Intervista al teramano Marco Chiarini, regista del film indipendente “L’Uomo Fiammifero” (Italia, 2009 – 81’), prodotto da Cineforum Teramo e distribuito da Social Distribution. Attualmente in concorso all’Italian London Festival, la pellicola è stata finora presentata a Giffoni (Sa), Teramo, Roma, Bologna, Matera, Orvieto e Grosseto. Inoltre, sull’onda del grande successo – di pubblico e critica – fin qui ottenuto, verrà presto nuovamente proiettata al Multisala Smeraldo di Teramo.
Il tuo film (www.uomofiammifero.it) è uscito nel febbraio scorso, ma ha già ricevuto vari e importanti riconoscimenti, tra cui il primo premio al Festival di Foggia e il Premio Internazionale della Giuria al Cairo Children Film Festival. Poi sono arrivate le due nomination, per te (migliore regista esordiente) ed Ermanno Di Nicola (migliori effetti speciali visivi), ai Premi David di Donatello…
Sì, finora il film ha ricevuto riconoscimenti a tutti i festival e concorsi a cui ha partecipato, ma quest’ultima candidatura è stata davvero una notizia eccezionale, inaspettata. I Premi David di Donatello rappresentano un po’ gli Oscar italiani, e vengono assegnati da ben 1592 giurati dell’Accademia del Cinema Italiano. La premiazione avverrà il prossimo 7 maggio a Roma, ma per noi è già un grandissimo risultato far parte della cinquina dei finalisti: il nostro orgoglio è tanto più forte perché il film è stato interamente creato e ‘sofferto’ a Teramo. Sono infatti tutti teramani coloro che vi hanno principalmente lavorato: Pietro Albino Di Pasquale (sceneggiatura), Dimitri Bosi, Presidente del Cineforum Teramo (produttore), Enrico Melozzi (musiche), Fabio Fidanza (responsabile della comunicazione) ed infine Ermanno Di Nicola (effetti speciali visivi).
Il successo de “L’Uomo Fiammifero” è dunque frutto della creatività e dell’impegno di un gruppo di giovani uniti da una forte passione e determinazione: quali sono state le difficoltà maggiori che avete incontrato nella realizzazione di questo progetto?
Sicuramente l’ostacolo maggiore è stato quello di riuscire a conciliare il lavoro per guadagnare da vivere con l’urgenza di chiudere il film. Tutti hanno dato il loro contributo gratuitamente – sono state recuperate solo le spese vive – trovando nel tempo libero la possibilità di dedicarsi al film.
Il tuo è un film indipendente – realizzato con un budget “low cost” – che si avvale della Social Ditribution (www.socialdistribution.it), novità assoluta di distribuzione ‘dal basso’… cioè?
Abbiamo avuto molte difficoltà a proporre il film alle distribuzioni nazionali più titolate. Era già difficile far veder il film con il dvd ma, convinti comunque che il film avesse forti potenzialità, abbiamo pensato di farlo uscire lo stesso nei cinema, proponendolo direttamente all’esercente. Però nessuno sapeva del film in tutta Italia: allora, da un’intuizione di Fabio Fidanza, è venuta fuori l’idea di proporre il film ai circoli di cinema e alle associazioni radicate sul territorio (come il nostro Cineforum), per i quali sarebbe stato più facile trovare un pubblico per un’eventuale proiezione anche fuori Teramo.
L’ “Uomo Fiammifero” è un’idea che nasce da lontano, nel 2005, e in particolare da un libro da te scritto e illustrato insieme a Giovanni Di Feo. Raccontami un po’ qual è stata la genesi del film.
Il film è stato scritto sapendo già che lo avremmo prodotto con pochi soldi tra amici professionisti e che sarebbe stato girato d’estate, in funzione degli attori e delle “location” disponibili. E il limite economico ci ha condizionato, aiutandoci a capire cosa fosse davvero necessario alla storia, su cui poi investire maggiori energie. Passata la prima estate, però, ci siamo resi conto che sarebbe servito un budget minimo almeno per le spese necessarie; non avendo nessun finanziatore, ho deciso di mettere in vendita i miei disegni, gli acquarelli e le foto realizzate per la preparazione del film. Tutto questo poi è stato pubblicato in un libro, messo in vendita anch’esso, che ha finanziato la riprese; quindi il budget complessivo è stato raccolto dalla vendita del libro e delle tavole originali. Dopo tre mesi avevamo sopra la nostra scrivania poco più di 20.000 euro (di piccolo taglio) che erano il guadagno delle vendite, fortemente appoggiate da moltissimi amici e sostenitori. Per ovvi motivi abbiamo realizzato tutto il progetto con il budget che avevamo. Però c’è da aggiungere un dettaglio importante: si può girare con un budget ridotto solo se si hanno una troupe ed un cast che appoggiano la produzione, lavorando esclusivamente con il rimborso delle spese. Allora tutti sono proprietari di una percentuale del film prodotto in cambio del loro mancato guadagno come professionisti, dall’attore protagonista fino all’ultimo “runner”. Ci sono stati poi il Cineforum Teramo, Dimitri Bosi e qualche parente, che hanno dato concretezza a tutto il meccanismo produttivo, talvolta anche con fondi propri, ma sempre molto lontani dalle cifre solitamente utilizzate per un ‘normale’ film italiano.
So che la pellicola è stata interamente girata nelle campagne teramane; com’è avvenuta invece la scelta del cast?
