
Sono tempi in cui assistiamo, nel piccolo schermo, ad esternazioni di vario genere, aggressività verbali gratuite, lotte politiche senza confini, schieramenti di parte, di tutto e di più, spesso senza un filtro che possa smussare gli angoli di un evidente e incontenibile narcisismo individuale. Ragion di stato che deborda in vicende personali sventolate ai quattro venti come una bandiera di costume e di onnipotenza, di prepotenza e supponenza. La mediocrità assume toni forti e roboanti, si fa spazio e contamina come un potente veleno sotterraneo le opinioni e i pensieri della gente comune. Il pubblico televisivo spesso tenta, cambiando canale, di trovare qualcosa di meglio, quegli stimoli necessari per pensare che la vita è anche crescere maturando il senso critico e la capacità di discernere il bello dal brutto, il normale dall’artificiale, il vero senso estetico dalla rappresentazione stravolta della realtà e dei suoi significati “Signori si nasce, non si diventa” e questo fa capire che, indipendentemente dalle origini che ognuno porta nel proprio bagaglio culturale, esiste un substrato personale su cui orientare le proprie scelte, i propri pensieri e la visione di un mondo in cui la comunicazione diventi l’ago della bilancia di un mondo oggi pieno di contrasti stridenti.
Le recenti notizie di oggi, il malore grave e improvviso di Lamberto Sposini, ci fanno riflettere sul confine sottile che esiste tra la vita e la morte, ma non solo, ci fanno pensare a quella linea che separa la veemenza verbale fine a se stessa dalla pacata e ragionata interpretazione di problematiche sociali e personali di cui il giornalista televisivo si è sempre fatto portavoce usando il mezzo televisivo con discrezione e misura. Per questo motivo crediamo che gli opposti non si attraggono, come le leggi fisiche hanno sempre confermato e provato, e che l’intelligenza discreta e persuasiva, l’eleganza interiore e l’equilibrio comunicativo siano ancora gli strumenti adeguati per bilanciare i “ pesi” della vita che continua, purtroppo, a viaggiare come un treno in corsa. Il signore della televisione si è fermato ad un appuntamento mai scritto sull’agenda di lavoro, un incontro che non si può annullare né posticipare, mentre il contenitore televisivo continua, nonostante tutto, a inghiottire e metabolizzare i nostri pensieri.