Come ogni anno, anche nel gennaio 2011 torna la tradizione delle fiammeggianti Farchie nel “fiabesco” borgo di Fara Filiorum Petri (Ch), il paese che si erge lungo le strade che portano verso la cima della Majella , la cui posizione ha avuto sempre una sua spiegazione tattica soprattutto nel periodo altomedioevale quando ci si assicurava di godere di un’ ubicazione che potesse scoraggiare gli attacchi nemici.
Anche il “lungo”nome di questo paese risponde ad una leggenda secondo cui sia stato proprio Pietro, padre di una numerosa famiglia a conferirglielo: egli infatti era anche amministratore dei beni Longobardi, i quali, dopo aver capito che potevano davvero fidarsi di lui decisero di fargli un prezioso dono e dunque gli diedero delle terre che secondo la tradizione oggi confluiscono proprio nel centro di “Fara” dove lui si stabilì con la sua famiglia e continuò ad essere in seguito abitata anche dai figli dei suoi figli e così via.
Il 16 gennaio dunque , torna la tradizionale festa delle “Farchie” in onore di Sant’Antonio: secondo la leggenda fu proprio questo Santo, vestito da generale, a salvare il paese dall’assalto dei soldati francesi nel 1799 trasformando in torri di fuoco le querce presenti nel bosco vicino, proprio perché i soldati non accennavano comunque a fermarsi ; da allora ogni anno il paese si anima con queste incandescenti luci infuocate accompagnate da un suonatore di “trevucette” e tamburino.
I giovani del paese qualche giorno prima della festa “rubano” per tradizione le canne secche necessarie , in grandissime quantità in modo tale da poter costruire le “farchie” da innalzare, che sono in numero di dodici, ossia una per contrada che vengono portate dopo pranzo davanti al piazzale della chiesa di Sant’Antonio e poi di sera, all’imbrunire, si trasformano in vere e proprie torri di fuoco che ardono proprio nel cuore del paese, incuriosendo molti e commuovendo chi ormai segue la tradizione da una vita.

bellissimo paese, fantastica tradizione!vi auguro un buon lavoro!!