Meditando: il mistero del lago

Adesso stanno cercando le piccole gemelle bionde nel lago di Ginevra, un lago grande e profondo difficile da esplorare e scandagliare e poi ci sono le correnti che trasportano lontano e ricoprono tutto tacendo ancora sul mistero inspiegabile della vita e della morte. Poteva essere una favola a lieto fine quella da raccontare a due piccole bambine prima di addormentarsi, invece la storia si tinge del colore nero della cronaca, realtà sommersa dal silenzio e dal dolore che diventa il solo legame con il presente. Non si può ricostruire una vita né inventarne una nuova sulle tracce invisibili del vuoto e della disperazione, quel percorso purtroppo obbligato che spinge a gesti inspiegabili e contro natura. Il tempo breve delle favole non concede più quella bacchetta magica capace di trasformare il mostro cattivo in un principe che cerca l’amore al di sopra di tutto, bellezza trasparente che capovolge le negatività e rende giustizia affermando il bene e restituendo all’amore il suo giusto valore.

Il mistero del lago è il mistero della vita e della morte, entrambe sospese sul filo sottile del destino che muove il tempo e le sue storie di ordinaria quotidianità e insana pazzia. Cronaca da ascoltare, eventi che confondono la razionalità e il senso comune nella ricerca di ciò che acquieta la coscienza e possa spiegare l’incomprensibile, fotografie di un passato remoto che aprono vuoti e oscure voragini attraverso le quali precipitare lentamente nel buio. E il lago sorride, nonostante tutto, nascondendo nelle sue profondità la luce delle favole mai raccontate, quelle dove il dolore diventa un’ancora di salvezza per credere ancora nell’amore che genera altro amore. Forse il mostro di Loch Ness è sempre esistito ed ha alimentato nel tempo fantasie e paure personificando il dio multiforme che, trasformandosi continuamente, continua a vivere e a specchiarsi nell’inconscio di ognuno di noi.