Ecco ancora altre immagini dei gravissimi danni al patrimonio storico e artistico della media valle dell’Aterno, gravemente colpita dal terremoto che ha devastato L’Aquila. Paesi come Paganica, Onna, Sant’Eusanio Forconese, Casentino, Villa Sant’Angelo sono quasi interamente distrutti e sono stati evacuati.

Poggio Picenze, chiesa. Danni al campanile, alla cupola e ai portali.

Poggio Picenze, chiesa. La veduta laterale della chiesa, con i ponteggi del restauro in corso e i danni del terremoto alla cupola.

San Demetrio ne Vestini, chiesa parrocchiale. Crollo di parte della facciata. Ignota la sorte dei dipinti del Patini conservati all'interno.

San Demetrio ne Vestini, chiesa di San Demetrio. Caduta dell'oculo in marmo dal campanile.

Castelnuovo di San Pio delle Camere, chiesa tratturale. Crollo della muratura

Santo Stefano di Sessanio, torre medicea. Crollo integrale della torre che rappresentava il simbolo del paese

Santo Stefano di Sessanio. Il profilo del borgo non mostra più la torre cilindrica che ne era l'elemento simbolico: è completamente crollata!

Santo Stefano di Sessanio, chiesa su lago. Completamente crollato il portico di ingresso con tre archi.

Sant'Eusanio Forconese, chiesa di Sant'Eusanio. Crollo di parte della facciata con il rosone, parte del soffitto e gravi lesioni della facciata.

Villa Sant'Angelo, chiesa di San Michele. Crollo completo della parte posteriore, perdita degli affreschi e degli arredi

