Di tanto in tanto ci dilettiamo a leggere poesie, a volte per il solo gusto di assaporare parole e pensieri altrui, altre volte invece perché esse possano rappresentare per noi un termine di paragone:confrontiamo le nostre esperienze con quelle espresse dall’autore sentendoci chiamati in causa, immergendoci nella bellezza dei versi, facendoci cullare da emozioni senza tempo , ascoltando il nostro cuore che passeggia lentamente tenendo per mano i versi.
In alcuni casi però può accadere che una poesia letta rimanga particolarmente impressa nella nostra mente e non ci stanchiamo di leggerla continuamente: se solo il tempo ci venisse incontro la leggeremmo all’infinito perché quelle stesse parole per noi risultano indimenticabili e l’unica cosa che possiamo fare è condividerla con gli altri cosicché le emozioni possano essere gustate da molti e si possano salutare i versi con lo stesso entusiasmo con cui si dà il benvenuto alla bella stagione , con la stessa gioia con cui un bimbo riceve una carezza dalla propria madre, con la stessa commozione con cui si osserva un sole nascente , annunciatore di un nuovo giorno.
Difendimi
O se vivere è appassire
custodisci la fuga del tempo
liberando allo spazio un pigmento
l’arsa condizione della campagna
la primavera che non tarda
il volo, il tratto, la sagoma di un lancio
la caduta di una pietra nello sguardo.
Il laccio che ci lega a questa sponda
la marina illuminata e l’onda che non tiene;
a notte solo ricordi, una mano nei capelli
e la riva sui polpacci, il mare che tradisce
riconquista l’epidermide, le fessure
di un torace a cielo aperto: la sede
indimostrabile di un organo.
Difendimi dal pianto di una vita
perché sono una casa divisa da stanze
corridoi lungo i perimetri delle stagioni
cucine sfatte di pranzi e visi, odori
come tarli avvitati ai tavoli, muscoli
che esplodono per non appassire
non dimenticarti, quando sono lontano da te.
Andrea Cati
Parole forti e versi intensi sono utilizzati dal giovanissimo poeta Andrea Cati, in questa poesia dal titolo “Difendimi” inserita all’interno del suo “scrigno poetico” rappresentato dalla sua altrettanto giovane raccolta “Eppure io mi innamoro” , dove molte sono le poesie con le quali egli è riuscito a far parlare il cuore, emozionando con la sua sapienza filosofica e con la sua accorta eloquenza.
Ha saputo unire perfettamente l’emozione all’immagine regalando al lettore panorami che lasciano spazio all’interpretazione. “..il laccio che ci lega a questa sponda..”e ancora: “..difendimi dal pianto di una vita..” , non c’è mistero in questi versi ma un’attenta analisi della realtà che per essere delineata si lascia aiutare dalle parole e proprio quest’ultime cercano di vestire il mondo reale. Leggendo la poesia si può capire facilmente che l’autore fa della scrittura un momento della sua vita: la passione per la poesia è un evidente momento di riflessione, il cui sfondo è la città di Pescara in cui attualmente egli risiede mentre le parole diventano i mezzi per coinvolgere anche i lettori in momenti che altrimenti verrebbero dimenticati o impropriamente messi da parte; attraverso le sue espressioni Andrea riesce ad invitarci a riflettere ed a guardare dentro di noi , ma non solo, perché anche il nostro passato diventa protagonista indiscusso della nostra vita e si trasforma in quella fotografia che conserviamo nella nostra anima e che sa farci ridere ma sa farci anche disperare.