Felice Marcantonio, “Storia di un funghetto”: la natura “figlia” delle stagioni

Ogni territorio ha la sua storia che a sua volta è testimoniata dalla bellezza delle stagioni che alternandosi s’improvvisano genitori di prodotti che sono la caratteristica dei diversi ambienti e sono proprio questi prodotti a darci la possibilità di capire quando ed in che modo effettivamente i tempi cambiano. Come l’autunno: esso , per esempio , giunge portando con sé i primi freddi, tingendo di rosso le foglie e mostrando le prime nevi che si sciolgono anche solo dopo poche ore di caldo, ma non solo l’autunno sebbene sia una stagione enigmatica per certi versi ci dà anche la possibilità di godere della bontà di particolari “frutti della terra”: castagne , funghi che ci fanno cogliere l’essenza del tempo che passa , assaporandolo.. ma soprattutto sono figlie di stagioni “fertili “, dunque nessuna stagione è arida, anche il freddo può lasciare spazio alla vita. Ho personalmente chiesto a Felice , il nostro caro amico ed artista di Pretoro di farci “vedere” , con una simpatica storia che possa allietare grandi e piccini , una minuscola realtà autunnale che possa divertire, spiegare e perché no? In molti di noi , rievocare anche cari ricordi…a voi la “Storia di un funghetto”di Felice Marcantonio

“colori autunnali” di Campo di Giove (Aq), foto di Alessandra Renzetti.
Colori autunnali a Campo di Giove (Aq). Ph. Alessandra Renzetti

“..Mi presento…sono un funghetto, un piccolo Prataiolo. Sono nato da una “spora”, un semino rimasto sul terreno per circa una anno,fino alle sospirate piogge di settembre. Aspettavo la pioggia come un assetato nel deserto. Molte spore mie sorelle non hanno resistito, non ce l’hanno fatta, poverine ! Il miracolo della mia nascita è avvenuto sotto una soffice zolla di terriccio lassù, sugli ” stazzi” della Maiella. Non fate il nesci ! Così li chiamava il vate di Pescara, D’Annunzio, Ariel per gli amici: quello della poesia “Settembre”. Come faccio a saperlo? E’ un segreto, noi funghi siamo molto discreti e conserviamo appunto tanti segreti sulla nostra vita, le nostre abitudini, le nostre caratteristiche.

Voi umani cercate di scoprire ogni cosa di noi ma noi vi riserviamo sempre nuove sorprese. Sia chiaro subito: una cosa che proprio non ci piace, a me e a tutti i miei amici, è quando ci prendete a calci, così per sfizio, senza alcuna ragione. SE avessi la voce vi griderei in faccia ciò che disse Gesù sulla croce ai suoi carnefici: Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno !
Ci sono voluti secoli perché capiste con la vostra intelligenza e i vostri sofisticati strumenti appena qualcosa sulla nostra complessa natura. Non sapete ancora bene a quale regno apparteniamo. Siamo piante o animali ? Quante sciocchezze avete raccontate sul nostro conto ! Un esempio ? I funghi nascono dove cadono i fulmini o dove ballano in girotondo le streghe ! Che ridere…

Anche adesso in molti testi è scritto che talune nostre specie crescono formando il cosiddetto ” cerchio delle streghe”.

A volte, sì, più che dei cerchi, formiamo dei semicerchi ma delle streghe noi non sappiamo proprio che farcene…In questi casi “intrecciamo” le nostre radichette ( gli studiosi le chiamano IFE) con quelle capillari di alcune piante per un rapporto di mutuo soccorso. Ci scambiamo i nutrienti; noi diamo alla pianta i sali minerali sottratti al terreno e riceviamo sostanze organizzate che la pianta produce con la ” sintesi clorofilliana”. Noi non abbiamo la clorofilla e perciò non possiamo autoprodurci il cibo che ci serve.

Accidenti…Sto scivolando sul difficile…Mi scuso, mi scuso davvero !

Lo so, lo so bene, che per tante persone ” cercarci” rappresenta un’esigenza imperativa. Da dove nasca questa loro esigenza , per noi funghi, non è facile capire…Però ci interessa, eccome se ci interessa; vuol dire che siamo importanti, non vi pare?

Raccontava mio nonno che agli umani pare che la voglia di cercarci nasca senza che essi se ne accorgano, incantati forse dai fantastici racconti di vecchi cercatori o stimolati da qualche occasionale incontro con qualcuno di noi ai margini magari di una stradina o di una radura. Non ne era però tanto sicuro, mio nonno!

Ci divertiamo moltissimo a sorprenderli, a giocarci con questi cercatori… L’ho già detto, il nostro è un mondo misterioso. Chi con noi si imbatte avverte come una scossa, un’attrazione affascinante.

Si comincia a parlare di noi dopo le prime piogge d’agosto ovunque c’è gente radunata, nei bar, nelle piazze, passeggiando, persino sul sagrato delle chiese, a messa finita. Anche se l’autunno è la stagione più propizia, alcuni di noi si trovano sempre, anche sotto la neve. Per crescere abbiamo bisogno di tanta acqua, di piogge abbondanti, non violente, e poi di
temperature medio – alte, per qualche giorno. Ci piace spuntare più spesso a nord, nordest appunto perché i luoghi restano umidi più a lungo. Se la stagione è favorevole ci troviamo dappertutto anche lungo le strade, nei prati e nei boschi, su materiali organici da demolire o ” parassitando” piante vive. Forse è questa molteplicità di specie, di forme, di colori e di luoghi di crescita a renderci così affascinanti.

C’è poi la vivace, a volta accesa, discussione sulle nostre peculiarità: per classificarci, per definirne la commestibilità o la velenosità, l’utilità o la nocività, ecc. ecc. Tranne quei miei parenti che si aggrappano alle piante vive producendo danno, tutti gli altri miei compagni sono utilissimi a l’ecosistema per il mutuo scambio di nutrienti tra le piante e noi e viceversa. Non prendeteci a calci, d’accordo? Mamma mia, che chiacchierone che sono ! Ora parlo un po’ di me, per concludere.

Sono un fungo a lamelle, rosee all’inizio e, poi scure a maturazione; cappello semisferico, poi convesso, con cuticola asportabile, anello a gonnellino sul gambo e carne bianca dal tenue e grato odore di anice. Ah, dimenticavo, senza ” volva” cioè senza quel sacchettino alla base del gambo presente in alcuni funghi tra cui la mortale Amanita Phalloides. Questo Killer ha il cappello verde oliva, le lamelle sempre BIANCHE e la VOLVA.

Perciò…prudenza…prudenza e ancora prudenza!!!!!”