L’Aquila ricorda le vittime del sisma

L’Aquila ricorda le vittime del sisma

E’ il 6 aprile 2009. Due anni esatti dal terribile sisma che distrusse la bella città delle 99 cannelle, delle 99 chiese, delle 99 piazze e dei 53 centri del cratere sismico. Pezzi di vita, soddisfazioni e sacrifici crollati con le case quella maledetta notte. Notte di polvere, di dolore, e paura; 309 angeli volarono, silenziosi, in cielo. Un dramma infinito per l’Abruzzo e per tante famiglie colpite nei suoi affetti più intimi. E’ il 6 aprile , come due anni fa, la primavera incombente sta sciogliendo l’ultima neve residua sulle vette più alte del Gran Sasso, stanno sbocciando delle timide violette e margherite, i prati hanno assunto un verde intenso, i mandorli in fiore sembrano donare al cielo il loro splendore.

In questo incanto della natura – che stride con il dramma sisma – ieri sera abbiamo ricordato, con affetto, amore e commozione, il secondo anniversario delle vittime innocenti del terremoto. Salendo, verso le 22.30, alla Fontana Luminosa da dove partiva la fiaccolata incontro un gruppo di ragazzi con la divisa di Nuova Acropoli, un’associazione di volontariato. Il pensiero vola a Domenico Parisse – figlio del Caporedattore de Il Centro, Giustino – impegnato in tale organizzazione, con nobili finalità, fin da giovanissimo ed ai tanti, studenti ed operai, periti nel terremoto. Nella solitudine della mia macchina penso a quanto crudele sia stato il destino con queste promesse dell’umanità stroncate nel fiore della gioventù. Una guerra silenziosa contro un nemico invisibile. Giunto alla Fontana Luminosa un’infinità di fiaccole accese illuminano la notte scura, non fa tanto freddo. E’ la giornata del dolore, del pianto, del ricordo non solo del terremoto abruzzese ma dell’alluvione del Nord, della strage di Viareggio, insomma di tutte le tragedie di questo Paese.

I morti non hanno diversità locali, sono nostri fratelli e figli d’Italia. Vedere una così massiccia partecipazione, che non è una manifestazione ma una sommessa cerimonia di ricordo e commemorazione, mi appare come un grande segnale di fiducia e di speranza nella ricostruzione della città, dei centri del cratere sismico, ivi compreso il tessuto sociale. La fiaccolata, nel rispetto della volontà della Fondazione che l’ha organizzata si è svolta con stile sobrio senza bandiere di partito, solo qualche vessillo nero verde della città. Il corteo, aperto da un grande striscione sostenuto dai familiari delle vittime, che stringevano in mano un fiore bianco, sembrava volesse dimostrare il candore dei loro cari, vittime innocenti del terremoto. Accendo la candela, sfilo, con rispetto e riverenza, dietro codesto striscione e fin dai primi passi si notano tanti volti velati dalle lacrime compreso quello di un’anziana suora che mi è accanto. Quel mare di luce che illumina la notte crea un’atmosfera molto toccante e suggestiva. Siamo ormai giunti a via Strinella quando la coda del corteo riesce a muovere i primi passi; il Prof. Vincenzo Vittorini, coadiuvato da un Ufficiale della Polizia di Stato, guida la marcia scandendo tempi e ritmi.

Nella svolta scorgiamo un altro striscione – dal contenuto fortemente emotivo nei quali sono rappresentati i volti di tanti giovani sorridenti, i cui sguardi sembrano penetrare nei nostri – con la scritta: ” E’ triste leggere negli occhi di mamma e papà la certezza che neanche stasera tornerò a casa”. Continuiamo nel bagliore di questo mare di luce, che illumina la notte e da un senso di tristezza infinita, rotto solo dal calpestìo della gente. Ci avviciniamo verso piazza Duomo , il dolore aumenta e mi convinco sempre più che la partecipazione è elemento di primaria importanza per non far scendere il velo dell’oblìo sul tragico problema sisma e nel ricordo della memoria poichè, attraverso essa, le persone diventano immortali. Tanti i politici intervenuti a livello personale: tra essi l’On. Giovanni Lolli, Stefania Pezzopane, Il sindaco Cialente ed il Presidente della Provincia, Del Corvo. Poi Monsignor Giovanni D’Ercole, Vescovo ausiliario dell’Aquila, intellettuale e uomo di dialogo, che, amo ricordarlo, cerca sempre un compromesso pur di risolvere i tanti problemi delle parrocchie e della città. Tvunoaq – con le sue quattro bravissime giornaliste: Antonella Di Stefano, Daniela Braccani, Daniela Rosone e Roberta De Paolis – sta rendendo, come suo meritorio costume, un grande servizio alla città con una diretta iniziata alle ore 20 e che si protrarrà per tutta la manifestazione.

Siamo arrivati a via XX Settembre, al bivio con la casa dello studente alcuni, compreso me, decidono di andargli a rendere omaggio per poi risalire a piazza Duomo. Sono le 03.15 la gente la invade. Qui, in un silenzio irreale, il dolore si tocca con mano. Partono i rintocchi della campana delle Anime Sante, si odono pianti sommessi, e poi si leggono i nomi delle vittime innocenti del terremoto. La cerimonia è finita la gente defluisce. Anch’io, stanco ma contento di aver partecipato, riprendo la strada di Cabbia con una tristezza infinita nel cuore. All’inizio dei portici, lato piazza Duomo, attaccata alle transenne, scorgo una mia poesia, plastificata, sul terremoto. L’ennesima emozione. Intanto tra poche ore, alle 10.00, le campane della diocesi suoneranno a distesa per un minuto in ricordo delle vittime innocenti del sisma ed a mezzogiorno arriverà il Presidente della Repubblica. L’Aquila vuole, e deve, risorgere!

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