La “festa dei nonni” nel difficile contesto socio economico dei giorni nostri nei paesi del cratere sismico
Ricorre oggi la festa dei nonni – quel variegato mondo degli anziani, che in uno spirito di affetto e collaborazione danno il meglio di se stessi – essa deve essere una speciale occasione per ricordare e mettere in bella evidenza il loro ruolo nella società e, cosa davvero importante per quel che concerne il contesto socio affettivo, all’interno delle nostre famiglie. Una giornata in grado di dare il giusto riconoscimento ai nonni di tutto il Paese per il loro contributo al servizio della società ed alla loro importanza sociale.
Viviamo i tempi del così detto” mordi e fuggi” dove, oltre ad un edonismo di massa tipico della società dei consumi, non c’è più tempo neanche per i sentimenti veri che un dì ci gratificavano dando un senso di sicurezza a tanti bimbi cresciuti nell’armonia di una famiglia ove i nonni avevano la sua straordinaria importanza. Ora, purtroppo, sono una parte impropria di una famiglia costituita grazie al loro lavoro ed al sacrificio quotidiano. Oltre all’eterno dissidio suoceri- generi o nuore, nonostante la loro costante collaborazione, ci sono tutti gli ingredienti per diventare uno strano rituale di problemi ed incomprensioni che avvelenano la vita di tante famiglie a partire dai più piccoli. E la situazione e ben più difficile per quanto riguarda le zone del cratere sismico dove si è costretti ad una convivenza talvolta eccessivamente problematica.
Nutro dei bellissimi ricordi dei miei tre nonni – l’altro quello paterno non lo ricordo se non attraverso foto antichissime – mi hanno inculcato quel senso di rispetto e di coraggio tipico dell’economia contadina di cinquant’anni fa fondamentale per affrontare gli eventi della vita, anche quelli più tragici e di sapersi accontentare di poco poiché per essere contenti basta avere il minimo indispensabile. E si vive bene. Poi tutti nella vita hanno dei nonni, persone care,dei ricordi indelebili; quel trascorso che non torna più, quel clima familiare fatto di dolcezza e amore pur nella ristrettezza culturale di quei tempi. In questo giorno come omaggio alla memoria dei miei nonni che non ci sono più avverto forte il bisogno di ricordare un fatto verificatosi 45 anni fa a Cabbia di Montereale. Avevamo appena otto anni, io e Nello mio fratello gemello. Eravamo andati con nonno Antonio a pascolare le mucche erano ormai oltrepassate le tredici e nonna non era ancora arrivata a portarci il pranzo. Con uno sguardo d’intesa approfittando della distrazione di nonno raggiungemmo la mucca “ Roscietta”, quella più docile e, come i gemelli della lupa, ci attaccammo alla sua mammella per bere il latte.
Potevamo aver assunto un bicchiere di latte che nonno si accorse di quanto stavamo facendo. Spaventatissimo ci redarguì con le sue pazienti e garbate maniere e ci spiego la pericolosità del gesto oltre al fatto che non esistevano le condizioni igieniche. Questo per dimostrare che all’interno di un’organizzazione sociale come la famiglia, ove ognuno ha il suo ruolo ben determinato l’affetto,l’amore ed il rispetto reciproco tra i vari componenti sono il massimo comune denominatore. La storia ed i ricordi, quindi la memoria, servono al presente ed al futuro; senza memoria non ci saranno e presente ne futuro neanche per i sentimenti più intimi e per i ricordi. In definitiva amo parlare del nonno come di una persona portatrice di esperienza e virtù, piena di segreti, che incute amore e sicurezza ai nipoti. Sebbene fermamente convinto che dal punto di vista della mentalità ci sono ben due generazioni di differenza per cui si hanno delle visioni e delle idee totalmente opposte anche in queste, reali, condizioni di diversità di pensiero il rispetto deve essere la base di partenza di qualsiasi dialogo. La festa dei nonni, istituita dalla legge 159 del 31 luglio 2005, si celebra il due ottobre di ogni anno e coincide, non a caso, con la ricorrenza degli Angeli Custodi come a dimostrare quel ruolo di aiuto, assistenza e protezione che da sempre hanno svolto.
