L’Aquila: Perdonanza Celestiniana, edizione 716

Domenica sera alla presenza di tante autorità ed una vastissima presenza di pubblico – quella gente onesta, laboriosa e credente alle prese con i mille problemi post terremoto – si è conclusa la 716 edizione della Perdonanza Celestiniana. A differenza dell’edizione precedente definita Perdonanza del dolore quella di quest’anno è stata denominata Perdonanza della speranza.

Vasto e variegato il programma della manifestazione iniziata il 21 agosto alle ore 18.30 con un concerto del trio composto, soprano, clavicembalo e violino, nella chiesa delle Anime Sante e seguito da eventi musicali di primissimo piano con il concerto di Fiorella Mannoia, Roberto Vecchioni ed una cerimonia molto toccante quale l’accensione del cero votivo da parte dei Tedofori provenienti dai vari luoghi celestiniani d’Abruzzo, poi il concerto dell’Orchestra da camera Aquilana. Ma la più bella ed importante iniziativa che ha lanciato davvero un grande messaggio d’amore tra tutti i popoli della terra è stato il terzo appuntamento mondiale dei giovani della pace. Arrivati il 27 agosto alle ore 18.00 sono stati accolti nel piazzale di Collemaggio, a seguire una veglia di silenzio e di riflessione alternata da testimonianze e musica, proposte di riconciliazione tra i giovani e la società degli adulti per dare un futuro al mondo d’oggi.

Quindi una marcia “ IO CI STO” conclusasi alle 030 alla chiesa del Torrione dove è conservata la Tecla di Celestino V. La lettura e la consegna alle Istituzioni del Messaggio dei Grandi della terra hanno chiuso in bellezza la straordinaria partecipazione di grande valore etico morale e per quel che concerne la solidarietà. Successivamente si sono alternate altre splendide iniziative degli scout e del volontariato,la veglia della notte della Perdonanza, biciclette pace e solidarietà a cura della polisportiva S. Quirico di Firenze. Il corteo storico della Bolla del Perdono di Papa Celestino V partito alle ore 16.00 del 28 agosto 2010 ha accolto le spoglie del Pontefice, a piazza Duomo, e raggiunto il Piazzale della Basilica di S. Maria in Collemaggio per l’apertura della Porta Santa e la celebrazione della S. Messa all’interno della Basilica.

 Ha partecipato a questo rito tanto antico quanto attuale il Cardinale Walter Kasper Presidente Emerito del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani.E’ stato lui a a bussare, secondo l’antica tradizione, con il ramo d’ulivo per tre volte sulla porta Santa della Basilica di Collemaggio orinandone l’apertura. Nel suo discorso, secondo quanto riportato dell’Osservatore Romano, giornale della Santa Sede, Monsignor Kasper ha trattato l’attualità del messaggio di penitenza, di perdono e di conversione interiore contemplato nel messaggio di Pietro del Morrone . Ha poi aggiunto che nell’Europa dei giorni nostri la Fede e la vita Cristiana si rapportano con una crisi profonda e preoccupante forse più di quella che sette secoli fa affligeva la Chiesa di Papa Celestino V.

Partendo da tale messaggio tutti dobbiamo ritrovare, ha concluso il porporato, la speranza e il coraggio per procedere ad una ricostruzione spirituale ancor prima che materiale o morale aggiungendo che la Misericordia di Dio fornisce sempre diverse change di cui si ha necessità impellente soprattutto in momenti di difficoltà e di prova come quelli del terremoto dello scorso anno. Hanno presieduto il particolare e toccante momento DI CHIUSURA DELLA PORTA SANTA il Vescovo metropolita dell’ Aquila Monsignor Giuseppe Molinari; il Vescovo ausiliario, quell’uomo di fede, di dialogo e di pace davvero una risorsa per la gente abruzzese, Monsignor Giovanni d’Ercole, il Sindaco del Capoluogo abruzzese l’On. Massimo Cialente. Come di consueto subito dopo la chiusura della Porta Santa il corteo del ritorno della Bolla,con dama e figuranti si è fermato a piazza Duomo non potendo raggiungere la torre Civica ubicata, purtroppo, ancora in zona rossa quindi non accessibile per motivi di sicurezza.

