“Il Presidente Berlusconi tra gli invitati di Atri a Tavola”: immagino sarete tutti qui a leggere questa specie di scoop! Ebbene continuate a leggere perchè resterete sorpresi….
Apro la posta che arriva in redazione (virtuale, s’intende) e mi salta agli occhi un comunicato stampa, inviato da “Ufficio stampa Promoeventi” con il titolo che avete letto sopra. Resto a bocca aperta e corro a leggere. Leggo e resto ancora di più a bocca aperta.
Nel comunicato si scopre la verità: il titolo è solo uno specchietto per le allodole. Non avendo le ali (e non essendo quindi equiparabile geneticamente a un’allodola) non abbocco e mi infastidisco. Anzi, mi urto. Trovo scorretto e poco professionale inviare un comunicato stampa il cui titolo è “Il Presidente Berlusconi tra gli invitati di Atri a Tavola” quando la verità è ben altra, poichè risulta artatamente ingannevole.
Siate sinceri. Leggendo un simile titolo cosa avreste pensato? Che il Presidente Berlusconi era tra gli invitati della manifestazione, giusto? Ossia che era a tavola anche lui.
E invece il gioco di parole è sottile e diabolico….
Leggendo il comunicato stampa, si chiarisce che il Presidente ha solo inviato un messaggio per ringraziare di essere stato invitato. Facile invitare qualcuno potente. Gli si manda un bel plico con tanto materiale promozionale e un invito in pompa magna. Se il potente di turno (diciamo pure un suo segretario, perchè dubito che il potente legga tutta la posta che gli arriva) non è uno scostumato, incarica un suo fiduciario di segreteria di scrivere una bella lettera di rigraziamento e partecipazione, e di spedirla. Può anche darsi che nel caso di Atri a Tavola Berlusconi abbia letto tutto l’invito e si sia seduto a scrivere di suo pugno, piangendo lacrime amare per non poter essere presente, ma resta il fatto che non sarà a tavola ad Atri.
Il comunicato gioca infatti sull’equivoco di “invitato”. Berlusconi è stato invitato, e questo è vero, e viene quindi definito “tra gli invitati”, ossia tra coloro che sono stati invitati a essere presenti. Ovviamente la prima lettura della frase lascia pensare che egli fosse tra gli invitati=presenti alla cena. Un sottile inganno all’apparenza irreprensibile. L’ufficio stampa, a fronte di questa mia riflessione, dirà di aver scritto il vero, ossia che era invitato. Resta però l’inganno.
Ma il problema è più profondo. Sta nel fatto che molti uffici stampa cercano di veicolare le loro notizie, di fargli “bucare” il muro della stampa usando metodi che non sono a mio parere dignitosi. Non si può costruire una notizia su una manifestazione solo giocando sul fatto di aver invitato Berlusconi. Non è una notizia, è solo fumo colorato.
Per me questo non è giornalismo corretto. Se un ufficio stampa vuole far scrivere di una manifestazione deve essere bravo a far si che ciò avvenga per il suo valore, per il livello qualitativo, per l’organizzazione impeccabile, per la cornice pittoresca, per le peculiarità e le qualità dell’evento; non ricorrendo a trucchetti come quello di spendere il nome di Berlusconi, tra l’altro con un palese inganno grammaticale.
Capisco che l’ufficio stampa deve a tutti i costi far uscire notizie sull’evento dalla cui organizzazione viene pagato, ma esiste un limite della decenza e del ridicolo che non può e non deve essere superato, almeno da giornalisti con una deontologia e una coscienza professionale.