
La bufera persiste anche se a Roma un timido sole sta sciogliendo i cumuli di neve e il ghiaccio sulle strade. Adesso c’è una Italia tagliata a metà che mostra ancora il bagliore accecante della neve assieme ai pericoli reali dell’isolamento per molti paesi ancora privi di luce e di generi di prima necessità.
L’Italia contadina, forse per fortuna troppo lontana dalle beghe dei palazzi, si ritrova a fare i conti con la sopravvivenza, persino i lupi sono scesi dalle montagne per cercare il cibo, sconfitti da un inverno inclemente, una stagione che anche gli anziani fanno fatica a ricordare.
Guardando l’impotenza e l’accettazione dell’inevitabile degli abitanti, quasi tutti anziani, che vengono raggiunti dalla protezione civile o da qualche volenteroso viene da pensare alla serenità con la quale le persone semplici riescono sempre ad accontentarsi del poco che possiedono: aprono la porta ai soccorritori e li invitano ad entrare e poi, ringraziano, sempre.
Anche questa è l’Italia, quella che vive di poche parole e di tanto lavoro, lontana dalla vita cittadina che avvelena spesso il fisico e la mente trasformando la neve candida in un ammasso indistinto di recriminazioni e rimpalli di responsabilità. La città eterna è ancora teatro di oratoria fine a se stessa, un “non luogo” della modernità che disperde la socializzazione e la cooperazione in nome della burocrazia alla quale molti delegano il potere costituito.
Sotto la neve si celano molte speranze, antiche e misteriose risorse che la natura riesce a scolpire e a trasformare in una identità priva di sovrastrutture, quella che vive sulla terra e con la terra in una fortezza le cui radici legano sempre il passato al presente e al futuro, anche e soprattutto adesso che il tempo meteorologico mette tutti, indistintamente, alla prova.
Bello l’articolo, con il giusto risalto all’Italia contadina ed agli anziani, persone semplici che si accontentano del poco, invitano ad entrare nelle loro case e ringraziano sempre.
Inverno inclemente, non solo per la tanta neve ma anche per il tanto freddo che, purtroppo, ha fatto anche delle vittime, che renderanno il ricordo di questi giorni doloroso per tanti e triste per gli altri.