Non a caso il numero 17 ha rivelato il suo simbolo di negatività quando sabato i paesi europei si sono allertati per una nube di cenere vulcanica proveniente dal vulcano islandese Eyjafjallajokull. Gli esperti ci rassicurano dicendo che non ci sarebbero effetti nocivi per le persone, tuttavia sono stati sospesi molti voli e le conseguenze sul piano economico sono rilevanti. Negli ultimi anni gli sconvolgimenti climatici terrestri sono stati frequenti e imprevedibili, ascoltiamo spesso dai mass-media le conseguenze disastrose degli eventi sismici, in Italia come nel resto del mondo.
Una terra fragile quella sulla quale viviamo, sottoposta a continui e incessanti assestamenti che sul piano geologico sono naturali trasformazioni e testimoniano che le attività vulcaniche e sismiche hanno il solo scopo di liberare l’energia interna del nostro pianeta. La forza a lungo trattenuta nel nucleo interno della terra deve prima o poi trovare la sua strada e uscire allo scoperto producendo, purtroppo, danni ingenti e perdita di vite umane. La teoria della tettonica delle placche ci spiega come le zolle continentali tendono ad avvicinarsi e a scontrarsi lungo i margini dove la fragilità della terra risulta più critica e dove vulcani e terremoti sono distribuiti uniformemente. C’è anche chi ha interpretato questo ultimo evento una predizione del famoso personaggio Nostradamus.
R. Boscolo, studioso dei suoi scritti, ci fa presente come la 43esima quartina della II Centuria possa essere così interpretata:
“Durante l’apparizione di una stella i tre leader saranno fatti nemici tra loro, sarà colpita la terra della pace (Pacifico) con costante agitazione fisica di tutto il pianeta, Po e Tevere e il serpente sul bordo messo”.
Possiamo credere o non credere a queste rivelazioni che secondo Boscolo sarebbero premonitrici di future attività sismiche in Europa, certo è che l’uomo ha sempre avuto bisogno di trovare spiegazioni a eventi imprevedibili di cui non ha di fatto il pieno controllo. Ciò che tuttavia tutti possiamo riconoscere e valutare non ha bisogno di esperti o studiosi. Il clima sta irrimediabilmente cambiando e le stagioni non hanno più le caratteristiche metereologiche da alcuni decenni. Gli accordi internazionali per la riduzione dei gas responsabili dell’effetto serra rappresentano un passo importante per ridurre o almeno contenere il disastro ambientale già in evoluzione.
Accanto alle naturali trasformazioni che ci mostrano un pianeta “vivo” dobbiamo riconoscere le conseguenze negative dello sfruttamento delle risorse naturali che l’uomo ha perpetrato per tanti anni e che lo ha visto, indirettamente, responsabile della rottura dell’equilibrio ambientale. Il concetto di sviluppo sostenibile è contemplato negli atti del rapporto “Our Common future” del 1987:“ Sviluppo che garantisce i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri”. Su queste parole è doveroso riflettere e pensare non solo al presente ma al futuro che lasceremo in eredità ai nostri figli e nipoti, un futuro di cui tutti siamo artefici e, in qualche modo, responsabili.