“La chiesa perduta”, ovvero “la vicenda della chiesa di San Matteo” di Teramo è una delle ultime fatiche di Federico Adamoli, studioso e discendente della storica famiglia teramana.
Dotato di quello spirito critico tipico del ricercatore, letterato di storia patria, Federico è responsabile del sito di famiglia (www.adamoli.org). Ed è proprio da questa enorme mole di documenti (la maggioranza dei quali inediti), ha tratto fonti ed ispirazione nel dedicare a questa stupenda chiesa un buon volume, prodotto in proprio, nel quale ripercorre le tappe salienti di tutti gli eventi che condussero alla demolizione della chiesa. Era il 25 ottobre 1940, quando il Podestà Adamoli ne delibera la demolizione.
Ma quali furono i motivi che fecero propendere per la soppressione? “…nonostante gli accorgimenti tecnici adottati dalla Provincia nel corso dei lavori di demolizione dell’ex convitto, accorgimenti dal carattere precario e legati all’esigenza della demolizione, non è stato possibile garantire la staticità dell’edificio, che in pratica una volta isolato dal resto del fabbricato non sarebbe più in grado di sostenere se stesso in assoluta sicurezza”. La chiesa, come si ricorderà, era situata nel tratto di Corso San Giorgio all’altezza dell’omonimo largo, di fronte alla Prefettura.
Con la scomparsa di questa chiesa, e successivamente del Teatro Comunale, Teramo perdeva due degli edifici storici della città. Ci vorranno oltre venti anni dalla demolizione della chiesa prima che sia riaperta al culto in piazza Garibaldi non la “ricostruenda” chiesa di San Matteo, ma una chiesa dedicata al Cuore Immacolato. Documenti inediti e fonti inoppugnabili testimoniano la profondità del lavoro di Adamoli, secondo cui sull’abbattimento della chiesa un ruolo l’ha anche fatto “l’atteggiamento ostile del fascismo nei confronti della chiesa barocca”. Quello stile, ai fascisti, appariva “lezioso, degradato”, mentre oggi, dopo oltre 60 anni nell’area dove insisteva la chiesa c’è solo una “piccola area vuota”, largo San Matteo.
Federico Adamoli, “La chiesa perduta” – La vicenda della chiesa di San Matteo, Libri Artigianali, p.i.p., Teramo.
Gioele, il centro storico di Teramo è quasi il doppio di quello di Atri…poi vabè, quello di Atri è meglio conservato, nn ci sono stati (buon per loro) gli scandalosi abusi edilizi commessi a Teramo ma quello teramano è nettamente più grande per estensione…saluti da Teramum
Io sono di Silvi, a Teramo ho alcuni amici, e spesso sono andato in questa città. Guarda, ci sn belle cose da vedere ma nn mi è parsa un granchè (intanto è + grande il centro storico di Atri ke quello di Teramo…).
Ho visto il portico medievale di corso De Michetti, verso porta Madonna, con un bruttissimo palazzo moderno sopra, poi i vicoli vanno a sbucare in mezzo a case moderne….. cioè a Teramo sono stati fatti abusi edilizi e scempi architettonici pazzeschi. I miei amici mi hanno raccontato ke c’erano tantissime chiese a Teramo, e oggi solo in minima parte sono rimaste: chiese stupende (come la stessa San Matteo) distrutte per motivi futili. Ad Atri è del tutto diversa, è tutto molto + curato ( e di recente hanno riaperto il Duomo e il Teatro romano).
concordo pienamente con Giancarlo…io mi chiedo…perchè manca questa mentalità a Teramo?io credo che bisognerebbe iniziare a valorizzare e pubblicizzare tutto il nostro patrimonio artistico(monumenti,reperti archeologici,chiese ecc) e nn lasciarlo in quel vergognoso stato di abbandono…il teatro romano credo si possa prendere come esempio più evidente…erbacce da tutte le parti,immondizia pèr terra,per nn parlare poi di quell’obrobrio in cemento recentemente realizzato per sostenere Palazzo Adamoli(ma nn doveva essere abbattuto?!) o anche quelle abitazioni diroccate proprio difronte al teatro(dove sono i parcheggi a pagamento,tanto per capirci)…tutto questo lascia un eventuale turista a Teramo davvero di stucco…e nn per la bellezza dei luoghi!!!..e vogliamo parlare della scarsa illuminazione notturna di molti nostri edifici storici religiosi e non?!un’azzeccata illuminazione renderebbe la nostra città ancora più carina nelle ore notturne!…se iniziassimo ad acquisire una mentalità diretta al recupero di beni lasciati lì a marcire e a valorizzare quanto di decente abbiamo ancora,ne beneficeremmo tutti,soprattutto in termini di turismo in città…perchè Teramo ha tutti i numeri per poter attrarre visitatori ma….dovremmo iniziare a darci da fare!…ciao
ho dimenticato di citare il ponte degli impiccati, ieri sotterrato ed oggi riesumato ed abbandonato a se stesso senza un minimo di intervento conservativo.
La domus romana in piazza S.Anna cosa dire? e gli altri scavi ad essa adiacente , cominciati e poi abbandonati.
Bè, oggi sicuramente non abbattiamo più certi monumenti o vestigia del passato, ma certamente non siamo tanto bravi nel conservarli e manutenzionarli nel modo dovuto!
( vedere per esempio il teatro romano , la fonte della noce, la targa a ricordo della casa della poetessa Giannina Milli ecc. ecc.)