L’apparente normalità della “follia”

Ancora un caso di cronaca che fa pensare e che induce tutti a una riflessione sui legami familiari o per lo meno a quei rapporti che viaggiano parallelamente a una dimensione di vita completamente diversa in cui le persone costruiscono un “ alter ego” libero e privo di inibizioni, rifugio o evasione per desideri impossibili da coniugare con la quotidianità. Per il caso dell’omicidio di Melania Rea c’è sempre chi assolve e chi condanna, chi spiega e chi contraddice, chi immagina l’evenienza e chi aspetta le prove che possono restituire all’opinione pubblica la pura essenza della verità.

Ma gli psicologi sanno bene che spesso le azioni di violenza rappresentano soltanto l’apice di sentimenti repressi, reazioni e comportamenti a cui la razionalità ha sottratto improvvisamente il controllo e la supervisione. E allora anche le persone “ normali”, quelle che si mostrano addolorate e partecipi della perdita di una persona cara possono, per assurdo, continuare ad assolvere il compito che li ha resi visibili e accettati da tutti, amici e familiari, gente comune della cerchia di conoscenti. Come sostengono gli esperti in ognuno di noi regna il bene e il male, normalità e follia divise da un confine sottile che spesso svanisce confondendo la razionalità e liberando l’istinto, una spinta improvvisa che diventa paura di perdere e di riconoscersi perdenti.

Il delitto non è mai una spiegazione, una interpretazione, è un evento “possibile” della condizione umana che mostra il suo aspetto più crudele e innaturale , quel risvolto negativo che frantuma gli equilibri e trasforma la normalità in follia. E allora tutto diventa terribilmente e assurdamente vero, una verità che la persona direttamente coinvolta riesce, nonostante tutto e tutti, a negare. Questo è soltanto l’inizio di un lungo iter giudiziario che calamiterà l’opinione pubblica diventando per ognuno di noi il riflesso di sentimenti profondi, interrogativi sulla realtà e la finzione e ancora il desiderio impellente di riconoscere il bene dal male, i segni nascosti e taciuti di un evento che ragione ed emozione non riusciranno mai a comprendere.