Una recensione inedita presentata per Abruzzo Cultura
E’ uscito per le edizioni Tracce di Pescara un delizioso volume di Carla Grisanti Giannini dal titolo Piccoli poeti (e una maestra fortunata) inserito nella collana di poesia “Anamorfosi” con prefazione di Ubaldo Giacomucci. Si tratta di un resoconto idilliaco e nostalgico soprattutto degli anni spesi per i ragazzi che l’autrice, nativa di Ferrara, ma residente da sempre nel capoluogo adriatico dove ha svolto la missione di insegnante nella scuola elementare Don Milani, offre quasi come dono a quanti l’hanno amata, bambini, genitori, colleghi e personale non docente. Dico soprattutto, perché le brevi composizioni poetiche riportate che stupiscono per il loro minimalismo verbale, alias capacità di sintesi, sono affiancate da brani in prosa nei quali Giannini ripercorre gli anni della fanciullezza e dell’adolescenza segnati dalle vicende belliche ma al tempo stesso impreziositi da una coscienza etica oggi del tutto disattesa.
Prima di esternare alcune personali riflessioni suggerite dalla lettura rapidissima, poiché coinvolgente, del volume di oltre 160 pagine, voglio premettere una nota connotativa della scrittrice Giannini. Dico solo che in un periodo in cui tutti cercano una poltrona su cui sedere per sentirsi qualcuno, lei ha sempre preferito scendere dalla cattedra , dalla pedana per facilitare l’incontro e l’ascolto, nonché l’apprendimento dal magico perimetro infantile del vero significato dei valori della vita che sono la purezza, la poesia, l’amore, la gioia di vivere. Molto sincera quando lei confessa “Ho insegnato tanto, ma di più ho imparato”. E quello che ha imparato ora che il suo corpo (non la sua mente) è in pensione, lo ha trascritto non per vanità ma per amore dei suoi alunni, in queste pagine che nulla hanno da invidiare al noto bestseller di Marcello d’Orta Io speriamo che me la cavi.
Ma veniamo ai due mondi documentati dall’opera: quello degli scolari poeti e quello della maestra Carla la cui penna non è riuscita che a produrre prosa, comunque contagiata dal virus lirico dei suoi piccoli fiori (tali da lei sono stati coltivati negli anni i vari Andrea, Jonathan, Valentina, Manuel, Bruno, William, Davide, Federica, Riccardo, Alessio, Manuela, Tiziana e tanti altri.
Voglio confessare al lettore di queste riflessioni un particolare della mia prassi operativa ogni qualvolta mi appresto a redigere un testo sulla ricerca di un artista soprattutto di indirizzo iconico legato ai valori estetici e formali. Non leggo quanto hanno scritto i miei colleghi su quell’autore, ma cerco di leggere liriche di poeti soprattutto ermetici che mi diano una carica interiore ed una disposizione a pormi in sintonia con il recondito messaggio dell’artista in questione. Autori prediletti Quasimodo, Montale, Ungaretti, Luzi, Bigongiari, Spaziani e da ultimo un poeta croato poco noto in Italia Vlado Gotovac.
Quando settimane or sono Carla Giannini fece dono a mia moglie Emilia D’amico sua collega d’insegnamento del volume felicissimo già per il titolo “Piccoli poeti (e una maestra fortunata)”, provai a sostituire la lettura dei citati autori con le poesie scritte dagli alunni di Giannini contenute nell’opera donata.
Risultato? Un’esperienza performativa paragonabile ad una barca fantastica con a bordo pensieri, desideri, progetti in grado di varcare le mitiche colonne di Ercole, il che non accade se non raramente. I versi, essenziali e puri, ovvero scevri del superfluo essendo riproduzione puntuale della voce del fanciullino pascoliano che alberga dentro ognuno di noi, si sono rivelati di scintillante ispirazione per il testo che mi accingevo a scrivere per l’artista livornese Luca Bellandi che lo scorso anno tenne un’antologica al Museo Michetti di Francavilla al Mare,
Per quanto poi concerne la suite di brani in prosa nei quali Giannini sotto la spinta del modello infantile con entusiasmo innaffia la creta della sua penna disseccata dal tempo, per la verità con esiti sorprendenti, il lettore è invitato a percorrere a ritroso un itinerario verso la perduta dimensione umanistica della vita, della società e dell’arte. Un libro da leggere?
Forse anche da meditare.