Roma. La calata dei nuovi barbari

Quello che è accaduto a Roma ha un sapore antico e non rivela solo indignazione ma un senso di contestazione distruttiva fine a se stessa. Guardare la violenza in diretta fa nascere impotenza e incomprensione, rabbia e delusione e tanti interrogativi. Giovani violenti e sicuri di sé alle prese con spranghe e sassi e bombe carta per frantumare e spezzare i simboli di una società che si identifica con il potere e le sue multiformi rappresentazioni. Il ferro e il fuoco nelle mani di combattenti giovani dal volto coperto scesi nella città eterna da tutta Italia per spargere odio e violenza gratuita tra le fila di un pacifico corteo che voleva rivendicare il diritto a un futuro migliore e più giusto.

I nuovi barbari sono anche i figli di questa società ambivalente dove i contrasti sociali diventano sempre più stridenti e insostenibili perché non sostenuti da una politica di equità e promozione sociale . La violenza deve essere sempre condannata ma quello a cui non ci si può sottrarre è l’analisi dei segnali di disagio che partono proprio dai giovani, segnali che manifestano un forte malessere individuale e collettivo. L’inbarbarimento dei costumi non è soltanto un fenomeno giovanile perché assistiamo ogni giorno a manifestazioni di insofferenza e aggressività verso il prossimo spesso per futili motivi. La vita, in queste situazioni che hanno il colore della cronaca nera, diventa un fragile baluardo di incertezza e fatalità esposto quasi sempre a onde anomale di crudeltà e ribellione.

La famiglia rappresenta una cartina al tornasole del malessere della società intera perché in questo nucleo collettivo crescono e si alimentano quegli insegnamenti che saranno i paradigmi della vita personale di ogni individuo. L’indifferenza più di ogni altro sentimento genera apatia e mancanza di ideali , in questo clima di calma ed equilibrio apparente i giovani covano risentimenti e rabbia contro l’intera società. I nuovi barbari sono anche i ragazzi della porta accanto, quelli che cercano le emozioni forti e che a volto scoperto hanno lo sguardo pulito e innocente e alle spalle una famiglia con la cornice della normalità. Nessun territorio da conquistare né ideali da difendere perché la violenza in tutti i suoi aspetti è sempre un ritorno alle origini, agli istinti primordiali che oggi, nonostante il progresso, sembrano richiamare i fantasmi del passato.