Fascisti inconsapevoli

Spesso si dà del fascista a qualcuno, in senso offensivo o comunque dispregiativo, come ad indicare un personaggio caratterizzato da autoritarismo, tendenza all’applicazione violenta delle proprie idee, giustizialista, rigido applicatore di leggi feree, privo di compassione e considerazione per i bisogni e le debolezze umani.

Una sorta di superuomo sprezzante delle regole e della democrazia, intesa come volere popolare, desideroso di applicare la sua visione delle cose. Questo modo d ivedere i rapporti di forza nella società potrebbe anche essere negativo, e come tale esecrabile, anche se deve, a mio modesto avviso di garantista, valutato caso per caso.

Ferma restando comunque una ideale condanna di questa mentalità, ecco nascere una curiosa discrepanza tra chi la applica e chi la rileva, tra chi dà del fascista a qualcuno e tra chi è fascista nei modi e nel pensiero senza saperlo….anzi.

La bagarre sollevata alcuni giorni fa per via di presunte irregolarità nella presentazione di alcune liste per le elezioni regionali del prossimo 30 novembre, risoltasi poi in una bolla di sapone, dimostra quanto sopra.

Quando si è paventata la presenza di irregolarità subito alcuni esponenti politici di rilievo nazionale, che come tali dovrebbero sentirsi investiti di maggiore responsabilità e quindi prudenza, si sono scagliati in accuse, ricorsi e animose dichiarazioni che mettevano persino in dubbio l’onestà intellettuale e la morale correttezza dei candidati sostenuti dalle liste rimaste in bilico. Violenza gratuita.

Ma ci si fida o no della magistratura?

Ci si fida se manda in galera i nemici e non ci si fida quando fa altro, dell’altro che risulta contrario ai propri interessi? A che gioco giochiamo?

O ci si fida o non ci si fida. Punto.

Esiste una Corte che giudica la correttezza dei documenti per le prossime Regionali. Se ha sospeso il giudizio su alcune liste, evidentemente aveva dei dubbi. Se le ha poi riammesse, vuol dire che i dubbi li ha sciolti. Non c’è altro da aggiungere, se ci si fida della magistratura.

Quando vedo un Bontempo che azzanna tutto e tutti sperando che il suo nemico, dico nemico e non avversario perchè vedo acredine nel suo agire, venga escluso dalla competizione elettorale, mi spavento pensando cosa potrebbe fare se fosse lui a comandare.

Ma quando vedo un Di Pietro che azzanna tutto e tutti, schierandosi con questo o quello pur di avere consenso, e dichiara di voler fare ricorso contro la decisione della magistratura, quella stessa magistratura che lui invoca ogni secondo contro i suoi nemici, mi spavento ancora di più.

A Bontempo danno del “fascista” da tempo, e lui lo sa. Di Pietro agisce da perfetto “fascista” ma forse non sa di esserlo. Comunque è certo che i suoi elettori non se ne sono ancora accorti: pensano di votare un antifascista!