
Sono ormai trascorsi quasi tre anni dal devastante terremoto del 6 aprile 2009 e la ricostruzione del centro storico e dei tanti comuni del cratere sismico è praticamente ferma a quella terribile notte. Un certo ritardo lo si poteva ipotizzare ma una fase di stallo così lunga, anche nel tessuto sociale ed economico, si doveva evitare a qualsiasi costo anche per non gettare nello sconforto e nella delusione tanti nostri corregionali che avendo la casa “ E “ non vedono nulla di buono all’orizzonte. Faccio riferimento soprattutto la parte più indifesa, coloro che avanti nell’età non vedranno mai più la loro abitazione ricostruita. Colgo l’occasione di questo articolo per esprimere vicinanza e solidarietà a tutti quelli che, in seguito al sisma, vivono ancora difficili situazioni al limite della sopravvivenza tra i vari Map e la perdita del posto di lavoro.
Intanto oltre ad una semplice, come suol dirsi, “ Lavata di viso” non si è andati per quel che concerne la ricostruzione. Dall’esterno si ha la sensazione che tutto sia apposto, come si affannano a dire i facili profeti di parte governativa o addestrati ad hoc per sostenere simili sciocchezze. Di fatto non è assolutamente così oltre a qualche palazzina recentemente tinteggiata, la città giace in una situazione di distruzione e di torpore tale da stringere il cuore. Come se il tempo si fosse fermato all’Aquila e negli altri centri del cratere distrutti dal sisma. Una città spettrale con tetti e finestre divelte, calcinacci dappertutto, cui è rimasto solo di chiedere aiuto al cielo, regno di erbacce e rifiuti di ogni genere dalle povere masserizie, dimostrazione di una vita che fu, mai rimosse a qualche gru ed operai che squarciano l’assurdo rumore del silenzio. Di fatto il disarmante immobilismo di una città cupa, silenziosa, astratta,morente.
Questo per quanto riguarda il centro storico dell’Aquila ma la situazione degli altri paesi del cratere è addirittura più difficile e problematica. In un paesino dell’Alta Valle dell’Aterno, Fiugni di Cagnano Amiterno, la chiesa è ancora transennata e basterebbe davvero poco per restituire questo simbolo di cristianità alla sua Comunità, eppure gli abitanti si stanno adoperando in tutti i modi ma da qualsiasi parte ricevono solo promesse… da marinaio. Una domanda è d’obbligo e sorge spontanea: ma se è vero quanto si ripete in continuazione che i soldi ci sono cosa si aspetta – snellendo tutte quelle procedure burocratiche tra la SGE di Chiodi e Cicchetti, la struttura tecnica di missione, rappresentata dal dott. Gaetano Fontana, il Comune – ad avviare i piani di ricostruzione e dare il via ai lavori. Si sta perdendo del tempo prezioso dando inconsciamente la possibilità a tanti pesci grossi di pescare nel torbido e mettere, in modo illegale, le mani nella ricostruzione. Come dimostrano le inchieste aperte dalla procura ed i recenti arresti tra cui un dirigente del provveditorato alle opere pubbliche.
Per non parlare delle scandalose affermazioni di Bertolaso quando, secondo un’intercettazione di un giornalista di Repubblica riportato in un video, parlava del terremoto come un evento mediatico o peggio ancora quando insieme a Gianni Letta si adoperava per far mettere il suo capo, Berlusconi, in prima fila il giorno delle esequie delle vittime del terremoto. Simili comportanti e tali affermazioni, a fronte di un dramma di quella portata, dovrebbero essere lontani milioni di anni luce. Intanto sembra che la tanto attesa zona franca urbana ( zfu ) che avrebbe dato una boccata d’ossigeno all’economia sia definitivamente tramontata; non certo una bella notizia per L’Aquila ed i centri del cratere. Domenica scorsa si è tenuta, in piazza Duomo un’assemblea molto partecipata che ha deciso di mettere in campo una serie di iniziative, anche legali, per far chiarezza sul futuro della ricostruzione che, come tutti sanno è ferma e brancola nel buio, in un futuro d’incertezze. E’ giunta l’ora di organizzare una grande manifestazione, senza bandiere di partito ma solo con i colori della città, per tenere alto il problema e rivendicare trasparenza,sicurezza, legalità ed efficienza.