Alla cerimonia religiosa di conclusione della Perdonanza hanno partecipato anche alcuni familiari delle vittime del terremoto. Si sono verificate delle contestazioni al Sottosegretario Gianni Letta in rappresentanza del Presidente Berlusconi – che dal giorno delle elezioni non si è fatto più vedere all’Aquila ed in alcune dichiarazioni ha sfiorato l’offesa verso la sofferente gente abruzzese – da parte del popolo delle carriole e di alcuni esponenti dei comitati in difesa della città con l’esposizione di alcuni cartelli e striscioni che il buon senso delle forze dell’ordine, nonostante dei lievi strattonamenti, ha evitato egregiamente degenerassero. Lo stesso Sottosegretario è stato costretto a cambiare itinerario.Un cartello esposto caparbiamente recitava in dialetto:” Cialente vergogna, Molinari vergogna, Letta vidi di Jittenne”.

Bene hanno fatto a mio modesto parere poiché senza di loro non si sarebbe spesa una sola parola sulla ancor drammatica situazione post terremoto. Ai manifestanti, a margine delle celebrazioni, hanno risposto garbatamente il Sindaco Cialente e Monsignor Giovanni D’Ercole. Il Sindaco invitando i cittadini a cogliere il messaggio della Perdonanza e non dividersi per il bene della città. Il Presule da parte sua ha ribadito che lo scontro deve diventare dialogo in quanto la ricostruzione avverrà non solo grazie a bravi e onesti tecnici e professionisti ma anche se vi sarà un tessuto di relazioni umane.

9 commenti

  • rita cardarelli scrive:

    Proprio adeguato “Perdonanza per la speranza”! Celestino si riporta in Basilica i sogni, le speranze e i timori di tanta gente piu’ o meno credente nel senso religiosa ma sicuramente animata da un sentimento comune, la speranza!

  • Giuliana Mondot scrive:

    Nando il tuo articolo e molto bello.
    Speranza e la vera citazione.

  • Maria Antonietta scrive:

    Partecipando personalmente a tale meravigliosa festa, ho potuto toccare con mano l’impegno e l’enorme lavoro che i cittadini Aquilani hanno fatto, per la riuscita della Perdonanza. Nonostante le enormi difficoltà dopo il terribile sisma che li ha piegati, gli Aquilani sono riusciti, come ogni anno, a portare meravigliosamente a termine la festa…Bellissima poi la citazione “La Perdonanza della Speranza”. Bravo Nando per il tuo resoconto.

  • Marisa Milone scrive:

    Complimenti Nando, come al solito, sei stato bravissimo a raccontare il corteo della bolla del perdono senza dimenticare nessun dettaglio.
    Da questa cronaca, così ricca di quei particolari importanti e significativi che hanno contraddistinto l’emozionante manifestazione di quest’ anno, detta,non a caso, della speranza, il lettore riesce a cogliere il vero spirito e la vera essenza della perdonanza di Celestino!
    Bravo, bravo davvero!

  • Claudia scrive:

    Che bell’articolo complimenti Direttore a lei e all’articolista di cui sono un’affeziona lettrice anche se non oso inviare recensione poichè non ne sarei capace. Stavolta mi sforzo pur di riuscirci. Sono commossa innanzitutto dal nome :”la Perdonanza della speranza”Che la speranza fiorisca in ogni famiglia, quindi anche nella sua ed in tutti i partecipanti alla suddesta manifstazione

  • naradom scrive:

    E’ sempre interessante la rievocazione fatta da Nando, delle origine storiche da cui nasce la manifestazione religiosa, che dal terremoto ha assunto una valenza assai maggiore per tutti gli aquilani.

  • Astori Umberto scrive:

    Grazie!
    Sei entrato nell’animo della Perdonanza Celestiniana,
    descrivendo con passione ogni evento.

    Mi unisco anch’io alla citata SPERANZA.
    Con amicizia all’Aquila ferita, ormai pronta a risollevarsi,
    ecco un mio semplice pensiero:

    La Bolla del Perdono
    è semina di Fede
    nella terra del pianto.

    Unisce i frutti del lavoro
    nell’abbraccio d’Amore
    reso vivo dalla GRAZIA.

    È ricchezza di Vita serena
    pronta a trovare amici
    nel cammino di Speranza.

    Umberto Astori
    30 agosto 2010

  • Emanuele Toni scrive:

    Un resoconto chiaro e puntuale su quello che è stata la festa aquilana di quest’anno. Speriamo vivamente che questa ‘Perdonanza della Speranza’ conduca verso una nuova era di gioia e unione nella terra abruzzese.

  • tony scrive:

    Queste manifestazioni, oltre ad avere un aspetto religioso, servono a far si che alcune situazioni vengano nuovamente messe in evidenza. chi ha reagito in quel modo l’ha fatto solo affinchè non venga dimenticata la la Tragedia che ha colpito la gente d’Abruzzo.

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