recensione: Paolo Grugni, “Italian Sharia”
Scritto da Giulia Sperini il 25 maggio 2010
Paolo Grugni racconta una vicenda drammaticamente attuale, una “storia disperata e disperante”. Il suo libro é frutto di fantasia, “ma per una volta, qualsiasi analogia con fatti, luoghi e persone, vive o scomparse, non é assolutamente casuale”.
Siamo in Toscana, tra le province di Prato e Firenze. E’ il mese di giugno del 2009. Una giovane donna marocchina trova la morte per mano del padre. L’uomo l’ha sgozzata “perché non era una buona mussulmana”. Nel frattempo, subito dopo l’assassinio, la sorella della ragazza uccisa scompare nel nulla.
Uno scrittore del luogo (io narrante), mosso esclusivamente da spirito caritatevole (“altrimenti avrò la coscienza eternamente fuori posto”), decide di cercarla. Egli infatti è convinto che l’allontanamento della ragazza non sia volontario e che la giovane subirà la stessa sorte della sorella. Quindi darà il via ad una corsa contro il tempo al fine di trovarla e metterla in salvo.
Il romanzo, aperto e incisivo, mette a confronto culture, religioni e popoli diversi. Parole dirette e taglienti, sottolineano la tendenza degli esseri umani a trincerarsi, sempre più spesso, dietro un estremismo culturale fallace e limitante. Riflessioni ispirate e comunicative, evidenziano la dilagante incapacità di accettare i differenti modi di vivere e di pensare dei propri simili. Dialoghi fluidi e incalzanti, raccontano la crescente difficoltà di coesistere nel rispetto reciproco.
“Italian Sharia” si rivela dunque, un viaggio in una realtà che ospita una pluralità di credo e di etnie. Un’indagine graffiante sulle ragioni che ispirano e giustificano le diversità religiose e culturali. Una denuncia lungimirante sul rischio che “le forze ctonie della xenofobia” prendano “il sopravvento e il senso di rassegnazione” diventi “più forte dell’etica della responsabilità”.
(Paolo Grugni, “Italian Sharia”, Gruppo Perdisa Editore, pp. 203, Euro 14,00)
Un commento
Lascia un Commento




Di qualsiasi etnia sia l,uomo in qualità di maschio non accettando con democrazia le differenze sfocia sempre con violenza e morte .