Consideriamo i nonni, e più in generale gli anziani, una risorsa per l’intera collettività e nutriamo nei loro confronti quel sentimento di stima e d’amore che va ben oltre i normali canoni affettivi. Legittimo e sacrosanto rivendicare un orgoglio, come dire, “ Nonnesco “ espresso qualche tempo fa all’Internet Saalon- una scuola di computer per over 65 – di Milano dove tanti pensionati descrissero, a modo loro, cosa significava essere nonni. Alcuni sostenevano che essere nonno ti da la possibilità di accorgerti che “qualcuno gratuitamente ti sta regalando un lifting al cuore”. Altri dicevano che curare i propri nipoti e come “ricominciare a giocare, a sognare, a crescere”, altri ancora asserivano che essere nonni significa guardare al futuro con” ottimismo ed ironia”. In conclusione di questo articolo, che non lo nego mi coinvolge e non poco a livello emotivo, permettetemi di fare un appello a tanti figli e nipoti in età adulta. Chi ha la fortuna di avere ancora i nonni li ami e li rispetti. Chi non li ha più li ricordi con affetto e commozione.
Chi li ha allontanati dal loro ambiente relegandoli in una situazione inumana della casa di riposo, che altro non è se non l’anticamera della morte, torni a più miti consigli e faccia il mea culpa. Sono fisse nella mia mente, e pesano come un macigno, le parole di una maestra in pensione incontrata nella Rsa ( Residenza Sanitaria Assistita ) di Montereale in occasione di una festa di beneficenza a Natale di qualche anno fa. Lei ad una mia precisa domanda, con lo sguardo perso nel vuoto e gli occhi velati di lacrime, rispose testualmente: “ Io che ho educate intere generazioni non credevo di finire i miei giorni al chiuso di questa stanza nella solitudine più totale”. Quelle parole rimbombano continuamente nella mia mente. E mi fanno star male. Come mi fa star male l’idea che tanti miei conterranei anziani, confinati sulla costa a seguito del terremoto dell’aprile 2009, finiranno i suoi giorni lontani dal loroambiente familiare.

I nonni sono il nostro lato fiabesco. Io ne avevo ben sei in quanto mio nonno paterno Pietro, vedovo, aveva sposato in seconde nozze nonna Elvira (a sua volta vedova di Romeo). Dato che mia nonna mi aveva insegnato a mandare baci alle foto appese al muro in quanto “tutti nonni” io spiegai alle bambine: “Beh! Io ho sei nonni: nonno Pietro e nonna Annunziata, nonna Elvira e nonno Romeo, poi dalla parte di mia madre nonna Maddalena e nonno Innocenzo” e le mie amichette dissero: Boooh!Perche’ tua madre ne ha solo due?”.
Mi trovi d’accordo: chi ha la fortuna di avere ancora i nonni li ami e li rispetti. Come al solito bravo Nando.
veramente bello quest’articolo !!!Ci fa ricordare quali sono i veri valori della vita che come hai detto tu nella società d’oggi vengono completamente infangati!!! se non ci fosse la mia nonnina ,dalla quale andavo sempre a piangere e spero di continuare a farlo, nn saprei da chi andare per sfogarmi!!!!!!!!!!!!!!!!ovviamente c’è la mamma …ma la nonna è la nonna
A parte la bella immagine dei gemelli Nando e Nello che per sopperire al ritardo del pranzo, hanno quasi emulato quello che la tradizione storica della nascita di Roma, attribuisce alla bonta della Lupa che allatta i gemelli Romolo e Remo, quindi a parte quella bella immagine emerge il giusto rimprovero del nonno dei gemelli Giammarini. Concordo con le osservazioni sulla importanza della figura del “nonno” per quello che hanno fatto per i figli prima, e per i nipoti ora.
Omaggi a tutti i nonni d’Italia.
