4 novembre, la ricorrenza delle forze armate all’Aquila

Domani 4 novembre, giorno della ricorrenza delle forze armate, istituita nel lontano 1919 e tutt’ora attuale, sebbene non sia più un giorno di festa dal 1977 – esclusivamente per ragioni di carattere economico, in quanto si decise di aumentare il numero di giorni lavorativi . Uno degli obiettivi primari sarà quello di far conoscere e creare un rapporto di proficua e necessaria collaborazione tra soldati e cittadini. Le nostre forze armate con abnegazione e spirito di altruismo , sostengono e garantiscono la salvaguardia della vita di tutti, offrendo un eccellente servizio dell’ordine della giustizia e della legalità pagando spesso il loro impegno con la propria vita. In questo giorno le Istituzioni dello Stato rendono omaggio, a Roma, al Milite Ignoto con una corona d’alloro, simbolo di gloria, al Sacrario militare di Redipuglia ove riposano le spoglie di 100.000 Caduti della prima guerra mondiale ed al Sacrario militare dei Caduti d’oltremare a Bari . In quest’ultimo luogo sacro riposa anche un figlio di Cabbia, medaglia d’argento al Valor Militare, Francesco di Giacomo, cui era intitolata la nostra ex scuola elementare. Alla sua memoria, ed a quella dei Caduti di tutte le guerre mi inchino rivolgendo loro un saluto denso di commozione e riverenza. In questo giorno gli amministratori anche dei più piccoli Comuni dello stivale depongono, in segno di riconoscenza, una corona d ‘ alloro ai rispettivi Monumenti ai Caduti che ricordano il sacrificio dei suoi giovani figli. Il nostro Abruzzo è zona montana, terra di alpini , le gloriose penne nere, che da sempre furono impegnate in tante imprese belliche non ultima la campagna del 43 sul Don nella gelida Russia. Essi sono altresì di sostegno a popolazioni in difficoltà, dal terremoto del 6 aprile 2009 alla sciagura della Liguria ove ricordo , con stima, affetto e gratitudine l’ultimo volontario della Protezione Civile, Sandro Usai, caduto nell’estremo tentativo di salvare altre vite umane. Per lui non ci sono state dirette televisive né ringraziamenti pubblici in rete e sull’web; solo un mazzo di fiori sulla bara ed il giubotto della Protezione Civile. In questo giorno di commemorazione e di festa è giusto, doveroso, sacro santo rivolgere un pensiero e un saluto alle forze armate; esse, sono un baluardo nella difesa della Patria e, rispettose ed obbedienti al dettato delle loro coscienze morali e civili, sono divenute fautrici di pace in ogni angolo del pianeta ove ancora regnano violenze e disordini, sopraffazioni e ingiustizie. Oggi si celebra, con solennità, questo giorno, data della fine della prima guerra mondiale, per ricordare l’Unità nazionale e festeggiare le forze armate; auspicando che in tutti noi non venga mai meno l’amore per la Patria, non in termini di egoistico e assurdo nazionalismo,ma quale espressione di una comune fratellanza e di una nuova identità comunitaria. porterebbe Gli eroi scritti a caratteri indelebili nelle lapidi dei monumenti ai Caduti, e nel cuore di ognuno di noi, erano nostri amici, nostri fratelli, nostri compaesani figli d’Italia che lottarono per la costruzione della nostra Patria: unita, libera,democratica, indipendente. Quest’anno la commemorazione assume una valore particolare in quanto ricorre anche il 150 anniversario dell’unità d’Italia. Colgo l’occasione per rivolgere un riverente pensiero alla memoria di tutti i militari periti nelle diverse missioni di pace, ai tanti genitori che non videro crescere i loro figli, ai Caduti del lavoro, alle vittime innocenti del sei aprile. Ci distinguiamo dagli altri Stati per numero di missioni in corso, di mezzi ed uomini impiegati per il coraggio e la professionalità con cui i nostri ragazzi affrontano ogni giorno le tante sfide in terra straniera. Ognuno deve fare fino in fondo la propria parte nell’interesse generale di difesa e salvaguardia del bene supremo: la pace. Un vecchio detto popolare recita: “da gente onesta, libera e tenace, si deve levare, alto, l’urlo della pace”. E domani, all’Aquila, come in quasi tutte le città d’Italia,coordinate dal Prefetto del capoluogo dott.ssa Giovanna Maria Iurato, si svolgeranno una serie di manifestazioni per celebrare il giorno dell’Unità Nazionale e delle forze armate. Nella basilica di Collemaggio, il Vescovo metropolita dell’Aquila, Mons. Giuseppe Molinari, celebrerà una messa in suffragio dei Caduti. Alle ore 10.45 al Monumento ai Caduti presso Villa Comunale inizieranno le celebrazione con l’Alzabandiera, l’Inno Nazionale, la deposizione della corona la lettura della preghiera dei Caduti e del messaggio del Capo dello Stato. Successivamente nella sala “ Sandro Spagnoli “ del consiglio Regionale ci sarà la Cerimonia di consegna delle onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica. Augurandoci che sventolino sempre più in alto le bandiere della pace e della concordia nazionale ricordiamoci che siamo un popolo, una comunità, con un unico sentire e simili valori che si avvia verso il futuro seguendo la strada tracciata dalla storia che vogliamo seguire senza esitazione di sorta. La nostra concordia nazionale è il collante che unisce problemi e difficoltà, gioie e soddisfazioni facendo costante riferimento a regole e valori di primaria importanza quali la giustizia e la dignità di ogni essere umano. Quindi un pensiero ed un sentito ringraziamento alle istituzioni repubblicane nate dalla Resistenza che garantiscono rispetto, dignità e trasparenza.

