È uscito nell’ottobre dello scorso anno, ma già si sta affermando come un dei romanzi più all’avanguardia della letteratura fantascientifica italiana. Stiamo parlando di “IRREGOLARE” del giovane scrittore abruzzese Vincenzo Bosica edito da Solfanelli di Chieti inserito nella collana Pandora (p. 267, € 16). L’autore, nato a Pescara nel 1977 e proveniente da una formazione culturale scientifica e filosofica, è al suo primo romanzo, dopo aver esordito con un racconto ( Capsule) apparso sulla nota rivista di fantascienza diretta da Carlo Bordoni, IF – Insolito e Fantastico, n. 2/2009.
Questa sua passione per la scienza e per il pensiero filosofico è posto al servizio di una vicenda fantascientifica ambientata in un prossimo futuro ove il progresso tecnologico decreta in modo irreversibile i funerali di quello che ancora oggi affascina i cultori dello spirito, ovvero l’umanesimo.
Questo lo scenario davvero poco rassicurante ove si esibiscono i personaggi da thriller del romanzo cyberpunk: impianti cibernetici che portano la vita media a superare il secolo, primo passo verso la vittoria sulla biblica barriera della morte, il cui germe è insito in ogni essere contingente; una legislazione planetaria mirata a risolvere il problema demografico con la direttiva di un cosiddetto “permesso di procreazione” in caso di un decesso (una nascita in cambio di una morte); un sistema informatico codificante gli abitanti del pianeta ai cui occhi elettronici nessuno può sfuggire. In definitiva trattasi di una società gestita dalle macchine, scenario appunto disumanizzato ove si registra un delitto efferato, dal momento che ad un uomo trovato morto nel suo appartamento l’assassino ha strappato l’occhio artificiale dall’orbita oculare. Sarà il detective Shaun Morrison, ad indagare sul caso, ma la sua personalità anarchica e irriguardosa nei confronti della disciplina che solitamente fa da supporto al corpo di polizia, rende questo personaggio chiave della narrazione un passaggio obbligato verso un elemento misconosciuto dal sistema in quanto “irregolare”.
Stranamente proprio questo termine inietta nell’opera l’ossimoro: irregolare è colui che non viene gratificato da una vita normale, pertanto in preda alla solitudine, cercata ma per lo più imposta. E nella solitudine fiorisce il germe dell’umanesimo, dacché la persona ha l’agio di rientrare in meditazione in se stesso.
Allora come interpretare questo romanzo di Bosica che si legge tutto d’un fiato per la scorrevolezza e la limpidità delle connessioni? A mio avviso non va escluso un codice identificativo spiritualistico, grazie ad una vena di nostalgia evidente per una società i cui valori siano la famiglia, l’amicizia, l’amore, il lavoro, la solidarietà, tutte componenti in grado di fornire sicurezza e dignità alla persona umana che pur limitata a causa della contingenza propria di un essere creato, ha in sé il germe dell’immortalità vera.
Ovviamente, al di là delle possibili interpretazioni, il romanzo risulta interessante proprio sotto l’aspetto scientifico, poiché codifica, come ben evidenzia lo stesso autore in una sorta di postfazione, il presente con le sue innovazioni nel campo della cibernetica che inducono a ritenere ancora quasi del tutto inesplorato il perimetro estesissimo oltre le colonne di Ercole. Certo Bosica per offrire ai lettori questa sua fatica letteraria si è inserito all’interno di un’area fantascientifica, ma non troppo, i cui antenati più illustri sono da ritenere George Orwell e più recentemente Bruce Bethke.

