Sicuramente le feste e le tradizioni estive, grazie alle belle e lunghissime giornate, alle calde temperature ed al sole che per lo più bacia la terra possono risultare più piacevoli ma sbaglia chi pensa che il folklore affonda le radici solo nella stagione calda, anzi , anche l’inverno abruzzese sa “scaldare” con le sue tradizioni il cuore di tutti coloro che sono ad esse legati.
Lo si è potuto vedere con la festa del Sant’Antonio Abate, 17 gennaio, al quale molti comuni d’Abruzzo sono legati e dunque festeggiano; ma sicuramente ogni paese ha un suo Santo Patrono, ed in particolare sua tradizione che si cerca di tramandare di generazione in generazione cercando di non lasciarla morire.
San Sebastiano dei Marsi è un beato e tranquillo paesino che si trova nel Parco Nazionale d’Abruzzo nella Valle del Giovenco a pochi chilometri da Pescasseroli : il paese ha origine molto antiche ed era formato da due villaggi , uno vicino al fiume Giovenco in particolare vicino al monastero di San Sebastiano fondata dagli stessi Benedettini, l’altro su un colle, e fu proprio quest’ultimo villaggio ad essere ampliato.
È un paese molto curato , dove di sicuro la prima cosa che viene notata oltre alla bellezza del borgo è questa natura splendida ed incontaminata che rendono il luogo una vera e propria attrazione turistica: quest’ultimo aspetto è amplificato anche dal fatto che la cultura e la tradizione vengono messe al primo posto tutto l’anno; ci sono fantastici sentieri che portano ad osservare panorami e scorci che non ci si aspetterebbe mai. Anche gli “abitanti” di questo luogo incontaminato sono una forte attrazione : non bisogna dimenticare che c si trova infatti nell’habitat dell’ “orso marsicano”.
San Sebastiano Martire, che fu martirizzato sotto l’imperatore Diocleziano, viene ricordato il 19 ed il 20 gennaio e l’origine di questo culto è antichissima.
La festa inizia due giorni prima con la preparazione delle “panette”( che poi danno il nome alla festa) che sono dei pani costituiti da palline di pasta lievitata e dunque cotti al forno a legna e durante la processione in onore del Santo le “panette” vengono portate in processione dalle giovani ragazze del paese che le trasportano all’interno di grandi ceste coperte da un manto rosso.
Dopo aver raggiunto la chiesa di San Sebastiano, si recitano i Vespri ed in seguito si distribuiscono i pani benedetti a tutti i fedeli che hanno partecipato quasi volendo riportare alla mente di tutti i sacrifici fatti in passato dalle popolazioni del posto che durante la stagione invernale dovevano aiutarsi vicendevolmente per sfamarsi: secondo la tradizione questi pani hanno potere divino.