Pianella. Mira Cancelli interpreta Solgenitsin

Pianella. Mira Cancelli interpreta Solgenitsin

Il Palazzo della Cultura di Pianella è una delle realtà più apprezzabili per quanto concerne le arti visive in Abruzzo. Qui si tengono interessanti esposizioni e rassegne ormai di livello nazionale, come quella intitolata “Ricerche contemporanee” che negli ani ha visto mostre di maestri storici del livello di Edgardo Mannucci, Umberto Mastroianni, Valeriano Trubbiani, Giuseppe Di Prinzio, ecc. Grande merito di questa fervida attività va certamente ai sindaci che si sono succeduti negli anni alla guida dell’Amministrazione Comunale come l’on. Giorgio D’Ambrosio e Manuela Pierdomenico sempre guidati dalla oculata consulenza della pittrice Mira Cancelli, nota soprattutto per i suoi cicli pittorici e per i murales nel centro storico di Cepagatti che illustrano la storia e le tradizioni popolari del territorio. Ecco, il perimetro prediletto dell’artista è proprio la storia particolarmente del secolo passato, che riesce ad interpretare attraverso una grafia elegante e suggestiva, facendo ricorso ad un cromatismo straordinariamente lirico e carico di emozionante nostalgia per un tempo che fu.

A più riprese il nostro giornale si è occupato di Cancelli anche con una intervista esclusiva soprattutto in occasione della pubblicazione della superba monografia riassuntiva della sua ricerca pittorica e storica.

Ora dobbiamo registrare un’ennesima importante sua fatica, ovvero l’illustrazione di Solgenitsin in Arcipelago Gulag e Salomon, con uno sguardo alle foibe. Tale nuovo davvero interessante ciclo verrà esposto nel suddetto Palazzo della Cultura di Pianella dal 26 gennaio al 12 febbraio 2012 in occasione della Giornata della Memoria: in pratica si tratta del completamento dell’itinerario interpretativo dei grandi avvenimenti del secolo scorso che abbraccia l’olocausto di ieri e quello di oggi (Bosnia- Ruanda-Cina).

Mira Cancelli non è nuova all’approccio ad opere letterarie: basti pensare alle tavole illustrative di Fontamara di Ignazio Silone e alle opere dannunziane La fiaccola sotto il moggio e La figlia di Iorio.

Una connotazione di fondo di tutti questi suoi lavori legati alle opere letterarie riguarda l’afflato democratico che si legge nella coralità dei personaggi umili ma pieni di vigore morale che diventano protagonisti assoluti delle vicende narrate.

Poi si avverte una sorta di insanabile conflittualità tra il bene e il male con una consolante predisposizione ad una visione agostiniana, quindi ottimistica, delle vicende umane, in base alla quale il bene sempre prevarrà sul male. Pittoricamente tale positiva concezione si traduce in una prevalenza di cromia luminosa, piena di serena atmosfera primaverile. (si vedano opere qui riprodotte).

La nuova esposizione della nostra artista si spera possa divenire itinerante in particolare per le scolaresche della nostra regione, visto l’aspetto didascalico a cui lei mai ha rinunciato nei suoi lavori.