Due giugno, festa della Repubblica Italiana

Due giugno, festa della Repubblica Italiana

Ricorre oggi, 2 giugno, la festa della Repubblica Italiana che quest’anno assume una particolare importanza poiché si festeggia anche il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Amo ricordare che la nostra Repubblica, fondata sul lavoro, nacque nel lontano 1946 allorchè un referendum istituzionale, per la prima volta a suffragio universale, tra monarchia e repubblica, decise per quest’ultima, dopo la caduta del fascismo. Un grande esempio di unità cattolici – comunisti che decisero le sorti del Paese.

La Parata di quest’anno vuole essere l’occasione per ricordare i tanti militari e civili che, in ogni angolo del mondo,servono la Patria con abnegazione e spirito di servizio fino all’estremo contributo della vita.Tant’acqua è passata sotto i ponti da quel 2 giugno di 65 anni fa, tante cose sono cambiate e ci troviamo ancora alle prese con quel meraviglioso strumento di partecipazione popolare che tra qualche giorno ci darà la possibilità di esprimerci su quattro quesiti di importanza fondamentale per noi e per il futuro dei nostri figli. Ma torniamo a noi, torniamo al due giugno. Sarà festa grande , sebbene come tutti i grandi eventi comporterà una giornata di complicanze per i tanti cittadini romani che saranno costretti a districarsi tra chiusure di strade, blocchi, deviazioni con le stazioni della metropolitana, Colosseo e Cavour direttamente coinvolte poiché in prossimità di via dei Fori Imperiali luogo della parata militare.

Tutto è predisposto nei minimi particolari per domattina alle 09.50 quando verrà deposta una corona d’alloro all’Altare della Patria che darà inizio ai festeggiamenti. Saranno presenti 80 delegazioni militari che sfileranno di fronte al caloroso pubblico, alle 450 Autorità ed ai 42 capi di Stato stranieri. Vista la difficile situazione di sicurezza internazionale, anche alla luce dei recenti fatti verificatesi in seguito all’uccisione di Bin Laden,oltre al presidio di 2500 uomini delle forze dell’ordine è stato attivato il divieto di sorvolo dello spazio aereo dalle 06.00 alle 22.00. Alle 0re 13.30 si terra un concerto delle bande militari a Piazza Venezia e, nel pomeriggio la cerimonia proseguirà con l’apertura al pubblico dei giardini del palazzo del Quirinale, sede della Presidenza della Repubblica, con esecuzioni musicali da parte dei complessi bandistici dell’Esercito Italiano, della Marina Militare Italiana, dell’Aeronautica Militare Italiana, dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, del Corpo di Polizia Penitenziaria e del Corpo Forestale dello Stato.

Possiamo tranquillamente affermare che il due giugno 46 fu un evento epocale nella storia sociale, culturale, economica e politica del nostro Paese in quanto l’Italia usciva dalla devastazione del secondo conflitto mondiale e non aveva alcun punto di riferimento, praticamente una Nazione allo sbando. Domani all’Aquila – nel cuore del mio Abruzzo terremotato, a due anni dalla tragedia sisma – si terrà una cerimonia presso la Villa Comunale. Essa, nel ribadire la fedeltà alla Costituzione ed ai suoi valori essenziali, si articola nell’Alzabandiera effettuato dagli alpini del nono reggimento- che sfileranno anche a Roma con il loro comandante – nella deposizione di una corona d’alloro al Monumento ai Caduti, nella lettura di un messaggio di Giorgio Napolitano, Capo dello Stato e della Preghiera della Patria. Qualcuno tra gli storici ha scritto che il referendum a suffragio universale fu il primo grande passo verso la parità uomo donna, sebbene tanta strada c’era ancora da fare ma il tracciato era stato delimitato.

Una sorta di riscatto morale. Domani – in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e della Festa della Repubblica – riapre al Vittoriano il Museo Centrale del Risorgimento che racconta la storia d’Italia dal periodo napoleonico alla prima guerra mondiale. Auguriamoci che la festa della Repubblica sia la festa dell’Italia unita anche attraverso i grandi valori di generosità, altruismo e solidarietà – insiti nel popolo italiano – e che essi siano in grado di evitare revisioni avventuristiche riuscendo a colmare l’eterno divario Nord – Sud. Utile ricordare a tutti, in questo giorno di festa e di vittoria che l’Italia è una sola: unita, libera, indipendente. E questo mi pare sia il messaggio migliore da affidare alle nuove generazioni, perché ne facciano tesoro. “.