
“Liberi, liberi siamo noi, però liberi da che cosa chissà cos’è…
e la voglia, la voglia di ridere, quella voglia che c’era allora chissà dov’è?”
La depressione colpisce anche i personaggi famosi, quelli che dalla vita hanno avuto tutto e di più come Gassman, Montanelli e Sandra Mondaini ma anche scrittori, musicisti e pittori del panorama storico passato, ad esempio Mozart, Baudelaire, Leopardi, Van Gogh e forse anche Michelangelo. Un tempo si chiamava “melanconia”, oggi sappiamo che è una malattia sociale presente soprattutto nelle società industrializzate, ne sono affetti 8 italiani su 100 e in prevalenza le donne.
Il binomio arte-depressione non è casuale perché l’estro, l’immaginazione e la creatività richiedono una buona dose di introspezione, un’indagine intima che porta ad interrogarsi sui grandi temi della vita, a scavare nelle pieghe dell’io profondo. Esiste tuttavia una componente funzionale che classifica la depressione come malattia neurobiologica, essa si manifesta in modo più accentuato in periodi climatici diversi come l’estate e l’inverno determinando in alcune manifestazioni cliniche il disturbo bipolare cioè l’alternarsi di stati di allegria e di tristezza.
Il Vasco nazionale ( trasgressore ed emblema della gioventù contestatrice) si confessa su Facebook svelando debolezze , momenti di fragilità e di instabilità psico-fisica: “Ho passato un lungo periodo di tempo in cui ogni cosa mi sembrava lì per ricordarmi come la vedevo diversa, prima. Come mi risultava fastidiosa adesso mentre la trovavo normale e soddisfacente. E quella continua sensazione di groppo in gola, di sconsolata tristezza. Un velo opaco, grigio, su ogni cosa. Essere di cattivo umore sempre, dalla mattina alla sera, dalla sera alla mattina. Ogni giorno, ogni momento. Per settimane …mesi. Sempre.”
Il male oscuro è un’erba infestante che succhia la linfa vitale, abbatte difese ed energie personali disegnando un futuro negativo e incolore, per gli psichiatri è paura del futuro per chi soprattutto deve dare di sé una immagine che risponda sempre alle aspettative proprie e di quelle del pubblico Sembra assurdo e incomprensibile riconoscere, in un personaggio che ha fatto della trasgressione un modello di “vita spericolata”, le debolezze e il disagio, il senso di solitudine e incapacità a reagire soltanto con le proprie forze al malessere profondo dell’anima. Ma tutto ciò forse è il prodotto della nostra società che genera stimoli continui e richiede un immediato adattamento ai cambiamenti, quella che non accetta fragilità e insicurezza e cadute di tono per chi è sulla cresta dell’onda e deve in ogni caso tenere fede alla sua immagine.
A volte si è soli con tanta gente vicino e il successo, i fans che continuano ad amare la musica di Vasco e a seguire le sue vicende personali possono soltanto stare a guardare perché, quando si spengono le luci del palcoscenico, le note e le parole perdono la loro forza evocativa e possono diventare una monotona cantilena che sparge, nel cuore e nell’anima, la sottile malinconia del male di vivere. Prendiamo in prestito le parole di una sua canzone per augurargli la strada giusta: “Prendi la strada che porta fortuna, scegli la via che ti prende la mano, non lamentarti perché la vita è dura…”.