Armonia e libertà nell’arte di Silvia Compagnoni

L’arte di Silvia Compagnoni è caratterizzata da una ricerca che muove lungo molteplici direzioni, e pertanto sfugge a qualsiasi etichetta o univoca definizione. Infatti, sul filo del doppio binario pittura/fotografia – tributo di una formazione iniziale unita alla passione – corrono in parallelo anche i moderni linguaggi della grafica e del web, frutto di esperienze e studi più recenti. I suoi lavori non obbediscono ad alcun paradigma, sotto l’aspetto né tematico né tecnico: pur avendo presente certi modelli (Edvard Munch per la pittura, Henri Cartier Bresson per la fotografia), essi nascono piuttosto dall’istinto, e da una sensibilità artistica legata al vissuto e alle emozioni. Ritratti, cromie astratte, fotografie, locandine … Su tutto domina il “fil rouge” dell’armonia e della bellezza, di cui il corpo femminile rappresenta la massima espressione. L’uso privilegiato della tavola rispetto alla tela è dovuto ad un’esigenza di libertà e maggiore fluidità del colore. Il prodotto artistico, infatti, per Silvia Compagnoni rappresenta il segno tangibile di ciò che si è, e che quindi può essere variamente reso con un disegno a matita, un acrilico, o una pittura ottenuta con spatola e caffè.

L’attimo concreto – privo di manipolazioni – diventa protagonista anche dei suoi scatti; questi appaiono definiti da un senso di rovina, distruzione, e perciò malinconicamente tesi alla ricerca di qualcosa che non c’è più, e che possa rivivere attraverso il mezzo fotografico. Qui l’artista mescola elementi astratti e reali, l’uso del colore e del bianco e nero, ad enfatizzare una dimensione temporale presente ma già dimenticata. Sullo sfondo di paesaggi naturali e di interni abbandonati si muovono oggetti, un uomo, una donna. Spesso rappresentata di spalle, la figura femminile comunica attraverso gesti o particolari del proprio corpo: affacciata ad una finestra o còlta in fuga da una realtà, esprime la libertà dell’arte prima che dell’essere umano, lo sguardo lontano di una mente “in nuce” che tende verso una meta indefinita.

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