Premetto di essere un Cristiano dichiarato e di non avere alcuna pulsione anticlericale. Detto questo, vi racconto una cosa curiosa che mi è successa di recente, un epidosio apparentemente marginale, ma che mi ha molto colpito, e che mi accomuna a tutti coloro i quali costruiscono e ampliano casa, nonché a quelli che la comprano nuova: diventiamo finanziatori della chiesa del quartiere.
Tutto parte dalla famigerata legge Bucalossi, uno dei tanti balzelli imposti dallo Stato ai cittadini, in basa al quale chiunque costruisca o ampli un edificio deve pagare al comune una tassa, esorbitante peraltro; in teoria la si deve perchè con essa vengono coperti gli “oneri di urbanizzazione”, ossia la costruzione di quei servizi a contorno delle aree abitate, ossia della casa stessa, quindi strade, fognature, illuminazione pubblica etc.
Siccome sto ristrutturando casa, sono incappato anche io in questa legge e ho dovuto tirare fuori una somma raccapricciante per poche decine di metri quadri abitabili. La cosa curiosa è avvenuta al momento del pagamento, quando sono stato costretto a fare due diversi versamenti (quindi con doppie spese di pagamento e gioia della banca tesoriera): un versamento per la “quota al comune” e un versamento per la “quota alla chiesa”. Quota alla chiesa, mi sono chiesto, e che diavolo è? Mica sono un parroco. Io costruisco una casa privata. Essendo giornalista ho deciso di indagare.
In un sito molto informato (http://www.softwareparadiso.it/studio/lex-10del77bucalossi.htm) ho trovato questa nota che spiega come funziona la famigerata Bucalossi:
Art. 12 – Destinazione dei proventi delle concessioni
I proventi delle concessioni e delle sanzioni di cui agli articoli 15 e 18 sono versati in conto corrente vincolato presso la tesoreria del comune e sono destinati alla realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, al risanamento di complessi edilizi compresi nei centri storici, all’acquisizione delle aree da espropriare per la realizzazione dei programmi pluriennali di cui all’articolo 13, nonché [, nel termine massimo del 30 per cento,] a spese di manutenzione ordinaria del patrimonio comunale.
Il bello è venuto fuori approfondendo, dato che ne tra le opere primarie ne quelle secondarie c’è traccia della parola “chiesa”. E allora cosa avevo pagato io in banca? Eppure la ricevuta parlava chiaro: “chiesa”. Ho fatto allora ricerche incrociate su Google, con varie serie di parole chiave, ma nulla. Eppure avevo pagato, diavolo se avevo pagato. Finalmente sono finito su un sito che si chiama uaar.it e ho trovato un documento pdf davvero illuminante, che suggerisco a tutti di leggere.
Lo trovate all’indirizzo http://www.uaar.it/uaar/documenti/148.pdf
E li ho estratto questo brano che svela l’arcano e spiega cosa e perchè ho pagato:
Gli oneri di urbanizzazione sono stati introdotti dalla legge legge 28 gennaio 1977, n. 10, c.d. “legge Bucalossi”. La materia è oggi regolata dal decreto legislativo 6 giugno 2001, n. 380, contenente il Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia.
Gli oneri di urbanizzazione sono contributi, dovuti ai Comuni, da coloro che realizzano interventi di costruzione e di trasformazione edilizia. Il rilascio del permesso di costruire comporta la corresponsione di un contributo commisurato all’incidenza degli oneri di urbanizzazione nonché al costo di costruzione. Gli oneri di urbanizzazione sono dovuti a titolo di partecipazione alle spese che i Comuni sostengono per l´urbanizzazione del loro territorio.
Si distinguono in oneri di urbanizzazione primaria e secondaria. Gli oneri di urbanizzazione primaria sono relativi a questi interventi: strade residenziali, spazi di sosta o di parcheggio, fognature, rete idrica, rete di distribuzione dell’energia elettrica e del gas, pubblica illuminazione, spazi di verde attrezzato. Gli oneri di urbanizzazione secondaria sono relativi ad altri interventi: asili nido e scuole materne, scuole dell’obbligo nonché strutture e complessi per l’istruzione superiore all’obbligo, mercati di quartiere, delegazioni comunali, chiese e altri edifici religiosi, impianti sportivi di quartiere, aree verdi di quartiere, centri sociali e attrezzature culturali e sanitarie.
I comuni sono obbligati a versare l’8 per cento (si badi, non l’8 per mille) degli oneri ricevuti per l’urbanizzazione secondaria per le chiese. Cito per tutti il caso della legge regionale lombarda n. 12 del 2005 che, in un apposito articolo, obbliga i Comuni a versare l’8 per cento dei proventi degli oneri di urbanizzazione secondaria agli “enti istituzionalmente competenti in materia di culto della Chiesa Cattolica”. La possibilità che altre confessioni possano accedere ai finanziamenti previsti è limitata dalla richiesta di «una presenza diffusa, organizzata e stabile nell’ambito del comune» e dai criteri di ripartizione, basati sulla «consistenza e incidenza sociale delle rispettive confessioni» (artt. 70 e 72).