Avevo ben chiaro in mente tutti gli attori da utilizzare nel film, che sono stati poi ‘scoperti’ nei modi più differenti: chi passeggiando, chi su suggerimento di amici e chi dalle esperienze con Dimitri Bosi nei laboratori di cinema all’interno delle scuole medie della provincia di Teramo.
Veniamo ora alla storia: durante l’estate un bambino di nome Simone (Marco Leonzi), spinto dalla noia e contro il volere del padre (Francesco Pannofino), decide di andare alla ricerca de “L’Uomo Fiammifero”… chi è questo misterioso personaggio?
“L’Uomo Fiammifero ha le gambe lunghe, cammina piano piano con una fiaccola in mano e lo si può scorgere solo una volta l’anno quando la luna è a forma di falce”: questo Simone ha scoperto attraverso meticolose indagini nei dintorni di casa sua. Le prime tracce ed indizi li ha recuperati con l’aiuto di sua madre, che però da qualche anno non c’è più. Nel suo cammino alla scoperta de “L’Uomo Fiammifero” Simone verrà aiutato da Lorenza, “mistero di occhi verdi”, ma incontrerà anche alcuni nemici, primo fra tutti Rubino.
Una pellicola ‘incantata’ e fantasiosa… qual è il motivo di fondo del film?
Il tema fondamentale è la felice creatività dell’infanzia: ho voluto cioè raccontare come i propri sogni vengano espressi al meglio quando si è bambini.
Tu il tuo sogno l’hai realizzato… possiamo dire che l’avventura di Simone sia in qualche modo una proiezione dei desideri che avevi da bambino?
Sì, sicuramente c’era dentro di me la necessità di riportare sulla pellicola le sensazioni – bellissime peraltro – che avevo a lungo indagato nella mia infanzia, anche se io non ho mai incontrato, a differenza di Simone, “L’Uomo Fiammifero”, né ho mai avuto amici immaginari con cui parlare.
“Un film per adulti accompagnati da bambini”, questa la definizione che hai scelto di dare alla tua favola poetica. Vorresti spiegare meglio ai nostri lettori cosa significa?
Significa che il film, se visto insieme ad un bambino, o meglio in una sala piena di bambini, ci entra con più facilità nel cuore. Sembrerà una follia, ma vi assicuro che è così. Provate e vedete se ho ragione…
Il film è stato presentato come evento speciale all’ultima edizione del Giffoni Film Festival (GFF) – dedicato al cinema per ragazzi – e proiettato, oltre che nelle sale cinematografiche, anche in varie scuole. Qual è stata la reazione dei più piccoli di fronte al mondo fantastico messo in scena ne “L’Uomo Fiammifero”?
Al festival di Giffoni la reazione è stata ottima e piena di entusiasmo; non ci immaginavamo tanta partecipazione ed un successo così fragoroso. Da lì abbiamo avuto per la prima volta la sicurezza che il film sarebbe piaciuto all’unanimità.
Quindi che tipo di riscontro c’è stato da parte del pubblico adulto?
Quasi identico: alla fine tutti gli spettatori escono con gli occhi lucidi. Solo la fascia degli adolescenti non apprezza il film, in quanto non riesce – considerata l’età di passaggio che l’adolescenza rappresenta – ad ‘entrare’ nella storia.
La critica ti ha definito “il Tim Burton italiano”… come ci si sente?
Io sono molto orgoglioso di questo accostamento, anche se talvolta i critici odiano fortemente, spesso a torto, un film e talvolta invece lo amano esageratamente, anche in questo caso a torto… Qualcosa forse ci sarà, ed è bello che nel mio caso si pensi a Tim Burton ma, per carità, è come mettere insieme “il diavolo e l’acqua santa”, in cui io (sia chiaro) sono l’acqua santa…
Quali sono, secondo te, gli ‘ingredienti magici’ che hanno contribuito alla riuscita del film?
Secondo me ce n’è uno solo: la sincerità di ognuno nel raccontare questa storia. Dalla sincerità è venuto fuori ‘l’anima’ del film che ha colpito ed emozionato tutti.
“L’Uomo Fiammifero” rappresenta la tua opera prima… ce n’è già qualcun’altra in cantiere?
Ci sono tante idee, alcune legate a Teramo, alcune a mie esperienze ‘folli’ passate ed altre a idee originali, ma per il momento ancora nulla di preciso e concreto.



Sono lieto di apprendere della nomination per Marco ai David. Un riconoscimento che non ritengo inaspettato, ma ampiamente giustificato e meritato. Il film non può e non deve passare inosservato.Naturalmente qui non parla solo l’amico di Marco (da quando l’ho conosciuto in occasione del suo incontro col pubblico presso la Libreria l’Arcadia delle Muse di Roma ho avuto una intuizione, condivisa da tutti gli intervenuti e da tutti coloro che hanno visto il film, che la pellicola avrebbe avuto successo), parla lo spettatore che si è emozionato come non capitava da tempo al cinema.
Gli incontri successivi con Marco, il richiamo del Dottor Levante ( ricordate i suoi articoli e l’appello a Gina Lollobrigida? ), sono sempre stati improntati a una forte simpatia e alla certezza che il film avrebbe avuto il posto che merita nella cinematografia italiana ed internazionale.
Forza Marco, hai già vinto con la tua semplicità e il tuo talento. Spero di essere presente ai David e di incontrarti trionfatore proprio all’Arcadia delle Muse che nel suo piccolo ti ha sostenuto, ha creduto in te e forse ti ha portato fortuna!
A prestissimo dunque, un abbraccio dai tuoi sostenitori!
Claudio