E’ stato inoltre riaffermato il criterio secondo cui la ricostruzione pesante del centro storico e dei Comuni del cratere non può più attendere, bisogna necessariamente mettere fine alla marea di chiacchiere che sono state fatte finora. In chiusura una bella notizia che auguriamoci sia la tanto desiata base di partenza per la ripresa del Capoluogo di provincia abbruzzese. Venerdì 27 p.v. alle ore 10.00, a Villa Gioia, nella sala conferenze della presidenza del consiglio Comunale, alla presenza del Sindaco Cialente e dell’Assessore alla ricostruzione Piero di Stefano, si terrà la conferenza stampa di presentazione del piano di ricostruzione del centro storico dell’Aquila. Affinchè non si spengano i riflettori sul problema sisma Il Sindaco ha convocato, in città il prossimo 7 febbraio, i direttori delle maggiori testate giornalistiche e Radio televisive come da seguente comunicazione.
Gentilissimi, il prossimo 6 febbraio 2012 saranno passati trentaquatto mesi, milletrentasette giorni, da quel tragico 6 aprile 2009 quando la Città dell’Aquila fu completamente distrutta nei suoi edifici e nel suo tessuto sociale ed economico. Oggi, a distanza di tanto, troppo tempo, è tutto ancora fermo. Al di là del recupero, realizzato dal Comune dell’Aquila, delle unità immobiliari che avevano riportato danni lievi, o molto lievi, a partire dal febbraio 2010, nulla è stato fatto per avviare la ricostruzione pesante, né tantomeno si è investito anche un solo centesimo per il rilancio economico e produttivo. La Città dell’Aquila è in ginocchio, i cittadini vivono come sospesi nel vuoto, perdendo ogni giorno la speranza di poter tornare ad una vita normale, soprattutto coloro che, a distanza di quasi tre anni, vivono ancora negli alberghi o nelle caserme. Siamo abbandonati a noi stessi in balia di una struttura commissariale che ha accumulato pesantissimi ritardi rispetto ai quali la risposta dell’attuale Governo è quella di tagliare i fondi per l’assistenza alla popolazione e per l’emergenza. Provvedimenti che colpiranno in particolare i soggetti più deboli, gli anziani. L’Aquila è il fallimento del sistema Paese. Uno dei più drammatici tra i problemi italiani è ormai sepolto nell’oblio. Vi chiedo, pertanto, come già feci oltre un anno fa, di tornare in città, il prossimo 7 febbraio, in modo che io possa nuovamente accompagnarvi a visitare il centro storico e Voi possiate raccontare al Paese la verità che vedrete direttamente sul nostro dramma. Se vorrete accettare il mio invito Vi aspetto, dunque il prossimo 7 febbraio, alle ore 10.30 presso la sede comunale di via Francesco Filomusi Guelfi,2. Riaccendere le luci sulla nostra tragedia, spiegarlo agli italiani, è ormai l’unica speranza che ci è rimasta. Sperando di poter contare su un intervento di tutte le testate giornalistiche italiane, porgo i più deferenti saluti.
IL SINDACO
Dott. Massimo Cialente
Grande merito al sig.Giammarini che spesso ha riportato nei suoi articoli e tenuto alto anche nelle sue tante manifestazioni il problema del post sisma aquilano…cio’ che piu’ mi sconcerta è certamente,com’è visibile a tutti,lo stato di fermo in cui versa la nostra bellissima citta’ma nello stesso tempo anche l’incapacita’di chi chi detiene il potere di metter su uno straccio di piano di ricostruzione che magari il sindaco tirera’ fuori,giustamente,in campagna elettorale per sperare magari in una nuova ricanditura.A tre anni,da un sisma che ha distrutto un capoluogo e 49 frazioni,non è assolutamente vero che non è stato fatto nulla,molte attivita’ sono ripartite e molte case risistemate; se nel centro c’è stata una specie di “menefreghesismo”la colpa, se cosi’ si vuol definire ,diamola anche agli aquilani che hanno tardato a presentare i piani di ricostruzione per la case E. Devono smettere di farsi la guerra e lamentarsi ma uscire dal torpore e capire soprattutto che occorre unirsi,parlare,proporsi degli obiettivi comuni e all’occorrenza anche manifestare,seguendo magari l’esempio del Friuli.Rimbocchiamoci le maniche e diventiamo parte viva e presente nella ricostruzione della nostra citta’…AQUILANI SVEGLIA!!!!!!
oggi giorno della memoria dell’immane tragedia della Shoah ricordiamo anche le 309 vittime del terremoto aquilano. Nella diversità delle dimensioni sono due sciagure senza un motivo, una ragione. La prima generata dai nazifascisti che in nome della razza sterminarono persone inermi, donne e bambini la cui unica colpa fu quella di essere ebrei. La seconda è una tragedia che continua a colpa della politica e della burocrazia che in nome dei loro sporchi interessi hanno abbandonata l’Aquila al suo destino. Grazie prof. Giammarini anche per aver riportata la notizia della piccola chiesetta di Fiugni, mio paese natio anche se non ci vengo più da tempo. Sono rimasta idealmente legata a quel mugolo di casene di…ricordi.