Villa Sant'Angelo, chiesa di San Michele. Danni ingenti alla facciata, che era in fase di restauro e grave rischio crollo per il campanile
Caro Peliccia buongiorne, tu che sei li con i sfolatti, si tanto bene che l’ho puoi fare, ad’Ofena ho famiglia e amici. Io qui in Francia faccio quello che posso(e sempre troppo poco). Tutti mesi di Agosto sono ad’Ofena et gli miei génitori dal’mese di Maggio in loro casetta. Stano pure loro qui in Francia al momento scrivo queste linee:”fortuna” Digli solo che qui pensiamo tutti à colloro che siano in difficolta. Ho téléfonato al mio Zio Ercole Farricelli, mi ha detto di non mi ramaricare, perche stano tutti bene.
La mia Famiglia
Flora e Ercole Farricelli et tutta la famiglianza
Concetta et Giovani Di Persio e Tutta la famiglianza
Antonietta et Guido Esposito la loro Figlia, Mauro sua moglia Marie Pier i suoi génitori e tutta la sua famiglianza.
E tutti gli amici
Saluti tutto Ofena e meglio.
Ciao et ringrazio tutti colloro che siano effetuando un lavoro cosi grande; nessuna parola puo’ essere abbastanza forte per vi ringraziare
Ciao da la Francia
Tonino
Per favore, se possibile, vorrei avere notizie di Casentino, paese natio di mia madre, vicino Sant’Eusanio. Provo tanto dolore per quanto accaduto nel meraviglioso Abruzzo. Ma la forza d’animo agli abbruzzesi non manca. Un abbraccio, Gianni.
Caro Pelliccia,
ma la tendopoli a Castel del Monte e’ perche’ si ha paura che possano ancora esserci scosse forti (che infatti ci sono) ed è meglio essere prudenti, o ci sono danni ? E ci sono stati feriti in questi giorni ?
Sono di Alatri, dunque ciociaro, e vivo da dieci anni a Siena.
Forse sarà l’amore viscerale che nutro per le vostre montagne e per la vostra gente, ma mai prima avevo provato tanto sconforto per una calamità naturale.
Confido nel vostro carattere, nel vostro orgoglio, nella vostra indiscussa capacità di rimboccarsi le maniche: so che non starete lì ad aspettare decreti speciali od elemosine.
La mia famiglia tornerà in vacanza da voi, già da luglio prossimo: penso sia la cosa migliore da fare. Ditemi se mi posso rendere utile in qualche modo diffondendo notizie di siti turistici già pronti a riaccogliere persone o a chi inviare giocattoli o quant’altro per i bambini più piccoli.
siena è piena di tanta brava gente come voi.So di poter fare qualcosa.
minnucci.fabrizio@libero.it
salve, sono un volontario della protezione civile Valtrigno. In questi giorni sono stato dislocato nel territorio dei paesi di S. Stefano, Calascio, Castelvecchio, Carapelle, Ofena, Colonia Frasca e Castel del Monte. Attualmente il nostro campo base è a Castel del Monte, con magazzino viveri e beni di prima necessità, tendopoli costituita da 60 tende con relativi letti e stufe. Personalmente ero a S.Stefano per montare le tende nel momento della forte scossa di martedì alle 19 circa…è durata solo pochi secondi, ma ancora oggi rivivo quella sensazione di paura vissuta in quei momenti…non dimenticherò mai ciò che ho visto e vissuto in questi giorni!! Tornerò ancora la prossima settimana, e la prossima ancora…finchè non sarà necessario…un caro saluto a tutti!!
a castelvecchio subequo il centro storico è transennato per pericoli di crolli. la chiesa di s. francesco è inagibile, il campanile è pericolante. nessuna vittima. allestita una piccola tendopoli nel campo di calcio, molta gente è ospitata nella palestra delle scuole. (notizie riferite da parenti) FORZA ABRUZZO!!!!!!RINASCERAI PIU’ BELLO DI PRIMA!!!
Non sono segnalati danni di rilievo
Salve,
io sono abruzzese e sono originaria di un piccolo paesino della provincia dell’ Aquila e come tutti gli abruzzesi sono molto attaccata alla mia terra. Questa grande disgrazia mi ha colpito moltissimo come penso tutti in Italia e mi auguro che tutto questo finisca presto. Vorrei sapere se qualcuno sà se la piccola chiesetta di Santa Maria in Valle Porclaneta ai piedi del monte Velino ha subito dei danni, per favore datemi notizie per me quella chiesa ha un grande valore affettivo
Sono molto vicino alla bravissima gente abruzzese che ho avuto modo di conoscere durante la mia permanenza per un anno intero, come tecnico del CNR, tra Barisciano e Castel del Monte. Piango con loro e che Dio gli aiuti.
Riccardo Merafina
Andria (Ba)
Conosco bene quei luoghi che hanno segnato e caratterizzato uno dei momenti più felici della mia vita. S.Stefano in particolare lo porterò nel cuore x sempre ma in generale tutti i paesi del Parco. Vi sono vicina nel pensiero e spero tanto che tutto torni a risplendere com’era e dov’era prima.
Fabiola Carapella
Benevento
Salve
leggo con sollievo che Bominaco, San Pelino e dintorni non dovrebbero aver subito grossi danni.
Pero’ e’ una cosa tremenda leggere degli altri monumenti (senza neanche pensare al costo umano).
Cosa si puo’ fare – io abito all’estero ma amo l’abruzzo dove vado tutti gli inverni da quando ero piccola.
Mmi riprometto una raccolta di fondi organizzando una cena ‘abruzzese’ – mmi piacerebbe destinarli per esempio a salvare la chiesa di Fossa che e’ stata lesionata.