L’obbligo esiste in tutte le regioni, per tutti i comuni d’Italia. Ogni anno alcuni miliardi di euro passano dalle casse comunali a quelle della chiesa cattolica, anche là dove c’è carenza di asili nido e di scuole materne, che pure riguardano l’urbanizzazione secondaria, mentre non c’è carenza di chiese cattoliche, anzi c’è abbondanza. Ormai in Italia il numero delle chiese è eccessivo rispetto al numero di cittadini che le frequentano e non c’è più bisogno di costruirne ancora. Molte rimangono chiuse il maggior numero dei giorni della settimana, del mese o dell’anno. Da notare che anche quelle non usate o poco usate sono esenti dall’Ici.
Alcune vengono aperte un giorno all’anno per la festa del santo al quale sono dedicate. Basterebbe nella finanziaria un piccolo comma per disporre che quest’obbligo è abrogato e i comuni avrebbero più disponibilità, o meno carenza, per soddisfare bisogni collettivi veri e più importanti.
Quindi, per chi non lo sapesse, al momento in cui deciderete di costruire casa o di ampliarla dovrete versare una quota per costruire la chiesa del quartiere. A me naturalmente non crea problemi, anzi, sono ben felice di donare il denaro, frutto del mio lavoro, alla chiesa che tanto ne ha bisogno. Però magari a chi si sente anticlericale, ateo, agnostico, comunista, buddista, etc….forse non fa tanto piacere dover “partecipare” a questa colletta obbligatoria. Anche chi acquista una casa nuova dal costruttore paga il suo obolo alla chiesa, dato che l’impresa l’ha versato per lui e deve ovviamente recuperarlo dalla vendita.
E comunque sia, anche a me, Cristiano dichiarato, avrebbe fatto piacere saperlo prima…
Concludo con una nota curiosa: internet è un oceano di informazioni. Che strano – mi sono detto – che in quel vasto mare non vi fossero tracce di una simile “particolarità” di questa tassa, eppure muove verso le casse del Vaticano una discreta somma di denaro: l’8% di tutte le Bucalossi pagate in Italia, pensate quanti soldi sono. Sarà un raro caso di smemoratezza collettiva o una voluta censura? Mah…
qualcuno può linkarmi il testo della legge dove si impone ai comuni di pagare alla Chiesa questo famigerato 8% degli oneri derivanti dall’urbanizzazione secondaria? grazie in anticipo!
E poi dicono! ” tutti abbiamo diritto ad avere una casa “con i costi che ci sono prima di costruire ,poi la costruzione come si fa.Il lavoro(sicuro) che manca per fare un mutuo nn ce’e nn parliamo delle tasse che gravano su tutto ,per usufruire di cosa ?per delle visite mediche son dovuto andare a pagamento altrimenti se ne parlava tra 3 mesi . che vadano al diavolo tutti
clara, le zone agricole (ZONA E) è esente dagli oneri.
informati bene,
buona giornata
Si paga sempre, è come il pizzo…
ho letto con piacere tutto il suo articolo,dovendo a breve pagare anche io, con molti dubbi, mi chiedo se chi vive in una zona artigianale abbandonata, nella quale i servizi di corrente elettrica, acqua potabile,sistema fognario,linea telefonica sono stati tutti “portati” a spese proprie, debba adempiere al pagamento totale della bucalossi e se non si possa ottenere uno sconto ragionevole visto che non ci sono scuole aree verdi chiese e servizi di alcun tipo.aspetto risposte e suggerimenti. grazie
HO LETTO L’ARTICOLO PRECEDENTE E SONO RIMASTO STUPEFATTO DALLE INFORMAZIONI RELATIVE AL PAGAMENTO DELLA BUCALOSSI CHE IN PARTE VA A FINIRE NELLE CASSE DEL VATICANO. NON BASTA FORSE CHE IL VATICANO RISULTA UNO DEI PRIMI SE NON IL PIU’ RICCO DEL MONDO?? CON TUTTE LE TASSE CHE PAGHIAMO TUTTI E CON TANTISSIME FAMIGLIE CHE SI TROVANO IN DIFFICOLTA’ ECONOMICHE, SAREBBE SECONDO ME PIU GIUSTO AIUTARE QUESTE E NON LE CHIESE CHE EFFETTIVAMENTE RISULTANO IN GRAN PARTE CHIUSE. VISTO CHE LO STATO VATICANO è COSI’ RICCO PERCHE’ NON PENSA A PAGARE LEI STESSA LE PENSIONI AI PRETI E ALLE SUORE INVECE CHE ESSERE LO STATO E CIOE’ NOI A DOVERCI SOBBARCARE ANCHE DI QUESTO PESO?? SCUSATE LO SFOGO MA SPERO CHE PER IL FUTURO QUALCHE COSA POSSA CAMBIARE ……..