Cepagatti: i 75 anni delle Suore della Divina Provvidenza

Cepagatti, suggestivo borgo dell’entroterra pescarese si appresta a celebrare i 75 anni di presenza delle suore della divina Provvidenza dell’Istituto di Roma, ordine fondato da suor Maria Elena Bettini; l’apertura della casa, oggi chiamata Comunità “S. Bambino di Praga”, avvenne nel lontano 3 gennaio 1935 con madre Costanza Trinca, suor Ernestina Capponi e suor Cecilia Cantamaglia. Negli anni si sono susseguite ben 15 madri superiori, fino all’ultima, entrata in carica nel 2000, madre Fulvia Verzilli superiora essendo madre generale suor Maria Carmen Pezzi.. Il merito di questa benefica presenza va all’indimenticato Don Ciccillo Santuccione, medico mecenate, primo podestà dell’era fascista che fu fondatore dell’asilo infantile per onorare la memoria della consorte scomparsa, chiamando appunto a Cepagatti le suore. A lui lo scrittore Angelo Umberto Scarano (1880-1970) dedicò una famosa novella in dialetto ove l’insigne personaggio viene descritto come “nommene bbone, giuste e coscienziose e tutte i vulevene bbene e li rispittevene….sempre ngire pe le visite….lu metiche li faceve nchi passione.”

La commemorazione dello storico evento voluto dall’Amministrazione Comunale, in primis dal sindaco dott. Francesco Cola e dall’Assessore alla Pubblica Istruzione rag. Gino Cantò, avrà luogo il 12 settembre a Cepagatti con una messa di ringraziamento presso la Chiesa di santa Lucia (ore 11) e nel pomeriggio con la commemorazione dell’evento e del fondatore Francesco Santuccione (1850-1936) presso l’oratorio parrocchiale in via Raffaele D’Ortensio, con una mostra documentaria e fotografica relativa alle attività svolte dalle suore in questi 75 anni, mostra preparata con cura certosina da Mira Cancelli. Sarà dato spazio alle immagini che parlano più di ogni voce e a documenti vari.

Per l’occasione la suddetta professoressa Mira Cancelli, artista assai nota ai nostri lettori per aver rilasciato qualche tempo fa una lunga intervista ad Abruzzo Cultura, che dell’asilo è stata alunna, in una sentita testimonianza dal titolo assai significativo “75 anni d’amore”, ricorda così con struggente malinconia gli anni della fanciullezza trascorsi nella sua aula, quando era seduta sulle piccolissime sedie davanti ai banchi. ”Le nostre maestre ci porgevano i cubetti di legno e ci guidavano a costruire ciò che la nostra fantasia ci suggeriva…Delle suore mi restano nella memoria la loro cuffia rigida nera, come il loro abito ampio e il masticare le caramelle con le labbra serrate… noi piccoli invece le sbattevamo per far vedere che gustavamo meglio ciò che ci davano anche a pranzo!”

In questa suggestiva ricorrenza i sentimenti che gli alunni e le alunne di quell’asilo, ma direi tutta la cittadinanza intende esternare, sono quelli di una doverosa gratitudine anche per l’attività svolta dalle suore nell’ambito parrocchiale e di catechesi e nell’ambito dell’attività della scuola di ricamo per le giovani che preparavano il corredo.