La personale di Enzo Martocchia, tenutasi presso lo chalet “Ventonotturno” di Villa De Riseis a Pescara sino allo scorso 5 ottobre, ha confermato tutta la poliedricità dell’artista pescarese.
La lunga carriera di vignettista, per periodici, giornali e riviste, ha rappresentato un viatico di prim’ordine per Martocchia, ora alle prese con la pittura. Pittura con la quale si cimentava già da tempo (come ricorda lo scrivente) ma che non aveva il risalto opportuno nelle sedi che “contavano”. Ora, Enzo Martocchia, fratello di quell’indimenticabile Sergio di Parma (funzionario della vecchia Sip per tanti anni), ha dimostrato di possedere una verve culturale anche con il pennellino.
Prova ne sia, appunto, questa mostra, alla quale hanno partecipato anche critici che non si aspettavano di vedere un Martocchia così prodigo anche nella pittura. Una pittura semplice e lineare, circostanziata nelle immagini di una città (Pescara), che con il tempo ha mutato l’ordine che madre natura gli aveva impartito. Ecco dunque il porto, le barche, il campanile di San Cetteo, fattori impregnati di colori vivi e luminosi, proprio come Enzo Martocchia, al quale la città intera dovrebbe render omaggio per la sua arte. Arte semplice, ma significativa.

