Ergilia Di Teodoro: dagli inferi dell’Iperspazialismo alla pittura colta

Ergilia Di Teodoro

A suo tempo Ergilia Di Teodoro, in arte Edit, fu una delle prime artiste donne in Abruzzo ad occuparsi di Computer Art ed io la conobbi in questo suo impegno allorché nel 2003 entrò a far parte del Movimento Iperspazialista, dal quale ben presto si distaccò per intraprendere una nuova linea di ricerca, questa volta rivisitando in modo del tutto originale attraverso una pittura di pennello alcune avanguardie storiche.

Ma andiamo per ordine ripercorrendo innanzitutto la storia del suddetto Movimento e spiegando i motivi dell’adesione della nostra artista e il successivo distacco.

Nasce ufficialmente nel febbraio del 1996 a Chieti per iniziativa di alcuni artisti fuoriusciti dal Gruppo Iperspazio Arte, il cui presidente era Giorgio Paolucci. Essi sono: Ettore Le Donne, Antonio Paciocco, Cesare Iezzi, Giuseppe Masciarelli. La sua nascita viene sancita con la firma del Manifesto Iperspazialismo: viaggio verso il futuro anteriore oltre i confini dello spazio-tempo. Condividono la poetica e firmano il Manifesto i veneziani Tiziana Baracchi (mailartista) e Giancarlo Da Lio (critico d’arte). Inizia subito una notevole attività espositiva dei membri del Gruppo anche all’estero (Valencia in Spagna, Tirolo-Merano, Rovereto, Venezia-Mestre, Mariano del Friuli, Chieti, e così via). Nel settembre del 1997 vengono invitati alla XXV edizione del Premio Valle Roveto e tale partecipazione diventa la prima sortita ufficiale del Movimento in una rassegna storica. Altra tappa fondamentale il 2000, quando, in occasione del grande Giubileo, viene redatto il Manifesto dell’Arte Sacra Iperspazialista, documento firmato da circa 160 personalità del mondo dell’arte e dello spettacolo. Altra presenza a una rassegna storica nel 2002 (XXIX Premio Sulmona) con l’inserimento anche di Andrea P. Damiani, che nel frattempo aveva dato la sua adesione. L’anno successivo aderiranno Alessandro Perinelli, Alessandro Carlini, Maria Pia Daidone ed Ergilia Di Teodoro. Finalmente nel 2005 storicizzazione dell’Iperspazialismo con la mostra Iperspazialismo e sue radici storiche, tenutasi al Museo Corradino d’Ascanio di Popoli a cura di Leo Strozzieri e il contributo critico di Enrico Borgatti, Lino Cavallari, Eraldo Di Vita, Janus, Antonio Picariello e Maurizio Vitiello. La mostra vede esposte anche opere di dieci maestri che nella loro ricerca hanno affrontato il problema dello spazio, ovvero Salvatore Emblema, Luigi Faccioli, Antonio Fiore, Lucio Fontana, Franco Giuli, Edgardo Mannucci, Umberto Mastroianni, Mario Nanni, Achille Pace, Luigi Veronesi. Per l’occasione viene redatto un nuovo documento, il Manifesto dell’Amore Iperspazialista, che viene pubblicato sul quodidiano Abruzzo Oggi. Nel 2006 Carlo e Marco Mascitelli inseriscono una scheda sul Movimento Iperspazialista nella loro Storia dell’arte per gli istituti scolastici superiori. Sempre nel 2006, in occasione della mostra itinerante Movimento Iperspazialista itinerario dell’arte oltre, tenutasi a Latina, Benevento (nella città campana in occasione del Premio Razzano) e Roma, presso lo Studio Soligo, è stato redatto per conto del Gruppo il Manifesto della pubblicità iperspazialista dalla pubblicitaria e critica d’arte Chiara Strozzieri. Inoltre si è avuto l’ingresso nel movimento di altri artisti, ovvero Giovanni Boldrini, Isabella Ciaffi, Anna Donati, Umberto Esposti, Maria Cristiana Fioretti, Giovenale, Nabil, Innocenzo Odescalchi, Giorgio Pahor, Monica Pennazzi, Massimo Pompeo, portando il numero dei membri a ventuno.

