“Arriva il Cavaliere!”, il film “ritrovato” da Marisa Solinas

Carlo Ponti e Mario Monicelli con Steno, Silvana Pampanini e Tino Scotti, Marcello Marchesi e Vittorio Metz, Nino Rota e Age Scarpelli: la storia del nostro cinema in un film, protagonista lo “Charlot Italiano” del “ghe pensi mi”, e la dea della bellezza Silvana Pampanini. Sarà proiettato il 14 maggio alle ore 21 al Cinema Gnomo di Milano, con una introduzione del suo regista, il grande Monicelli.

Mario Monicelli e Marisa Solinas
Mario Monicelli e Marisa Solinas

Direttore della fotografia un nome importante, Mario Bava, degli altri non serve indicare l’intervento nella pellicola, da produttore e regista agli interpreti, dall’autore delle musiche agli sceneggiatori. E’ una serata-evento e una rivista culturale come la nostra è lieta di annunciarlo, si festeggerà Monicelli, maestro del cinema, il giorno precedente il compleanno del 15 maggio, promotori il sindaco di Milano Letizia Moratti con l’assessore alla cultura e l’attrice Marisa Solinas. E’ lei che ha “ritrovato” il film “E’ arrivato il Cavaliere!”, e siamo lieti di vederla ancora protagonista, abbiamo parlato di recente di lei per l’“Uomo Fiammifero”, ne è stata la portafortuna: è il film del regista teramano Marco Chiarini, Vincitore del Festival del cinema indipendente di Foggia, poi Premio della Giuria al Festival del Cairo, infine tra le nomination per il miglior regista esordiente ai David di Donatello. I lettori ricorderanno il nostro servizio ora citato con la Solinas, e quello con lei alla presentazione del libro di Diane Ghirardo su “Lucrezia Borgia imprenditrice”: due eventi romani all’Arcadia delle Muse, il “cafè letterario” e ritrovo per cineamatori e amanti dell’arte presso Palazzo Barberini, dov’è il Museo di arte antica con la “Fornarina” di Raffaello.

A Marisa Solinas, dunque, il merito della riproposizione, da dividere con Mario Monicelli e i figli di Steno, cioè Stefano Vanzina, che vi hanno aderito immediatamente: sono Carlo ed Enrico Vanzina, famosi in proprio prima che figli d’arte. A sessant’anni dalla “Dolce Vita” anche questo può essere un modo di celebrarla, ma dalla parte degli emarginati. Il film tratta di una comunità di venditori ambulanti che non trovano pace, il proprietario del terreno dove si sono sistemati intende scacciarli volendo costruirvi una casa per la figlia che sta per sposarsi. Che fa il loro capo, il Cavaliere? Non affronta il problema sul versante urbanistico e neppure su quello abitativo. Manda a monte il matrimonio in una “pochade” godibilissima. Il futuro genero sparisce, non serve più costruirvi l’abitazione, pericolo scampato. Un lieto fine? Non ci piace rivelarlo, però questa volta dobbiamo fare un’eccezione: la pace torna per poco tempo, irrompe la metropolitana, e nulla può arrestarla, non c’è posto per le baracche. L’escamotage del “Tetto” di De Sica non può funzionare, e non sappiamo se il Cavaliere riesce ad escogitarne un altro. Il Cavaliere e il Leone” si intitola la manifestazione: del Cavaliere abbiamo detto, il Leone è Mario Monicelli. Chi può aver dimenticato “La Grande Guerra”, un affresco storico e di costume che seppe toccare tutti i tasti e le corde del sentimento, e dove si vide “come sa morire un italiano”, anzi due italiani così diversi anche etnicamente, ma uguali nel supremo sacrificio? Monicelli, che ci ha regalato quelle emozioni, presenterà il suo “Cavaliere” del 1950 “ritrovato”, con un meritorio e oneroso impegno personale, da Marisa Solinas. Un grazie di cuore a entrambi.

(ph. David Panone)