Nonostante le critiche dalla Curia aquilana – o più precisamente da Monsignor Molinari, poichè il suo ausiliario Don Giovanni D’Ercole da buon pastore è sceso tra il suo popolo a spalare macerie cercando di capire le ragioni di tale iniziativa – domani per l’ennesima domenica consecutiva si torna in Piazza con spirito unitario e costruttivo per continuare a pulire Piazza IX Martiri dove il prossimo 25 aprile si terra una cerimonia commemorativa per ricordare i nove giovani aquilani trucidati dai nazifascisti il 23 settembre del 1943 alle Casermette.
A titolo di cronaca giova ricordare che la piazzetta in oggetto fino a qualche giorno fa era ricoperta di macerie e rifiuti di ogni genere ammucchiati fin sotto la lapide. Un situazione a dir poco indecorosa, scandalosa. Tutto ciò mentre tre domeniche fa, esattamente il 28 marzo u.s., la digos intervenne a sequestrare alcune carriole come se fossero armi o stupefacenti invece che arnesi da lavoro impegnati, con la ferrea volontà dei loro proprietari, a ripulire la città. Una misura sconsiderata esagerata oltre qualsiasi logica di legalità ed intelligenza. E’ doveroso ricordare cha una dei promotori della mobilitazione delle carriole: il prorettore dell’Università Giusi Pitari ha ribadito in un’intervista che quella della domenica non è una manifestazione politica ma solo il modo di ritrovarsi in centro per fare qualcosa di buono di utile alla città. Io l’ho sempre scritto e ribadito in ogni circostanza: si tratta di una dimostrazione d’amore per l’Aquila ferita, ma non piegata dal terremoto.
Quindi tutte le belle iniziative: dalle carriole, a un fiore per l’Aquila, alla gara podistica della solidarietà di domenica scorsa dal Capoluogo a Onna altro non sono che un limpido, profondo, attaccamento alla città. Esse servono a non far spegnere troppo presto i riflettori sul problema sisma esortando costantemente le autorità competenti al rispetto delle esigenze dei tanti abitanti nelle realtà del cratere sismico e soprattutto quelli che, suo malgrado, sono ancora “ confinati” in una stanza d’albergo sulla costa. Lontano dalla sua città, dalla sua gente e dai tanti affetti.Tante le rimostranze di persone anziane che vogliono tornare nella propria zona e ritrovare quel clima di solidarietà e socialità ormai scomparso, oserei dire demolito con le case. Intanto domani le carriole porteranno, nella tenda di piazza Duomo, libri donati da semplici cittadini e associazioni per allestire una biblioteca. Un ripresa della vita culturale ed un omaggio alla giornata mondiale del libro. In questo scenario fatto di buona volontà ed impegno tutti debbono fare la propria parte onde evitare reazioni estreme di gente che non ha più nulla se non la dignità e l’orgoglio di essere abruzzese. Ben sappiamo che la reazione della disperazione è incontrollabile e, se non interpretata e dirottata nel verso giusto, può avere risvolti davvero drammatici.
L’ultima, compostissima, manifestazione- quel mare di fiaccole che ha illuminato la notte del sei aprile, primo tragico anniversario del terremoto – ha dimostrato il dolore per il ricordo di coloro che non ci sono più. I loro nomi ed i relativi rintocchi di campana hanno commosso i trentamila partecipanti che con i volti rigati dalle lacrime ascoltavano in un assordante silenzio che spaccava il cuore. Una mia cara amica di Cabbia, partecipante alla fiaccolata e alla veglia del ricordo, con cui non sono riuscito a vedermi quella sera a causa dell’altissima partecipazione, quando ci siamo sentiti dopo un paio di giorni mi ha detto che è stato meglio non incontrarci tanto era rattristata e sconvolta da non volersi far vedere in quelle condizioni. Analogo richiamo sento di rivolgere alla stampa perché, come le emittenti locali tra cui primeggia Tvunoaq, grande tv locale al servizio del territorio e della sua gente, riporti un’informazione giusta, obiettiva e non falsata. Cosa che fino ad ora non è stata. Già da svariati mesi era passato il messaggio che la situazione all’Aquila era pressoché normalizzata: bugia madornale. Tanti miei amici, conoscenti e colleghi mi dicevano che la città era ripartita e tante realtà del centro storico erano state sistemate per cui si era protesi verso l’agognata normalità: un vero miracolo. Alle mie precisazioni, dati alla mano, rimanevano sbalorditi ed increduli.
