessione e delle necessità della gente legati ai tanti fattori sociali all’inizio del terzo millennio.

In questo mondo ed in un’epoca in rapida trasformazione assume un carattere di grande attualità, con il suo carico di bontà, la festa della mamma , una grande ricorrenza civile diffusa in tutto il mondo seppur con date diverse che nel nostro Paese, come negli Stati Uniti, viene festeggiata la seconda domenica di maggio. Le sue origini risalgono alla preistoria con le celebrazioni legate alla grande madre simbolo della fertilità. Alcuni secoli prima della nascita di Cristo i Greci dedicavano alle loro genitrici un giorno dell’anno con una festa in onore della Dea Rea , madre di tutti gli Dei.

Più tardi il culto si diffuse in Asia Minore e tra i Romani, che la definirono Cibele. Essa era una matrona romana in trono, fra due leoni veniva celebrata per un’intera settimana nel mese di maggio con le “Floralie” occasioni dedicate al risveglio della natura ed ai fiori, in particolare alle rose che rappresentano la semplicità e la bellezza e sono i regali più adatti per testimoniare affetto e riconoscenza. Questa usanza sembra essersi trasferita nel culto della Madonna e celebrata, dalla chiesa cattolica, sempre nel mese di maggio. Già nel 1870 negli StatiUniti, un’attivista pacifista promotrice dell’abolizione della schiavitù, Julia Ward, propose l’istituzione del Mother’s Day, come occasione di riflessione contro la guerra; fu ufficializzata dal presidente Woodrow Wilson nel 1914 come pubblica espressione di amore e gratitudine per le madri e speranza per la pace. Nel nostro Paese fu celebrata per la prima volta ad Assisi nel 1957 da don Otello Migliosi, appunto, la seconda domenica di maggio.

Ma veniamo ai giorni nostri, nell’epoca di facebook e di internet: vediamo cosa significa essere mamme oggi. Una donna attiva alle prese tra le esigenze dei figli piccoli e la gestione del nucleo familiare, deve fare i conti con il lavoro ed una quotidianità in continua evoluzione, anche sotto il profilo della propria vita frenetica e disorientante; in poche parole donne e mamme silenti ed operose. Sono persone che a costo di duri sacrifici riescono a giostrarsi, talvolta con veri e propri slalom, per trovare un valido compromesso tra le tante attività del lavoro ed i vari impegni.

Le madri del 2009 non appartengono più agli stereotipi femminili di un tempo. Non rinunciano alle loro aspirazioni e non escludono le identità, che esulano dal loro ruolo casalingo e materno, ma gestiscono con cura le proprie esigenze personali generando innovativi stili di vita. Sicuramente il risultato dei tempi in rapida trasformazione dovuti anche alla giusta e sacrosanta emancipazione femminile per cui, al di là dell’esigenza di avere un secondo stipendio, esse avvertono il bisogno di coltivare una propria sfera professionale, intellettuale e sociale.

In definitiva affermarsi, farsi valere, per ricoprire ruoli guida ed abbattere gli steccati della differenza uomo donna; una scelta illuminata mirante a valorizzare le risorse di ogni essere umano e tutelare le varie opportunità. Una società più giusta e più umana non deve assolutamente trascurare il giusto peso e la capacità di adattamento delle donne e delle madri che si impegnano, in vari settori della società, al limite delle proprie possibilità. Voglio dedicare questo articolo e la poesia a tutte le mamme abruzzesi, a quelle che non ci sono più, a quelle ferite e a coloro che in questi terribili momenti stanno piangendo l’assurda, ingiusta, innaturale, scomparsa dei loro figli.
Desidero al contempo ringraziare l’Associazione “ Terlizzi in fiore”, promotrice di una bellissima iniziativa di donare un fiore a tutte le mamme aquilane che, nelle tendopoli, sono alle prese con i molteplici problemi del dopo terremoto. Un gesto semplice, un modestissimo dono, da “mamma a mamma” per infondere un pizzico di serenità e coraggio di cui al momento hanno estremamente bisogno.

Poesia per tutte le mamme Abruzzesi

La vostra festa contempla
il mio volervi bene
dolcezza infinita
voglia di immane tenerezza.
Nei vostri volti limpidi
segnati dalle difficoltà
le celate impronte
di una grande tristezza.
Le vostre anime, candide e pure
emettono melodiosi concerti
di voci innocenti
madide di rugiada.
Sguardi di luna fanno brillare
luminosi effluvi
mentre impeti improvvisi
confondono pensieri e sguardi.
La vostra presenza
da un senso alla vita
siete angeli celesti
fatte donne con le vesti!