Il Giorno della Memoria

Il giorno della Memoria è una ricorrenza importante istituito con legge 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano che ha recepito la proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio, giornata di commemorazione delle vittime di tutte le guerre ed in onore di coloro che, rischiando la propria vita, protessero i perseguitati. Quest’anno l’evento assume un particolare significato alla luce dei 150 anni dell’ Unità d’Italia e della, recentissima, scomparsa di Tullia Zevi, giornalista e Presidente delle Comunità Ebraiche. Testimone oculare della Shoa. Una giornata interamente dedicata alla memoria per non dimenticare gli orrori e la violenza dell’olocausto, della guerra e ricordare la data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, nel 1945, da parte dell’esercito sovietico.

Essa serve a commemorare la Shoa, la deportazione, la prigionia e la morte di oltre sei milioni di ebrei . Una bestialità e una pazzia della mente umana alimentata dall’odio razzista. Una tragedia che ha macchiato di sangue innocente il secolo conclusosi un decennio fa. Analoga follia fu la scelta scellerata della guerra che gettò nel dolore e nello sconforto tante famiglie Parliamo di povera gente umili figli della propria terra che per difendere la Patria partirono poco più che giovincelli alla volta del fronte. Alcuni di loro, quelli più fortunati, tornarono sani e salvi alla fine dei conflitti bellici; gli altri rimasero nei campi di battaglia senza avere neanche l’onore della sepoltura. Alla stessa stregua consideriamo i tanti sterminati nei campi di concentramento di Auschwitz e quei pochi superstiti che, portando impressi nel corpo e nella mente i segni di quelle atroci violenze, rivelarono al mondo intero la bestialità e l’orrore del genocidio nazista.

Nel nostro Paese tanti Monumenti ai Caduti ricordano coloro che donarono la vita per la salvezza della Patria ed ai quali tutti dobbiamo eterna riconoscenza poiché il loro sacrificio, fino all’estremo tributo della vita, ci permette oggi di vivere in pace nonostante le tante ingiustizie che ancora, purtroppo, attanagliano il pianeta. Sono ben lieto di essermi occupato, in qualità di presidente di un comitato di volontari, della ristrutturazione del Monumento ai Caduti del mio paese di origine, Cabbia di Montereale, non fosse altro per quel senso di stima e di eterno rispetto che nutro nei confronti di quei ragazzi, miei parenti e compaesani, i cui nomi sono scritti a caratteri indelebili nella lapide di bronzo e nel cuore di ognuno di noi. Anche il più piccolo paesino sperduto nel più remoto angolo d’Italia ha il suo Monumento ai Caduti che rammenta alle giovani generazioni le sofferenze patite dai suoi figli in nome della Patria. Essi ci ricordano ogni momento che l’ Italia, al di la di anomale e sparute posizioni oltranziste e secessioniste, è un Paese unito, libero, indipendente. Questo recita anche la Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza ed amava ripeterlo sovente un uomo, un ex Presidente della Repubblica, un padre fondatore: il compianto Sandro Pertini.

Evitare gli oscuramenti della memoria è il modo migliore per onorare e ricordare il sacrificio di tanta gente, di tanti giovani, caduti nell’adempimento del proprio dovere. Penso ai militari delle missioni di pace sparse nel mondo, ai tanti volontari laici e cattolici che in nome della solidarietà – un alto sentimento che ha amalgamato da sempre tutti i popoli della terra – si prodigano per alleviare dolore e sofferenza, ai Caduti del lavoro. ai martiri del terremoto. Primo Levi, uno dei più insigni scrittori europei contemporanei, sopravvissuto ai campi di sterminio di Auschwitz sosteneva che: “ Comprendere è impossibile, conoscere è necessario” Egli ha raccontato al mondo intero il disumanizzante orrore, le atroci violenze delle persecuzioni, la suprema crudeltà cui erano sottoposte quotidianamente milioni di creature nei campi di concentramento. Ovvero la pazzia della mente umana, la cui soluzione finale consisteva nella catena di montaggio della morte. Anche all’Aquila post terremotata si terrà una manifestazione del ricordo dove Alvaro Jovannitti e Fabio Ecca parleranno della Resistenza e dell’attualità della Costituzione ai giorni nostri. A seguire una mostra che ripercorre la memoria di una delle più orribili pagine della storia contemporanea. In conclusione dell’incontro sarà letta una poesia scritta da uno dei nove giovani martiri aquilani trucidati dai nazisti alle casermette il 23 settembre del 1943.

E’ di primaria importanza organizzare in tutto il Paese un giorno dedicato alla memoria. Anche la Provincia dell’Aquila ha convocato un Consiglio per poter commemorare questa giornata in ricordo dei tragici eventi del passato. L’assessore alla cultura del Comune dell’Aquila, Stefania Pezzopane, si è spinta oltre raggiungendo il cuore degli studenti di tutte le scuole aquilane di ogni ordine e grado ed invitandoli, attraverso la collaborazione di docenti e dirigenti scolastici, a leggere un brano del libro di Primo Levi “ Se questo è un uomo”. La giornata del 27 gennaio non nasce solo dal rispetto della legge ma dal dovere di partecipare a momenti comuni di riflessione, ha il valore di educare alla giustizia, all’amicizia, alla fratellanza, alla pace le nuove generazioni per abbattere quei sentieri dove ancora prolificano sentimenti di odio, di razzismo, di terrorismo, di violenza. Preservare la memoria vuol dire conservare la possibilità di trarre insegnamento dal passato, riconoscendo anche gli errori commessi perche quanto accaduto precedentemente non si verifichi mai più. Ed in tutto il globo terrestre regni, per sempre, pace, lavoro, serenità.