Quante volte ci siamo fatti il segno di croce entrando in una chiesa o assistendo ai riti religiosi ? Per chi crede il simbolo della trinità è il mistero che ci accompagna nel corso della vita e rivela attraverso la fede la sua incontestabile verità. Sono trascorsi 17 anni da quando è scomparsa una giovane ragazza, E.Claps, “inghiottita” al centro di una città e precisamente in una chiesa dove la giovane doveva incontrare un amico. Ormai sappiamo tutto, purtroppo, ma non riusciamo ad accettare il silenzio durato tanti lunghi anni, un silenzio più lungo dell’età anagrafica di Elisa. Il ritrovamento dei miseri resti, abbandonati in un sottotetto della chiesa, hanno sconvolto l’opinione pubblica.
La città addormentata per anni sul sorriso dei manifesti affissi nelle strade si è risvegliata all’improvviso e ha preso coscienza di una storia vera ma quasi impossibile da raccontare e da spiegare. E gli interrogativi, i perché sono precipitati come una valanga sommergendo indizi e colpevolezza, abitudini e silenzi trattenuti sul filo invisibile che lega la vita alla morte. Una morte impossibile ma talmente presente e vera da essere ogni giorno sotto gli occhi di tutti. In tutti questi lunghi anni soltanto le preghiere, il via vai quotidiano nelle strade e nella chiesa hanno vegliato e custodito un segreto rimasto tale e quasi cristallizzato, fermo a quel lontano giorno della scomparsa. Adesso non si cercherà più oltre il muro che divide il presente dal passato, non si immagineranno volti diversi per credere a una vita possibile quanto improbabile.
Il tempo ha conservato soltanto il ricordo e il dolore, il grido di giustizia e verità che i familiari hanno mantenuto alto e forte a dispetto dell’omertà e del silenzio, delle indagini mal fatte, dei depistaggi che probabilmente avevano il solo scopo di coprire il colpevole. Il mistero della morte di Elisa non è stato ancora svelato, probabilmente passeranno ancora tanti anni per sapere come e perché un incontro puro e amichevole, avvenuto in una chiesa, sia diventato un crimine e un delitto, un orrendo e inconfessabile mistero da mantenere e nascondere agli occhi della coscienza e della fede, della normalità di una piccola città di provincia . La chiesa della santissima trinità è stata la sola ed unica testimone del mistero che la rappresenta, un simbolo di innocenza inconsapevole e tradita , per chi continuerà a cercare la verità e a credere che oltre la giustizia degli uomini esiste quella di Dio.
Il caso della scomparsa di Elisa Claps, che il pubblico italiano ha conosciuto tramite la trasmissione tv ” Chi l’ha visto” , nella edizione condotta da Donatella Raffai,ha avuto la sua triste risoluzione un mese fa, ma, col ritrovamento del suo corpo, si apre un nuovo capitolo, la ricerca della verità, quella che in tutti questi anni si è voluta nascondere. Una verità senza depistaggi, e giungere allo accertamento di quello che è accaduto in quella chiesa, diciassette anni fa.
Approfitto di questo spazio per esprimere la mia vicinanza alla famiglia Claps.