Il clima, questo sconosciuto

I corsi e ricorsi storici sono stati da sempre un evento ciclico da non sottovalutare e l’emergenza neve ne è stata una prova. Gli studi climatici hanno evidenziato precipitazioni nevose con una cadenza trentennale di vera eccezionalità ( 1956, 1985 e quella che ha colpito l’intera penisola in questi giorni).

Il clima mediterraneo è ormai una definizione che appartiene al passato tenuto conto degli sconvolgimenti climatici che interessano il mondo intero. Siamo di fronte al verificarsi di fenomeni estremi che cancellano le stagioni intermedie e che ci fa assistere a periodi in cui le temperature subiscono improvvisi e radicali cambiamenti.

Le previsioni sono come sempre affidate agli uomini e come tali non possono essere riferimenti affidabili al cento per cento ma comunque quello di cui dobbiamo farci carico collettivamente è l’aspetto della prevenzione che non deve essere affidata soltanto a tecnici ed esperti del settore perché in questo caso la circolazione delle idee e delle informazioni tende a restare limitata e poco efficace. Nelle situazioni critiche che l’Italia ha attraversato la popolazione assiste impreparata e sgomenta ai dibattiti e scarichi di responsabilità che non possono certamente rimediare ai danni ingenti derivati dalle emergenze del clima a cui assistiamo in questi giorni.

I cambiamenti climatici si manifestano ormai con fenomeni estremi dovuti non solo alle azioni umane (inquinamento) ma anche alla evoluzione dei cicli naturali che non possono essere in ogni caso cambiati perché riguardano in termini di millenni l’intero pianeta.

Nel giro di cinquanta anni il clima è entrato prepotentemente a far parte degli eventi macroscopici che interessano la vita di tutti. Ad esso sono legate tutte le attività umane, dalla catena alimentare all’economia che permette la produzione e gli scambi commerciali, in poche parole alla sopravvivenza e alla gestione delle risorse che l’uomo ha a disposizione.

In questi giorni i fotogrammi dei film catastrofici sono diventati realtà quotidiana con cui fare i conti: isolamento, interruzione dell’elettricità e delle comunicazioni su strada e purtroppo anche la morte di persone che non hanno una casa e vivono ai margini della società.

Informazione e prevenzione possono aiutarci a capire ma anche a prepararci a un futuro diverso in cui non solo il singolo ma soprattutto gli enti competenti diventino capaci di intervenire adeguatamente nelle situazioni critiche in cui il clima mostra i suoi aspetti più estremi. Soltanto in questa ottica generale le polemiche che derivano sempre dall’inadeguatezza dei mezzi, dallo scarico di responsabilità e competenze, potranno diventare un materiale inutile e un esercizio di sterile oratoria da dimenticare.