È triste costatare l’immobilismo descritto con testimonianza diretta da Nando Giammarini. Pare quasi evidenziare una sconfitta. È vero non sono bastate: “ La Rivolta delle carriole” e “Ripuliamo l’Aquila e non solo”. Vien da chiedere a quale suono di “Campane e Campanelli” si potrà risvegliare l’assurdo torpore e l’immobilità offuscata dalla negligenza di molti responsabili che hanno lasciato trascorrere così tanto tempo. È il segno evidente di una sordità mista ad una insensibilità profonda dei politici messi a servizio della comunità. Si comprende benissimo la conseguente angoscia di tale situazione di precarietà. La scusa circa la mancanza di fondi non regge più. Non spetta a me giudicare, ma come è vero che evadere le tasse è peccato altrettanto è moralmente grave non corrispondere alle giuste attese di una popolazione ancora in ginocchio dopo tre anni. L’età che avanza incupisce ancora di più il disagio delle persone anziane sottoposte a questa inefficienza mascherata dalla burocratica. Vedere ancora oggi non ricuperata la propria dimora fa lacrimare anche l’anima. Non poter riprendere lo spazio di vita dove i ricordi s’intrecciano nel tessuto sociale è la pena più grossa della persona colpita dal terremoto. Forse molti non l’hanno ancora capito. Mi auguro che le ali dell’Aquila millenaria, rattrappite dal peso della sofferenza, trovino tra le amate dimore, quella forza coraggiosa e incisiva necessaria a spiccare ancora il volo.
Umberto Astori
Non ci posso pensare. Una città di cultura e di lavoro ridotta in uno stato pietoso più che dal terremoto dall’arroganza dei nostri amministratori e dall’assurdità della burocrazia. Inorridisco al pensiero che perfino il vescovo ausiliario dell’Aquila ed il salvatore della Patria,Bertolaso sono coinvolti a vario titolo, come i costruttori ed i loro padrini politici e dirigenti superiori, in uno scandalo ai danni della martoriata città. Bravo Cialente la sua iniziativa tiene accesi i riflettori della stampa sull’Aquila terremotata.
E’ mai possibile che come pecore nell’ovile assistiamo rassegnati all’agonia della nostra città? Dopo aver letto questo articolo del dott. Giammarini sono avvolta da un senso di rabbia e d’impotenza dovuta anche alla lontananza. Ma tornerò, tornerò quanto prima a sbugiardare tutte le autorità inadempienti. Sappiano i vari Chiodi, Cicchetti, Fontana che è giunta lìora di passare la mano avendo dimostrata la propria, totale, imcompetenza!
Povera città dellla mia infanzia come sei finita! Vedere tutte quelle case ridotte in macerie è uno spettacolo che stringe il cuore. Ripetete in continuazione Fiducia e Speranza… ma in cosa?
E’ terribile che la situazione sia ancora così immobile. Non possiamo fare altro che sperare che le cose cambino al più presto ed esprimere la nostra solidarietà.
La mancata ricostruzione dell’Aquila ed i tanti problemi sociali ed occupazionali sono il fallimento del Paese. Si era promesso mari è monti ed a tre anni dal terribile sisma siamo ancora fermi avvolti nel buio. VERGOGNA.
Sono stata all’Aquila lo scorso 30 ottobre, nella vista guidata organizzata dal PD VIII, e sono rimasta talmente scioccata nel vedere un simile ammasso di macerie da non dormirci la notte. Quelle case ora terra di nessuno gridano aiuto ma sembra non interessino a nessuno. La bella città d’arte e di storia millenaria è praticamente scomparsa. Che tristezza!!!!!!!!!!!
Hai descritto realmente quella che è la situazione dell’Aquila terremotataed hai usato aggettivi toccanti che lasciano un groppo in gola. Importante l’iniziativa di Cialente di convocare i direttori delle maggiori testate giornalistiche per far conoscere, al di la di tante chiacchiere, la vera situazione in cui versa l’Aquila ed i paesi del cratere. Buona giornata, grazie dott. Giammarini per esserci così vicino
Città cupa, silenziosa, astratta, morente. Questi aggettivi usati da Nando, offrono sinteticamente, l’idea dello stato in cui versa la città de L’Aquila.
Città vittima degli interessi – a vario livello – dei tanti torbidi personaggi, che come avvoltoi sin dalle primissime ore, hanno aleggiato sulle città vittime per trasformare un dramma di tantissime persone, in un biechi interessi economici, per un altro ristretto “cerchio magico” di individui.
Ottima l’idea di inserire l’appello/invito dell’instancabile sindaco Cialente.