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Premio Teramo: la parola al Segretario

pubblicato il 23 giugno 2007 alle 16:14
scritto da S. G.

La parola a Gianni Melozzi, Segretario del Premio Teramo (www.premioteramo.it) In questa intervista a cura di Simone Gambacorta, Melozzi parla della sua gestione e delle future prospettive del Premio Teramo.

Quali sono i compiti del Segretario del Premio Teramo?

«Il Segretario dirige e coordina tutte le attività del Premio, lavorando in costante contatto con il Sindaco e l’Assessore alla Cultura. Le attività editoriali e gli eventi realizzati dal Premio passano per la scrivania del Segretario, così come vi passano le operazioni di ricezione e smistamento dei racconti. In altre parole, il Segretario è una sorta di “direttore” del Premio, ma è anche il garante della trasparenza e della serietà della manifestazione; e infatti gran parte del suo lavoro si svolge in un luogo istituzionale come l’Assessorato alla Cultura del Comune. Il Premio Teramo ha una tradizione che merita il massimo rispetto e la più accorta diligenza. Ma oltre al Premio in sé, questo rispetto e questa diligenza la meritano i partecipanti, che sono il bene più prezioso del Premio Teramo»

E lei come si rapporta con i partecipanti?

«Con la massima attenzione. Ricevo centinaia di mail, di lettere e di telefonate: nessuna curiosità resta insoddisfatta. Chi partecipa al Premio ha dei diritti, e il Segretario deve rappresentare un riferimento, prima ancora che un interlocutore disponibile ed esaustivo»

Quali sono i suoi obiettivi?

«Sono diversi, tutti importanti, e tutti riassumibili in un concetto: far crescere il Premio Teramo. Da quando sono Segretario ho cercato di apportare alcune innovazioni: la creazione di un logo, lo sviluppo dei rapporti con l’Università di Teramo, la realizzazione di incontri con scrittori (fra cui Tiziano Scarpa, Renzo Paris, Nicola Lagioia, Remo Remoti, Marco Tornar e Roberto Michilli), la ristrutturazione della Giuria (con Alberto Bevilacqua come Presidente), l’apertura di nuove Sezioni (come quella per un racconto in SMS, che ha riscosso ampissimo successo; o come quella della favola, che ne ha avuto altrettanto). Inoltre ho cambiato il calendario della manifestazione: prima si svolgeva nel mese di giugno, ora nel periodo pre-natalizio, quando Teramo è meno congestionata da eventi. E poi mi sono preoccupato di contenere i costi della manifestazione»

Contenere i costi?

«Sì, certo. È fondamentale. È vero che il Premio Teramo è “figlio” dell’Amministrazione Comunale, ma è anche vero che i fondi non sono illimitati. Il Sindaco Chiodi e l’Assessore Di Dalmazio tengono infinitamente al Premio Teramo, e infatti collaboriamo gomito a gomito: ma non possiamo sperperare danari. Su questo punto siamo assolutamente d’accordo. Ci è sembrato opportuno fare alcune modifiche. Ne cito una: la riduzione delle spese per la cerimonia di premiazione. In passato, per la serata finale, si spendevano cifre enormi, inutili. Noi abbiamo dimostrato che un contenimento dei costi non compromette affatto la riuscita della manifestazione. I risultati delle ultime due edizioni ci hanno dato ragione. E poi preferiamo investire sui talenti di casa nostra, quando ci sono, piuttosto che andare alla ricerca del “grande nome” cui affidare la presentazione della cerimonia di premiazione. Il Premio Teramo è un evento culturale, non è un evento mondano»

Che rapporto ha con i suoi predecessori?

«Sono felice di averne due in Giuria: Giammario Sgattoni e Paolo Araclio. La loro è un’esperienza preziosissima. Sono le figure che sento più vicine»

Andiamo un po’ sul personale: le piace essere il Segretario del Premio Teramo?

«Certo che mi piace e lo considero un onore. Ma anche una grande responsabilità. Il Premio Teramo, l’anno prossimo, approderà alla sua quarantesima edizione. È un Premio che ha una storia di assoluto prestigio. Basta leggere i nomi dei partecipanti e dei giurati. È senza dubbio la più importante manifestazione culturale teramana. Inoltre è molto considerata in Italia. Il fatto che il Premio Teramo sia riservato all’inedito è un punto di forza»

Prima parlavamo di obiettivi. Quanto contano per lei le idee?

«Le idee sono la nostra materia prima. Sono essenziali. E noi lavoriamo per scegliere le migliori e riversarle in progetto. Guardiamo lontano e vogliamo continuare a farlo: senza buone idee non andremmo da nessuna parte. Vede, una realtà come il Premio Teramo deve avere soprattutto una dote. Questa dote è il coraggio. Il coraggio di crescere, sempre, di edizione in edizione, e di compiere ogni anno un passo avanti. E così, passo dopo passo, raggiungere la meta di un Premio che duri tutto l’anno, e che possa avvalersi di una struttura efficace ed efficiente. Il Premio Teramo vuole investire sull’intelligenza delle scelte»

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    chiacchiere – questo segretario non ha mantenuto una sola delle tante e toppe promesse che ha fatto. erano molto meglio gli altri.

    filippo di natale del 17 dicembre 2009

 

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