
Il famoso libro “Cuore” di E.De Amicis pubblicato nel 1886 raccoglieva in sé tutti i contrasti e i desideri di una società che si apprestava a definire la sua configurazione territoriale in nome degli ideali di unità e amore per la patria. L’ambiente per meglio rappresentare la spinta verso nuovi orizzonti era la scuola, da sempre luogo in cui si confrontano e si amalgamano pensieri, idee che fanno della cultura e dell’istruzione il nucleo di conoscenze che trasmettono quella parola magica che è l’educazione.
I vari personaggi del libro rappresentavano nella loro pura essenza i sentimenti: bontà e coraggio, sofferenza e sacrificio, ma anche gli aspetti negativi dell’animo umano come la cattiveria e la prepotenza. La famiglia e la scuola, allora come adesso, erano la culla in cui coltivare i desideri ma certamente oggi la situazione è cambiata radicalmente. L’amor patrio, il coraggio, il sacrificio non sono più sentimenti valoriali perché nella società dei consumi il verbo avere è stato completamente sostituito dal verbo essere. Si conquista un posto nella vita se si possiede una buona situazione economica, se si riesce a raggiungere il massimo con il minimo impegno magari scavalcando quegli ostacoli necessari per arrivare alla mèta. Leggere in questo periodo storico il libro Cuore appare sicuramente anacronistico e desueto, difficile, se non impossibile spiegare oggi ai giovani adolescenti cosa spingesse i giovani protagonisti a comportarsi in un certo modo.
Ma il cuore dell’Italia, quello di 150 anni fa batteva forte, si infiammava di fronte alla bandiera tricolore e i piccoli eroi erano un esempio per tutti quelli che desideravano un futuro migliore e più giusto. Il passato, la storia dell’Italia è anche questo e ricordarlo rende più forti di fronte al cambiamento, alle mille prospettive che si aprono sullo scenario politico e sociale del nostro paese. Per questo forse e in nome di quegli ideali dimenticati le bandiere tricolori sventolano sui tetti di molte case e il nostro cuore batte perché siamo e resteremo sempre italiani. L’educazione è uno strumento indispensabile per vivere il presente senza dimenticare le piccole e grandi storie del passato che oggi rivive e si lascia raccontare.
Buona la lettura della situazione attuale e di come siano cambiati i sentimenti valoriali della società.
Giusta la considerazione sull’educazione, quale strumento indispensabile per vivere il presente senza dimenticare il passato.
Legittimo l’essere ed il restare sempre italiani.
Efficace la figurazione del cuore tricolore.