Se qualcuno sa come muoversi,per favore mi faccia sapere
federilli @ hotmail.com
Accorato appello agli Abruzzesi da Padova
C’è qualcosa di aspro nel territorio dell’Alto Abruzzo. In una cosmografia veneziana del ’500 viene descritto come «un paese assai montuoso, et aspro d’inverno così horrido per la tanta neve e ghiacci, come fosse regione di Germania». Le tempeste di neve e i pericoli di assideramento furono lo spauracchio delle soldataglie che attraversavano gli altopiani: nel febbraio del 1528 vi trovarono la morte 300 mercenari assoldati da Venezia contro Carlo V, e nel marzo dell’anno successivo 500 tedeschi del principe d’Orange. E poi i terremoti. Ce ne furono di memorabili, rispetto ai quali, fortunatamente, l’ultimo sembra poca cosa. Quello di Avezzano del 1915, ad esempio, sterminò 33mila persone.
La conformazione del territorio, la difficoltà per l’agricoltura, la vita nomade dei pastori hanno temprato, nei secoli, il carattere delle genti d’Abruzzo che, va ricordato, non hanno mai chiesto niente a nessuno. Ogni 50 anni, dopo il sisma, si sono rimboccati le maniche e hanno ricostruito con la pietra i meravigliosi borghi aggrappati alle pareti delle montagne. Ignazio Silone, grande scrittore di Pescina (già patria del cardinale Giulio Mazzarino), così descrive la sua terra e lo spirito dei suoi abitanti: «La condizione dell’esistenza umana vi è sempre stata particolarmante penosa; il dolore vi è sempre stato considerato come la prima delle fatalità naturali; e la Croce, in tal senso, accolta e onorata. Agli spiriti vivi le forme più accessibili di ribellione al destino sono sempre state, nella nostra terra, il francescanesimo e l’anarchia».
E bisogna dare atto agli abruzzesi che hanno saputo darsi da fare: l’Abruzzo è l’unica regione dell’ex Regno delle Due Sicilie che potrebbe campare anche con il federalismo. La bilancia dei pagamenti con altre regioni e con il resto del mondo è in attivo, e il reddito pro capite è nella media italiana. Forse anche per questo, gli italiani si sono aperti alla solidarietà: hanno pensato che gli aiuti non finiranno nel nulla, come è accaduto in occasione di altre catastrofi in Campania o in Sicilia. Ma è giusto che la trasparenza regni sovrana anche in questa occasione, e che la spesa dello Stato e dei cittadini serva per promuovere e non per ledere, per migliorare e non per distruggere. Mi riferisco agli interventi sconsiderati in Umbria e nelle Marche; in Irpinia e in tanti altri luoghi dove la macchina della ricostruzione è stata più devastante delle calamità naturali.
Ora, bocciamo subito un’idea: “L’Aquila 2″ è una cretinata. In una regione che conta più turisti del Friuli Venezia Giulia e che ha grandi ambizioni grazie ai suoi meravigliosi borghi medievali, spianare tutto e fare palazzoni in cemento armato è un’idea quasi grottesca e destinata, se attuata, a provocare danni irreparabili non solo agli abruzzesi di oggi, ma anche a quelli di domani. La ricostruzione deve essere, esteticamente, filologica. Poi, è ovvio che le case debbano essere costruite secondo criteri antisismici, ma le due cose non sono affatto confliggenti. Si farà così? Ho qualche dubbio: in Italia quando scatta l’appaltone, è sempre il peggio ad emergere. Lo si è visto anche in tv: l’ospedale, la casa dello studente, strutture recenti che, in linea di principio, avrebbero dovuto resistere e costituire riparo per la popolazione; e invece sono state le prime ad accartocciarsi sotto i colpi di un sisma tutto sommato non così potente. C’è una mafia, in Italia, che ha sempre vinto: quella dei palazzinari. Occhio, dunque, alla ricostruzione, perchè i nostri soldi non finiscano nel nulla.
Marco de’ Francesco
9 aprile 2009
vedi anche: http://www.ideapadova.it/index.html
Finalmente ieri sera sono riuscito a mettermi in contatto con gli amici di Fossatillo: sani e salvi con casa in apparenza integra, ma precauzionalmente attendati.
Cordialità,
andrea orlando
Ovindoli non saprei, ma non credo gravi danni, semmani lesioni. Qual’è il monastero diroccato ??
Non ho visitao quel paese, ma la prossima settimana ci passo e le saprò dire
intatti !
Ma calascioe La sua splendida Rocca e la chiesa appena sotto?
Vi chiedo cortesemente notizie del monastero diroccato vicino San Panfilo d’Ocre e di Ovindoli. Ci sono stati danni nel Paese?
Abbiamo una casa a Poggio Picenze in via Codacchio 25/26 non abbiamo notizie del suo stato e nn sappiamo a chi rivolgerci.
Vi ringraziamo se potete darci qualche informazone.
Gentile Direttore,
sono un motociclista vicentino che ogni anno si reca in “pellegrinaggio” tra Gran Sasso, Sirente Velino e Marsica…sono passato per S. Stefano meno di un mese fa.
Avrebbe notizie di Fossatillo di Cagnano Amiterno? dovrebbe essere fuori dalla zona più colpita, ma non riesco a mettermi in contatto con gli amici che solitamente mi ospitano nel loro agriturismo.
Cordialità,
andrea orlando