“Il Primo” in edicola: nasce in Abruzzo un nuovo settimanale

Sconvolti dall’evento sismico che molto ha danneggiato anche l’ingente patrimonio artistico, per gli abruzzesi una buona notizia: è nato un nuovo settimanale che ha per titolo “Il Primo”. Diretto da Gino Di Tizio con sede in Chieti, con il numero zero in edicola per ora in fase di lancio a 20 centesimi, speriamo sia beneaugurante ed emblematico di una volontà fervida di rinascere da parte della nostra regione dopo il drammatico evento.

Nel suo editoriale Di Tizio chiarisce subito che il nome scelto non nasconde nessuna arrogante pretesa di essere i migliori, quanto piuttosto di fornire per la prima volta l’opportunità a tutti i lettori di approfondire con appropriati interventi e dibattiti gli argomenti soprattutto culturali che di volta in volta vengono presi in esame dai mass media. In tal senso significativo l’appello del direttore: “chiunque sente di poterci dare una mano è caldamente invitato a farlo. Da noi troverà sempre porte spalancate”. Lo scrivente, insieme ad altri validi colleghi come Andrea Romiti, Arianna Iannotti, Chiara Angelini, Norma Iacovanelli e Raffaella Picciani, ha già raccolto l’invito proponendo nella rubrica “Arte e non solo” la prima parte di uno studio sui magnifici dieci dell’arte abruzzese contemporanea, nella quale vengono presi in esame con ampie illustrazioni a colori autentici mostri sacri della ricerca soprattutto aniconica, ovvero Ettore Spalletti, Diego Esposito, Mario Ceroli, Ugo La Pietra, Tanino Liberatore.

Al momento in cui Il Primo, programmato per la Pasqua, andava in stampa , si è verificata la tragedia del sisma aquilano che ne ha modificato e quasi sconvolto il palinsesto, per cui è stato doveroso introdurre sull’evento un ampio servizio anche per commemorarne le tante vittime innocenti. E’ questa forse la motivazione di un non eccellente progetto grafico che a nostro avviso dovrà essere più accurato nei prossimi numeri.

A fronte di questa colpa veniale, assai interessante il contenuto, a cominciare dall’inchiesta “L’Abruzzo e le manette” che tra l’altro ha ispirato al noto pittore teatino Luciano Primavera l’immagine della copertina del periodico, il Guerriero di Capestrano con le manette ai polsi, così come rigoroso il redazionale sull’energia idraulica in Italia.

Non ci resta che augurale lunga vita al nuovo settimanale che nelle intenzioni dei fondatori avrà come prioritaria caratteristica l’apertura democratica al pluralismo delle idee anche e soprattutto in campo culturale.