Ergilia Di Teodoro

Questa dunque la storia del movimento che in pratica prendendo lo spunto da Lucio Fontana intendeva prendere atto di una nuova concezione dello spazio in un mondo globalizzato. Ergilia Di Teodoro con l’uso di un mezzo innovativo come la Computer Art s’inseriva con autorevolezza in questo dibattito culturale iperspazialista.

Ma, come detto, ben presto volle ritirare la sua adesione in coincidenza anche degli studi che lei stava portando avanti nella facoltà di architettura dell’Università d’Annunzio di Pescara, ove prenderà la laurea. Del resto la spinta propulsiva del gruppo ormai troppo ampliato andava esaurendosi e in una fase di stanca con scarse idee innovative di artisti forse non all’altezza delle sue attese, era quasi un obbligo morale ritirare la sua adesione da un raggruppamento che, fatta eccezione di Ettore Le Donne , non presentava personaggi pronti alla contestazione del variegato e passatista sistema dell’arte. Ergilia Di Teodoro era artista dalle vedute troppo vaste per lasciarsi irretire da esso.

Così arriviamo alle sue dimissioni dal movimento e al secondo periodo della sua creatività nel quale, memore dei suoi studi classici, torna al fare pittura inanellando una serie di straordinarie interpretazioni che vanno dal neoclassicismo del Canova (si veda la riproduzione dell’opera Le tre Grazie), al cubismo picassiano, dal Suprematismo, alla Metafisica.

In questa fase, che potremmo definire di riappropriazione della storia dell’arte, Edit palesa tre connotazioni strettamente pittoriche e stilistiche che riguardano il colore, il segno, la dialettica struttura compositiva – materismo cromatico.

Quanto al colore c’è in lei la propensione al Fauve ed una sorta di reminiscenza del Gruppo Cobra a dimostrazione di un carattere forte per nulla romantico come ci si aspetterebbe da una donna artista. Poi è essenziale il segno inteso in chiave costruttivo e mai asservito alla decorazione. Costruzioni, le sue, ardite talora che rivestono un aspetto architettonico conforme ovviamente alla sua professione. Però va notato come nelle sue talora ardite costruzioni ci si una volontà di lettura tattile dell’opera in virtù di una pasta cromatica densa che viene riversata sulle superfici. Del resto la propensione al materismo in pittura è elemento portante di tanta ricerca contemporanea a partire dagli anni cinquanta in seguito alla stagione informale.

Indubbiamente un percorso esaltante quello di Ergilia consapevole dei fondamenti culturali più che sociologici della ricerca artistica, che a differenza di altri suoi colleghi non si è lasciata irretire da un movimento che forse aveva osato troppo nel dichiarare la propria discendenza dal grande Lucio Fontana.

Questa una breve scheda biografica dell’artista: nata a Pescara nel 1965, Di Teodoro ha compiuto gli studi di geometra, frequentando poi la facoltà di Architettura dell’Università di Pescara conseguendo brillantemente la laurea. Impegnata fin da giovanissima nella Computer Art quando in Italia questa pratica era ancora agli albori e mal vista dalla critica ufficiale, ha preso parte all’operazione di MAIL ART Omnia vincit amor esponendo al Teatro Monumento D’Annunzio a Pescara e al Premio Emigrazione di Pratola Peligna. Nel 2003 ha aderito al Movimento Iperspazialista da cui si è distaccata per motivi strettamente culturali. Dopo la fase operativa nel campo della Computer Art, è tornata, come detto, alla pittura di pennello ove attua una rivisitazione del tutto personale di alcuni momenti delle avanguardie storiche.