È dalla XIII Biennale di Arte Sacra Contemporanea di San Gabriele (Isola del Gran Sasso, Teramo) – organizzata e promossa nel 2008 dalla Fondazione Stauròs e a cura di Mons. Carlo Chenis – che ha preso le mosse la quinta edizione del Master in Arte liturgica rivolto a diplomati delle Accademie di Belle Arti presenti sul territorio nazionale.
L’idea di un corso di perfezionamento in materia si deve – come del resto quella di istituire una manifestazione dedicata all’arte sacra contemporanea, la prima in Italia nel suo genere – alla fervida mente e al generoso spirito di P. Adriano Di Bonaventura, definito da Carlo Chenis “l’indiscusso e appassionato apostolo di Stauròs”, e recentemente scomparso tra il compianto di molti religiosi, amici e studenti.
“Percorsi formativi 2008. Giovani artisti di-segnano il sacro V” si presenta allora sì come il frutto dell’intenso lavoro prodotto in due settimane dagli allievi del master negli stessi locali del Museo Stauròs, ma è anche un devoto omaggio alla memoria del sacerdote passionista, che lascia il ‘testimone’ della sua lunga e prolifica attività svolta all’interno della Fondazione (condotta già a partire dalla metà degli anni ’70 e comprensiva anche di ricerche bibliografiche e pubblicazioni) al nipote e infaticabile collaboratore Giuseppe Bacci.
L’evento, inaugurato sabato 24 gennaio dopo la celebrazione di una messa in ricordo di Padre Adriano, ha visto la presenza – oltre che di Mons. C. Chenis, di G. Bacci e degli artisti protagonisti – del celebre Omar Galliani, docente del corso, di un folto pubblico e di numerosi critici d’arte (Lorenzo Canova, Marco Gallo, Mariano Apa, ecc.), ormai ‘storici’ collaboratori della Fondazione e quindi delle varie biennali di arte sacra che si sono susseguite dal 1984 (la prima si tenne a Pescara) fino ad oggi.
Due i temi sui quali i giovani artisti – P. Abbondanza, M. Adago, P. Angelini, C. Bachetti, B. Basile, A. Bennardo, F. Cuna, J.
Da San Martino, F. Lavagna, G. Libro, A. Lombardi, A. A. Mariotti, G. Romeo, C. Rubino, C. Tassoni, M. Tombaresi, E. Zadi – sono stati chiamati a rispondere: il “Magnificat” (al quale è stata appunto dedicata la XIII Biennale), canto di lode all’Altissimo innalzato dalla Vergine Maria per la liberazione del popolo d’Israele, e la figura di S. Gabriele dell’Addolorata (da cui trae il nome il noto santuario di Isola del Gran Sasso). L’iconografia del giovane santo, originario di Assisi e ricordato per il suo eterno sorriso, è infatti un tema in stretta continuità con quello mariano, in quanto – come sottolinea il curatore C. Chenis nel catalogo della mostra – “Gabriele fu candido devoto della Madonna e come Maria seppe gioiosamente stupirsi del Signore, pur trafitto dalla spada della sofferenza”.
L’arte diventa quindi il mezzo per celebrare un programma religioso complesso, mantenendo tuttavia l’intimità degli eventi descritti, che ciascun artista ha scelto di ‘narrare’ attraverso il proprio personale linguaggio (in mostra è possibile ammirare disegni, dipinti, fotografie, sculture e installazioni). Nella maggior parte dei casi l’esito finale è stato il raggiungimento di effetti di grande delicatezza, suggestione e lirismo, nonostante la difficoltà data dall’esprimere i contenuti del sacro. Gli allievi sono stati per questo guidati in un viaggio spirituale “a ritroso”, che ha permesso loro di conoscere l’universo mistico attraverso un percorso interiore ‘nutrito’ di arte e preghiera, dove la bellezza delle forme incontra la grandezza del mistero divino.
Museo Stauròs d’Arte Sacra Contemporanea – S. Gabriele, Isola del Gran Sasso (Te)
24 gennaio – 08 marzo 2009
tel. 0861.975727 – cell. 339.8895499
www.stauros.it e-mail: stauros@libero.it