Un nuovo, ennesimo dono (così mi piace considerarlo) la mostra “Cento cavalli di Aligi Sassu” di cui Alfredo Paglione gratifica la nostra e la sua regione (non va dimenticato che il noto gallerista milanese ha origini abruzzesi essendo nato a Tornareccio, cittadina in provincia di Chieti nel 1936) che avrà luogo dal 24 aprile al 30 giugno 2010 nelle prestigiose sale del Museo Villa Urania a Pescara messe gentilmente a disposizione dal Presidente della fondazione Paparella Augusto Di Luzio. Infatti tutte le opere esposte fanno parte della Fondazione Crocevia di Paglione, co-curatore della mostra insieme a Gian Carlo Bojani, insigne storico marchigiano della ricerca ceramica (è nato a Fano nel 1938), autore tra l’altro della monumentale opera di ben 14 cataloghi delle raccolte ceramiche del Museo di Faenza.
Tra i coniugi Paglione (donna Teresita Olivares purtroppo è venuta a mancare lo scorso anno) e Aligi Sassu a partire dagli anni ’50 si è stabilita e poi rafforzata una consuetudine dapprima amicale poi di parentela visto che entrambi hanno sposato due delle sorelle Olivares. Grazie a questo stretto rapporto il grande maestro s’impegnò a suo tempo nella realizzazione di tre splendidi mosaici nella chiesa di Sant’Andrea a Pescara.
Aligi Sassu con Alfredo e Teresita Paglione
Tornando alla mostra, che fa seguito a quella di Josè Ortega sempre offerta da Paglione e tenutasi lo scorso anno al Museo Barbella di Chieti, va evidenziata la singolarità delle opere esposte sul tema del cavallo eseguite con la tecnica ceramica, un tempo ritenuta esclusiva degli artigiani, ma ora dopo le sperimentazioni dei vari Picasso, Fontana, Fabbri, Leoncillo, per citare alcuni nomi, a tutti gli effetti sdoganata in chiave linguistica.
Il cavallo è stato tema ricorrente nell’arte di Sassu e direi determinante anche perché avendo egli attraversato una stagione futurista, non poteva non essere affascinato dal dinamismo proprio di questo splendido animale che ha trovato una vera apologia nei protagonisti del movimento marinettiano. Basti pensare a Boccioni di cui vanno ricordate le opere “Dinamismo plastico+cavallo+caseggiato del 1913, “Cavallo+cavaliere+caseggiato” del 1913-14, “Dinamismo di un cavallo in corsa+caseggiato” del 1914-15; a Carrà (nota la sua opera “Cavalli” del 1927); e soprattutto al capolavoro di Alessandro Bruschetti “Dinamismo di cavalli” degli anni ’30, con il quale il pittore umbro fu aggregato alla pattuglia gloriosa dei futuristi. Dunque anche Sassu che fu più che simpatizzante del movimento avanguardistico, non poteva che essere preso da un simile soggetto che per la verità poi diverrà assai ricorrente, tenendo presente anche che la figura di questo animale vigoroso, elegante e dinamico era bene impresso nella memoria dell’artista per alcuni anni della fanciullezza trascorsi in Sardegna.
La mostra pescarese nella quale saranno esposti piatti, zuppiere, ciotole e sculture, costituisce una singolare indagine monotematica di Aligi Sassu che gli storici e gli appassionati possono mettere in raffronto con le parallele produzioni di Picasso e Marino Marini, gli altri due apologisti del cavallo.
Mostra da non perdere quindi: visite dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 21 tutti i giorni eccetto lunedì.
