
Dal 9 al 21 aprile 2011 si terrà presso le prestigiose sale del Mediamuseum di Pescara la mostra personale del pittore romano, ma ormai marsicano di adozione Antonio Graziani. Infatti egli ormai da tempo vive ed opera ad Avezzano. La mostra, curata da Chiara Strozzieri, fa seguito a quelle tenute nel passato ad Avezzano (1998, 2000, 2002), Aielli, Celano, sempre con notevoli riscontri di pubblico e di critica, come stanno a dimostrare le numerose note critiche scritte sulla sua ricerca da studiosi del valore di Romolo Liberale, Vittoriano Esposito, Renato Minore, Ugo Maria Palanza, Emidio Di Carlo, Mario Lunetta ed altri.
Graziani ha compiuto gli studi artistici sotto la guida del maestro P. Ortensio Gionfra, il noto frate francescano vignanellese che seppe inculcare al giovane discepolo proprio la spiritualità del Poverello d’Assisi, come noto, autore del cantico di frate sole. Ecco perché in tutta la sua produzione di indirizzo strettamente figurativo per lo più a tema paesaggistico, si riscontra quella serenità, quella freschezza di pennellata che pare sia proprio un inno al creatore. In seguito la sua formazione culturale si è giovata altresì della conoscenza e talora dell’amicizia di insigni personaggi del mondo dell’arte e della letteratura, come ad esempio Cassinari, Brindisi, Minguzzi, Fiume, Guttuso, Treccani, Tadini, Veronesi, Dorazio per quanto riguarda gli artisti, Bigongiari, Zanzotto, Bellezza, Luzi ed altri per quanto concerne i poeti e gli scrittori. Quest’ultimo in particolare a più riprese scrisse su Antonio Graziani ed una delle lettere è riportata in bella evidenza nel catalogo della mostra, insieme a un bel ritratto che gli ebbe a fare Michele Cascella, la cui trama disegnativa e mediterranea grazia coloristica non è estranea al nostro autore.
La sua attività espositiva, iniziata alla fine degli anni settanta si è concretizzata sia con le suddette personali che attraverso la partecipazione a rassegne storiche quali i Premi Mazzacurati, Sulmona, Valle Roveto, Malatesta di Rimini, ecc.
Nella mostra pescarese vengono esposte opere di splendente solarità, eseguite con una letizia cromatica primaverile: un vero inno alla gioia espressa nel creato variopinto e profumato.

Ogni sua opera, come scrive la curatrice della mostra “vive di quella spontaneità generatrice capace di far vibrare i colori sotto il peso dei pennelli ed è tutto un incontro di toni violacei con sicure tinte di giallo, di bianchi sporcati d’azzurro, di verdi naturali con freddi grigi industriali. Lo studio del colore è fondamentale quanto l’impulsività nel gestirlo, nel muoverlo energicamente nello spazio, per poi indugiare dove si deve (negli anfratti di scogli arenati in mezzo al mare, tra le spighe testarde del grano piegate dal vento)”.
“Il colore del silenzio”: questo il titolo dell’esposizione assai significativo in quanto registra l’atmosfera nella quale vengono immerse le varie scene campestri o marine, ad indicare la propensione dell’autore all’aspirazione romantica d’un mondo ormai soltanto proponibile attraverso la fantasia e la relativa creatività artistica, visto l’inarrestabile incalzare dei processi di industrializzazione e urbanizzazione selvaggia.
Concretizzando un’iconografia paesaggistica dalle fioriture primaverili, con atmosfere sospese per recuperare il silenzio, con brani iconici pervasi da incantesimi, Graziani ci ricorda che è ancora possibile trovare luoghi ove sognare.

Poi nei suoi quadri c’è il sentimento arcano dello spazio, meglio degli spazi, senz’altro frutto della diuturna consuetudine con l’ampia conca fluida, pacificata e ariosa del Fucino, ove risiede. Spazi però che questa volta anziché essere silenti si manifestano in tutta la loro sonorità, grazie al respiro alternato tra luci ed ombre.
Ecco le luci sono l’accolito e insieme il prodotto della spazialità: luci che diventano il respiro dell’opera e parimenti elemento costitutivo di una spiritualizzazione della realtà raffigurata che oltre l’attributo dell’armonia di cui appare dotata, si caratterizza per una sorprendente levità.
Sembra che Antonio Graziani nel mentre registra le distese primaverili o i candidi paesaggi innevati sia in preda ad un’estasi che lo porta a testimoniare la sua letizia e a proclamare il potere salvifico della luce che è dato percepire danzante e persino aggressiva della pesantezza degli elementi naturali.
Una pittura quella di Graziani, che nulla concede alla moda dei vari ismi, come vengono definite le varie mode avanguardistiche, ma ancorata alle radici della tradizione d’una pittura dall’ascensionale chiarismo e dalla precisa evidenza formale e compositiva. Pertanto una mostra da non perdere per i cultori dell’estetica.
Complimenti a Leo per l’articolo e complimenti all’artista marsicano per averci presentato quì a Pescara una mostra ricca di lavori di notevole qualità
Come ringraziarti per la tua gentilezza, professionalità e accortezza per le eccellenze della nostra regione? Graziani merita un’attenzione che finora ha conquistato a fatica, ma che sono certa non mancherà di ricevere in questa bella mostra a Pescara. Siete invitati tutti.