
Il “Risveglio”di Felice Marcantonio: la primavera torna ad emozionare.
Dopo aver trascorso il tempo a ripararci dal freddo,il poter uscire all’aria aperta senza indossare indumenti pesanti sembra quasi un sogno: pian piano ci liberiamo dalla paura di prender freddo e spalanchiamo le porte ad una primavera, un po’ capricciosa, ma più piacevole. Ed allora facciamoci cullare dai piacevoli versi del nostro amico Felice Marcantonio, lo stesso poeta che sa mostrarci il lato piacevole di ogni stagione, e soprattutto sa mostrarci le gioie della nostra amata terra d’Abruzzo..Effluvi d’erbe e di fiori
Diffonde maggio nell’aria…
e’ mese di risveglio,
Di amori e di serpi.
Bruciano sterpi
I contadini
Ai margini dei campi
Mentre il sole secca
Il fieno appena sfalciato…
Vagano i miei pensieri
Pellegrini
Tutt’intorno,
Turbati da mille emozioni.
Sembra che questa stagione presenti una parola chiave : “emozione”. La realtà riscopre quei colori che l’inverno, con la neve, aveva coperto e che adesso la natura è desiderosa di mostrare di nuovo; essa appare talmente luminosa che l’occhio, guardando, si rifugia nella lacrima, mentre s’improvvisa critico d’arte visto che il paesaggio si presenta come una tela dipinta da un eccellente Maestro.
Intanto anche i contadini approfittano della piacevole stagione per portare avanti i loro lavori: per loro la primavera rappresenta la vita, il ritorno all’attività e l’attesa della stagione calda in cui ci si dedica alle feste in onore della raccolta del frumento e delle altre graminacee e dunque il lavoro si fa intenso.
All’interno di queste piacevoli sensazioni, però, i pensieri non riescono a star fermi, sono talmente tante le emozioni che si vogliono condividere con il mondo che non basterebbe quasi la singola stagione a raccoglierle tutte; intanto il cuore, in alcuni casi, si abbandona all’aiuto aiuto dei sensi che si lasciano attrarre da questo mondo incantato che li rende irrequieti: non si sa in quale ordine vivere le emozioni.