 

8 commenti

  • Patrizia scrive:

    Un articolo bello e commovente, bravo Nando e complimenti alla Redazione.

  • michele scrive:

    Non credevo che Cultura in Abruzzo arrivasse ad esprimere simili sentimenti di ricordo e di rispetto nei confronti di coloro che hanno fatta grande l’Italia arrivando a sacrificare la propria vita. Mio padre era un Alpino caduto, come ricorda lei sig. Giammarini, nella campagna di Russia. Mai articolo fu più bello e commovente. Grazie Direttore per aver ritenuto doveroso ricordare una così importante ricorrenza.

  • katia scrive:

    La festa delle forze armate rappresenta un momento decisamente commovente per la storia del nostro Paese e le tante missioni di pace ove nostri giovani militari hanno sacrificata la loro esistenza. Quanto corrispnde a realtà questo passaggio del suo articolo, Sig. Giammarini…”Augurandoci che sventolino sempre più in alto le bandiere della pace e della concordia nazionale ricordiamoci che siamo un popolo, una comunità, con un unico sentire e simili valori che si avvia verso il futuro seguendo la strada tracciata dalla storia che vogliamo seguire senza esitazione di sorta” Grazie Direttore, complimenti

  • Monica scrive:

    Un articolo che ricordasse la giornata delle forze armate non poteva mancare. Sono particolarmente interessata a questo genere di manifestazione in quanto ricordano i nostri avi scomparsi nei campi di battaglia come quei poveri alpini che nella campagna del Don furono decimati. A loro ed ai caduti di tutte le guerre eterno rispetto ed umana riconoscenza. Grazie a cultura in abruzzo ed all’autore del l’articolo

  • Emanuele Toni scrive:

    Rivolgo anch’io un pensiero riverente a tutti i valorosi militari che hanno combattuto per la patria, fino a dare la propria vita. Spero che restino un esempio da tenere sempre in considerazione, al fine di farci sentire ogni giorno di più come fratelli in un Paese unito.

  • Paola scrive:

    Buongiorno;io, come Felicita, sento profondamente non solo le parole ma tutto l’articolo. Bene ha fatto il Direttore a pubblicarlo.Una data, un anniversario così importante non poteva passare nel silenzio dei media. Scelta saggia quella di ricordare chi ha donato la sua vita per la salvezza della Patria. Grazie,Giammarini, complimenti!

  • Mario scrive:

    Complimenti, un articolo che ricorda i nostri eroi è sempre encomiabile. Bravo Nando e grazie a cultura in abruzzo

  • felicita scrive:

    Mi piace tutto l’articolo e sento profondamente mie le ultime righe:siamo un popolo,una comunità con un unico sentire…la nostra concordia nazionale è il collante che ci unisce…e tutto questo in tempi in cui si vedono e sentono “stramberie” varie è bene ancora una volta sottolinearlo! Felicita

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