In questo contesto si inquadra quel coro di dissenso che ha accompagnato la lettura del messaggio del Presidente del Consiglio. E non provenivano assolutamente da gente di parte, ma erano gesti spontanei di cittadini amareggiati e delusi dal comportamento del premier, che tante volte aveva fatto passerella all’Aquila, e dell’on. Bertolaso, che lo stesso giorno era in città a rilasciare interviste ai quattro venti, ma ben si erano guardati dal partecipare ad una ricorrenza tanto importante e dolorosa. La contestazione è un segno del disagio che a distanza di un anno dal terremoto la popolazione sente e vive sulla propria pelle anche in riferimento a quegli stolti che la notte del sei aprile se la ridevano al caldo del loro letto. Questi segni di preoccupante contestazione devono far riflettere.

Tante informazioni e tante verità, attraverso i tuoi articoli, diventano per tutti permettendo a chi lo desidera di formarsi un’opinione libera dai giochi di potere che governano questo post-terremoto. Complimenti Nando, complimenti per questi articoli e un grazie particolare a questa testata e al suo direttore per averti dato voce.
Nando, fai bene a esprimere sempre il tuo pensiero e con questi contenuti, perchè il “RE NUDO” sappia che le scelte fatte dopo il primo doveroso impegno delle prime ore e delle prime settimane, “dopo” sono state tutte scelte improprie e inopportune, diffondendo – come tu dici Nando – notizie false e lasciandopo credere, a chi è impossibilitato a verificare, che tutto è quasi risolto.
Saluti a tutti
Armando
Caro Nando, ancora una volta ci mostri con la tua cronaca quanto sia la forza degli Aquilani nel voler far ritornare la loro città lo splendido salotto che era. Per quanto riguarda le passerelle dei “signori” ormai non ne hanno più bisogno, hanno consegnato tutte le case e soprattutto è passato il clima elettorale che ha portato loro i giusti frutti, per cui non ritengono opportuno tornare a vedere come stanno le cose.
Ringrazio Nando ed il Direttore della testata che tramite questo mezzo riescono ad informare chi ignora certe situazioni.
Bruno
Buona notte a tutti. Un articolo che solo pochi riescono a scrivere, io per esempio pur sentendo fortemente il problema poichè vivo in un paesino vicino all’Aquila e sto accampato in una cantina, non sarei capace di riprodurre con tanta chiarezza una simile cronaca. Bene ha fatto Nando a raccontare puntualizzando così precisamente tanti momenti difficili e toccanti.Bene ha fatto Ennio a ricordare all’arcivescovo i tanti misfatti della chiesa dall’Abruzzo al mondo intero. Altrochè popolo delle carriole strumentalizzato e quant’altro. Recepisco l’invito che mi ha fatto Nando di recarmi a firmare la petizione per la tassa di scopo e domani pomeriggio andrò sicuramente. Complimente al Direttore di questa bella e importante rivista
Questa è la verità di chi vede con gli occhi del cuore la realtà dell’Aquila e dei tanti paesi del cratere.Che la stampa avesse dato una situazione distorta della realtà lo si diceva da un pezzo ma che fossero faziosi fino a questo punto non ci sarebbe arrivato nessuno.Altro gesto fuori luogo ed a mio avviso inopportuno l’intervento di Monsignor Molinari che parla più un linguaggio politico che da pastore di anime.Guardasse bene dentro casa sua lì davvero ci sono
le più grandi assurdità che un essere umano può arrivare a commettere.
Complimenti Nando per il tuo articolo sempre chiaro a noi lettori, anche io come te ritengo che queste iniziative del popolo Aquilano, non siano da considerarsi di parte, ma bensì un modo pacifico per far capire che c’è tanto da fare per il centro storico.
