
Si è spento, lasciando un vuoto nel mondo culturale abruzzese, il pittore Leopoldo Marciani. artista tra i più significativi nel campo della figurazione. A più riprese la nostra rivista si è interessata della ricerca artistica di questo importante personaggio che fu pittore, ma anche fine poeta, evidenziandone la profonda spiritualità che nei dipinti si estrinseca nella esclamata predilezione per il discorso luministico, in grado di rendere le scene paesaggistiche dipinte piene di lirismo che trasfigura l’impianto veristico.
Nato a Pescara nel 1924, Leopoldo Marciani si trasferisce da piccolo a Lanciano, città della sua famiglia, si diploma a Firenze in arti grafiche, per poi porre la sua residenza a Chieti, dove è stato docente di educazione artistica. Accanto alla sua attività di pittore, ha affiancato il lavoro di ceramista e mosaicista, avendo prodotto in tali tecniche opere di grandi dimensioni. Si è interessato altresì di illustrazione del libro e di pittura murale nonché di arte sacra con dipinti collocati in luoghi di culto. Marciani, come già si diceva, è stato anche apprezzato poeta, avendo pubblicato nel 2001 una silloge di sue liriche dal titolo”Divagazioni senili”. Ha partecipato per invito a numerose rassegne in Italia (nel 1970 lo troviamo al Palazzo delle Esposizioni a Roma) e all’estero (Nizza, Bucarest, Toronto, Ottawa). I temi ricorrenti della sua pittura sono il paesaggio e la figura, proposti con un saldo impianto formale ed un cromatismo caldo per lo più timbrico.
Ha tenuto diverse personali: da citare quelle alla Galleria Ponterosso di Pescara diretta da Eugenio Riccitelli, nel 1975, nel 1977 alla Galleria Minerva di Pavia e dieci anni dopo all’Artespaziodieci di Bologna; poi ancora all’Auditorium Diocleziano di Lanciano nel 1995 e alla Bottega d’Arte di Chieti nel 2005. Nel 2006 importante personale dal titolo Arte, esca del sentimento al Palazzo degli studi di Lanciano, mentre nel 2008 si registra una riuscitissima personale alla galleria Sartori di Mantova. Delle rassegne alle quali è stato invitato si ricordano i Premi Sulmona (diverse edizioni), Termoli, Vasto, Riviera del Conero, Avezzano, Penne.
La sua attività espositiva sempre costellata da premi e riconoscimenti lo ha visto presente in diverse città, quali Roma, Genova, Livorno, Nuoro, Ancona, Pescara, L’Aquila, Modena, ecc. Opere di Marciani sono al Museo “Costantino Barbella” di Chieti, al Museo di Nocciano, alla Pinacoteca Corrado Gizzi di Guglionesi e alla Pinacoteca dantesca di Torre de’ Passeri. Una grande Deposizione di Marciani è collocata nella Chiesa di Madonna delle Piane a Chieti Scalo. Nel 2007 antologica del maestro abruzzese presso il Museo delle Genti d’Abruzzo a Pescara curata da Leo Strozzieri e Maurizio Vitiello documentata da una bella monografia riassuntiva (“Leopoldo Marciani, realtà interiori”) (vedi foto) della sua ricerca pittorica. Sempre nel 2007 esegue una grande tavola per l’hotel Corfù di Pineto, mentre l’anno successivo gli viene attribuita la medaglia d’oro al concorso di disegno “I sentieri dell’anima” (Palazzetto dei Nobili, L’Aquila). Nel 2009 la già citata memorabile antologica al Museo Archeologico “ La Civitella “ di Chieti quando l’Amministrazione Comunale gli conferì l’onorificenza alla carriera e nel 2011 mostra alle Scuderie del Palazzo Aragona a Vasto dal titolo “È qui la stabile dimora della luce”.
Era in progetto, per lumeggiare in modo completo la figura del maestro teatino, uno studio con relativa mostra sull’opera grafica alla luce dei numerosi taccuini di disegni che negli anni l’artista ha riempito di appunti per lo più a matita o carboncino che spesso hanno avuto il ruolo di studi preparatori di opere pittoriche. Dell’ampio corpus grafico ove sempre si evidenzia l’importanza del segno formativo dell’immagine e talora del discorso luministico, particolarmente significativi gli studi davvero straordinari di personaggi immortalati nel campo dell’arte sacra come la citata Deposizione, eseguita per la chiesa della Madonna delle Piane a Chieti Scalo, vero capolavoro d’arte sacra del ’900.
Ovviamente questo ulteriore segmento d’indagine storica sulla figura di Leopoldo Marciani che, come detto, si sarebbe dovuta concretizzare sia con una mostra, che attraverso una pubblicazione per documentarla, sarebbe stato quanto mai opportuno per chiarire in modo completo il ruolo di primo piano che egli ha recitato in Abruzzo e in Italia in ormai oltre cinquant’anni di intensa attività.
Siamo certi che questo progetto possa ugualmente concretizzarsi ad opera del figlio Ugo Marciani e degli altri eredi dell’artista ai quali va la più sentita solidarietà dell’intera redazione della rivista Cultura in Abruzzo e in particolare dello scrivente che si onora di aver avuto rapporti di grande amicizia e collaborazione con il grande maestro.
Del Maestro Leopoldo Marciami ci mancherà la signorilità della sua persona,dell’amato professore ,del cantore del colore caldo, la sua plastica pennellata è rimasta nelle sue opere e ci arricchiranno sempre. Ho la fortuna di avere una sua opera che riscalda l’ambiente in cui è esposta e mi regala vive emozioni quando la contemplo!
Grazie perchè ci hai dato la tua umanità e la tua arte.
Con gratitudine. Mira Cancelli
Questo articolo l’ho letto più di una volta, non perché da diversi giorni l’ho trovato in apertura di questa rivista, ma per la foto, per lo sguardo del maestro scomparso.
Uno sguardo che mi ha mostrato stanchezza con i segni della sua grande attività di pittore, di poeta, di ceramista e di mosaicista: un’attività ricca di premi e di riconoscimenti.
L’attività è ben sintetizzata dallo Strozzieri che, per aver avuto rapporti di grande amicizia e collaborazione con il maestro, è certo che gli eredi riescano a concretizzare lo “ulteriore segmento d’indagine storica sulla figura di Leopoldo Marciani”.
Con il “Cerca” che offre pure questa rivista, ho preso visione di altri articoli del prof. Strozzieri su questo artista e mi sono ritrovato ancora la stessa foto su “Vasto: Leopoldo Marciani in mostra”, foto che ha stimolato la mia voglia di conoscere anche l’umanità di Leopoldo Marciani: quella che traspare e colpisce.