La storia di questa mostra è quella dell’incontro tra dieci giovani artisti designers ed una storica gallerista di Pescara – Rosanna D’Adamo -, ma è anche la genesi di un connubio possibile fra il circuito consolidato dell’arte contemporanea – fatto di gallerie, mostre, collezionisti – e giovani creativi che cercano un proprio palcoscenico, un luogo in cui manifestare la propria esistenza e la propria capacità di elaborazione di forme e linguaggi.
Il gruppo raccoglie dieci giovani personalità assai eterogenee per formazione ed esiti compositivi: Simone Angelini e Pietro De Zio architetti, Giuseppe Valenti insegnante di fotografia e grafica pubblicitaria, Luca di Cesare e Riccardo La Barba designers, Fabio di Campli poliedrico artista della parola e dell’immagine, Erica Abelardo artista, Sara Di Febo fotografa, Mena De Lucia stilista e Stefania Merafina grafica, una summa della creatività contemporanea e delle declinazioni individuali che essa può assumere.
I ragazzi hanno scelto di intitolare la mostra “Teste creattive”, con un’espressione in cui si dà la sintesi del loro atteggiamento rispetto alla vita e a ciò che la compone, fino agli oggetti che si utilizzano quotidianamente – sedie, lampade, specchi, ma anche fumetti, gioielli – che possono essere reinterpretati, riplasmati applicando un’intelligenza ed una creatività reali, immediate.
I dieci non costituiscono un gruppo omogeneo sul piano dell’elaborazione tecnica e formale: particolarmente interessante è il lavoro di Stefania Merafina che combina l’immagine fotografica con elementi freddi quali il vetro, Luca Di Cesare espone un video dal titolo Industrializzazione che colpisce per la capacità di esprimere ironicamente – attraverso la figura di una donna anziana che usa un braccio meccanico per raccogliere le mele cadute da un albero – in quale direzione si muove il processo di meccanizzazione del lavoro e quali ripercussioni esso ha sul mondo contemporaneo, Pietro de Zio e Riccardo La Barba espongono progetti di elementi d’arredo, ma vi sono anche i fumetti di Simone Angelini, le donne fantasy di Erica Abelardo, le fotografie di Sara Di Febo, i video con sperimentazioni optical di Giuseppe Valente, i gioielli di Mena De Lucia.
Tutti esprimono una creatività tutta giovanile, forse acerba per alcuni aspetti o scomposta nelle modalità in cui si dà al pubblico, ma è una creatività che cerca un suo spazio ideale e fisico in cui poter maturare: la scelta di non realizzare l’esposizione negli ambienti della facoltà di Architettura di Pescara, in cui la maggior parte dei ragazzi si sono formati, indica certamente una volontà di rottura con un ambiente che a loro è apparso chiuso, incapace di accogliere l’esposizione e di traghettarla verso l’esperienza non semplicemente universitaria ma urbana, che fosse capace di coinvolgere tutta la città, sempre più attenta alle dinamiche creative dell’arte contemporanea.
La scelta realizzata dalla Galleria d’Adamo di ospitare la mostra si configura – oltre che come segno di apertura ai giovani – come risposta ad un’esigenza di visibilità che un’istituzione quale quella universitaria non è sempre capace di garantire: il successo della scelta è stato confermato dalla grande affluenza di visitatori registrata sin dai primi giorni di apertura.
Con la presenza di giovani artisti anche i giovani visitatori hanno certamente sentito più prossimo, e dunque più possibile, un rapporto con l’arte contemporanea e le sue manifestazioni, attraverso cui è possibile creare un nuovo e più consistente tessuto culturale.
Info :
Galleria Rosanna D’Adamo
Via Ravenna, 80 – 65122 Pescara
telefono e fax 085 2121172
di Francesca Larcinese