Gli abitanti dell’Aquila giustamente rivogliono ciò che è loro, le proprie case.. perchè l’Aquila non debba rimanere una città fantasma, ma la grande città che era prima di quella tragica notte.
Ben vengano queste iniziative, come quella di ripristinare una biblioteca o ripulire da soli il centro storico per una città ricca di cultura e tradizioni, mi dispiace che vengano commentate e politicizzate come iniziative di parte e che vengano strumentalizzate.
Tutto questo non è giusto.. bisogna dare la giusta dignità alle persone che sentono il bisogno di riprendersi ciò che è loro, ovvero la loro grande Città. Grazie per i tuoi articoli sempre molto reali.
Un ottimo articolo che dà adito a molte riflessioni.
E’ incredibile come le notizie vengano falsate nonostante l’evidenza.
Fortunatamente ci sono delle belle iniziative che aiutano seppur in parte a farci rendere conto di come stanno realmente le cose.
L’articolo di Nando Giammarini, come sempre puntuale e preciso, mi richiama alla mente le “bugie” su L’Aquila nel contesto dell’evento tragico del terremoto. Bugie che continuano a susseguirsi in un crescendo esponenziale. Qualche giorno fa, per problemi alla mia auto, sono tornato in autobus a Barisciano, paese dove vivo e che anche se non ha contato vittime ne è uscito disastrato dal terremoto (170 MAP su una popolazione complessiva di 1800 persone)con la presenza anche da noi di un intero quartiere classificato come “zona rossa”. Sul mezzo pubblico erano presenti molti studenti di scuole medie inferiori e superiori. I discorsi fra loro erano, quel giorno, solo e soprattutto sul terremoto e sulla ricostruzione. Inveivano contro il popolo delle carriole, contro chi pretendeva tutto e subito, contro chi aveva avuto un’abitazione del progetto case e lamentava inconvenienti. Quei discorsi mi avevano creato agitazione e non ho ritenuto di intervenire perchè come proverbialmente si dice che “A lavare la testa all’asino si spreca acqua e sapone” , ritenevo di parlare inutilmente a voler precisare loro quel che accade realmente e non è vero che il popolo delle carriole vuole tutto e subito (le macerie si potevano anche togliere un po’ prima di protestare), non è che ci si lamenta su quello che ci è piovuto dall’alto, non sputiamo in nessun piatto, ma vogliamo solo quello che è nostro diritto avere come tutti l’hanno avuta. Un po’ di bugie in meno è un’altra cosa che vorremmo, vorremo una tv nazionale più sincera, e vorremmo che chi protesta lo faccia esponendo bene quello che si sta facendo così che i nostri giovani, riluttanti alla politica (salvo poi sparlare senza conoscenza) siano più coscienti della realtà che li circonda.
Complimenti, Nando, per l’articolo che rispecchia in pieno le realtà che coinvolgono L’Aquila e i suoi cittadini. Sapendo che ci sono queste bell iniziative, non si può non provare un pizzico di sollievo e molta gioia. Si spera sempre che, col tempo, le cose migliorino sempre più, fino ad arrivare alla normalità più assoluta. Sappia comunque, la gente Abruzzese, che tante persone sono vicine a loro sia moralmente, che praticamente.
Articolo di grande attualità e di alto valore culturale esattamente come le carriole che oggi all’Aquila trasportavano libri. Nonostante le tante polemiche sollevate dalla puntata di porta a porta il popolo delle carriole, cui va tutta la mia stima, è sbarcato oltre oceano sul The Art Newspaper e nell’Washington Post. Questo, ovviamente, riempie di orgoglio coloro che la domenica dedicano il loro tempo sacrificandosi a ripulire la città e da prestigio all’Abruzzo tutto.Avanti così, siete grandi. Sono con voi con il pensiero vivendo lontano
verità che a qualcuno infastidiscono verità che ci offendono che ci fanno soffrire.Come sempre Nando trova le giuste parole per mettere in evidenza la pura realtà.
grazie a nome di tanti di noi portavoce dei nostri cuori! GRAZIE NANDO