Armando
I nonni hanno, da sempre, una grande importanza educativa nei confronti dei nipoti. Essi, come disse giustamente il Presidente Napolitano, con la loro costante disponibilità aiutano,ascoltano e comprendono. Costituiscono, inoltre, dei solidi punti di riferimento per la vita delle famiglie, sempre più messe a dura prova dalle crescenti difficoltà, sia economiche che sociali, dei nostri tempi. Anche io, come molti, ho dei dolci ricordi dei miei nonni e i loro importanti insegnamenti di vita li sto, man mano, trasmettendo anche ai miei figli.Che dire di più? Semplicemente che sono impagabili. Complimenti, Nando, per l’articolo.
Salve, professore;
un articolo di grande valore umano per il ruolo che i nonni svolgono nella famiglia e nella società compreso il servizio sociale volontario davanti a tante scuole. La mattina, quando accompagno mio figlio, ne vedo sempre uno che nel suo aspetto gentile e bonario con gli occhiali spessi ci aiuta ad attraversare. Un grande gesto che tutte le volte mi porta quasi a commuovermi. Bellissimo l’omaggio rivolto alla memoria dei suoi nonni con la storia della mucca “roscietta”.Anch’io abruzzese di origini, di un paesino vicino Castel di Sangro, ma trapiantata in un paese del nord in provincia di Bolzano, mantengo forte e vivo il ricordo della mia spensierata infanzia in Abruzzo.Complimenti a lei e grazie al Direttore di questa rivista che ci da la possibilità di rivivere l’emozione di tante situazioni.
Caro Nando, che bello questo tuo articolo sui Nonni, è veramente tenero il ricordo che descrivi, i due gemelli e la mucca “roscietta”, immagino che Tu e Nello dovevate essere una bella coppia.Vero? Anche io ho amato molto i miei 3 nonni e purtroppo la nonna paterna non la ricordo ero troppo piccola quando è venuta a mancare.Ora, ho solo una nonna fantastica sprint di 81 anni, che amo moltissimo e rispetto, perchè in 40 anni ho vissuto tutto l’amore che ci ha donato.. a volte quando la guardo mi fà tanta tenerezza.. quanti Sacrifici e quanto Amore ha saputo dare..un grazie a te che hai elogiato i nonni del mondo e un grazie a loro ..perchè ci sono.
grazie Nando per la tua costante presenza e testimonianza di quella sana, carnale parte di societa’, che pian pianino il modernismo sta ridimensionando.
l’artico evidenzia questa figura così importante nell’ambito famigliare. figura che deve essere da esempio per le generazioni future. oggi forse si è perso qualcosa, ma l’istaurazione di questa festa ridà importanza a chi con saggezza ed esperienza riesce quasi sempre a farsi amare.
Purché anche questa non diventi solo una festa consumistica, è molto importante che si sia pensato di dedicare una giornata alla figura emblematica dei nonni nonché al ruolo educativo e assolutamente complementare che essi esercitano nell’ambito della famiglia.
Disponibilità, saggezza ed esperienza rappresentano il bagaglio che li contraddistngue e che rende la loro presenza significativa per la crescità dei nipoti ai quali, nonostante il salto di 2 generazioni riescono a insegnare un’ infinità di cose e a dedicare loro molto tempo e molto affetto.Anche per questa loro funzione di supporto formativo non è per me facile capire quelli che scelgono di far concludere la vita ai loro anziani genitori nelle cosiddette case di riposo dove vivono questa condizione di abbandono con tristezza e dolore.
Il tuo articolo, Nando, è molto interessante come è interessante e di grande importanza l’ argomento trattato. Complimenti,le cose che scrivi si leggono sempre con vero piacere.
E’ bello che ci sia una giornata dedicata ai nostri cari nonni, per ricordarli sempre, per ricordare tutto quello che ci hanno dato e ci continuano a dare.
Auguri a tutti i nonni!
e già oggi è il 2 Ottobre ed è la festa dei nonni! quindi auguri a tutti i nonni del mondo e soprattutto a quelli dell’ Aquila e quelli che purtroppo non ci sono più ma rimarrano sempre nei nostri cuori.
Complimenti per l’ articolo, è stupendo come al solito
Giacomo d Roma