Abbiamo ricevuto alcuni giorni fa il comunicato stampa che trascriviamo integralmente perché ne possano prendere conoscenza i nostri lettori:
“Da Alemanno 800 mila euro a campagna Gigi d’Alessio
In quella merchant bank che è diventato il Campidoglio di Alemanno – soprattutto durante questo periodo elettorale – scopriamo un’altra cospicua ‘mancia’ elargita dal sindaco: ben 800 mila euro stanziati dal Gabinetto del Comune a Gigi D’Alessio e alla sua imbarazzante campagna contro il bullismo.
Il fatto è ancora più inquietante perché questi 800 mila euro per D’Alessio e Co. sono stati trovati definanziando i fondi antibullismo prima dati alle scuole come già denunciato dai dirigenti scolastici, dimezzando da 18mila a 9 mila i ragazzi romani che potranno andare nei campi scuola, cancellando la partecipazione delle 50 scuole che prima partecipavano al Roma rock roma pop, cancellando quest’anno il progetto Fratelli d’Italia sull’integrazione (prima c’erano 150 scuole coinvolte), annullando il tavolo sull’integrazione, riducendo al lumicino il progetto ‘scuole in festa’. Lo dichiarano in una nota congiunta i consiglieri comunali del Pd, Massimiliano Valeriani, presidente della Commissione trasparenza del Comune e Paolo Masini vicepresidente Commissione Scuola del Campidoglio.’La lotta al bullismo – aggiungono Valeriani e Masini – è assolutamente un’attività fondamentale e meritoria.
Proprio per questo va fatta con strumenti idonei, scegliendo testimonial più inerenti al progetto, non certo finanziando Gigi D’Alessio, cantautore napoletano noto alle cronache anche per le sue imbarazzanti frequentazioni nonché per le recenti denunce fatte da fotografi da lui malmenati. Per il bene della città e dei tanti ragazzi che aspettano risposte dal Comune, speriamo che il Sindaco di Roma, fra un comizio e l’altro del Pdl in giro per l’Italia per ingraziarsi Berlusconi e diventarne il nuovo delfino scalzando Fini - conclude la nota – abbia un sussulto di dignità e receda da questo immondo spreco di denaro pubblico sottratto al bene comune’. 25 marzo 2010”.
Nel comunicato si sentono i toni di aspra polemica per la campagna elettorale, venendo dalla parte politica avversa, e sappiamo come nel Lazio siano esasperati per l’esclusione nella provincia di Roma della lista del principale partito.
Per questo motivo non abbiamo cambiato una virgola al comunicato, lo pubblichiamo nel testo trasmessoci, data la gravità dei fatti denunciati; inoltre abbiamo atteso la chiusura dei seggi elettorali, non intendiamo farne un caso politico. Per “par condicio” diciamo solo che la qualifica di “merchant bank” fu a suo tempo attribuita dalla destra a Palazzo Chigi nel periodo in cui presidente del Consiglio è stato Massimo D’Alema, dimessosi per l’insuccesso alle elezioni regionali di allora. Ma perché lo diffondiamo, se non vogliamo fare politica? qualcuno potrebbero chiedere. Proprio perché vorremmo liberare il campo da questo atroce sospetto che la politica fa calare sulla società, non solo romana: Gigi d’Alessio ha notorietà nazionale e oltre, tra l’altro non è romano, quindi non si tratta di un fatto locale. Se veramente il sindaco di Roma volesse dilapidare risorse così ingenti, o lo avesse già fatto, non si tratterebbe solo di malapolitica ma di molto peggio sul piano del costume; e se Gigi d’Alessio avesse preteso, o soltanto accettato, tale compenso, il giudizio su di lui si sovrapporrebbe alla faccia di bravo ragazzo che ci guarda dai manifesti, sfregiandola.
Piccoli manifesti per un fenomeno che non ne viene affatto scalfito: a prima vista non si capisce se sia un bulletto da redimere o una vittima del bullismo, solo dopo se ne vede la firma in corsivo quasi indecifrabile. Sembra incredibile quanto ci viene comunicato, ci auguriamo che l’imminenza elettorale abbia creato equivoci e forzature traendo in inganno i denuncianti: vogliamo sperarlo per entrambi, per Gianni Alemanno che non ci sembra abbia nel preteso bullismo il massimo dei problemi da affrontare e a cui destinare risorse; per Gigi d’Alessio, che non può di certo aver preteso, o soltanto accettato, una simile montagna di denaro per un atto dovuto o da volere, mettere la faccia per aiutare i giovani suoi fans. A parte l’impegno doveroso nella “Pubblicità Progresso”, gli dà un ritorno di immagine, che compensa di per sé. Attendiamo da entrambi, sindaco Alemanno e cantautore D’Alessio, l’auspicata precisazione. Se non pervenisse, magari “postata on line” sotto questo scritto, i lettori sarebbero liberi di giudicare in base al comunicato che abbiamo riportato sperando sia smentito. Lo spereremo fino alla lettura della risposta dei due interessati
Non ho parole per definire questo scempio; un gesto di assurdità e di incoerenza infinita.Vadano ora a spiegare ai tanti dirigenti scolastici ed alle tante famiglie che non ci sono fondi per cui sono costretti a portarsi la carta igenica da casa.Un vero scandalo perperato ai danni delle famiglie. Quelle stesse persone che lo hanno votato.Se la notizia non corrisponde a verità venga immediatamente smentita a mezzo stampa. Sè è vera revochi immediatamente quella delibera e chieda scusa ai tanti utenti della scuola che navigano in non facili acque.Se non accadrà ne l’una nè l’atra cosa allora è proprio il caso di dire: Povera Italia!
Non si combatte il bullismo con le canzoni ma con una “politica” di intervento che affidi alle scuole( dove non ci sono soldi per fare fotocopie e altro) i mezzi educativi ed economici necessari per conoscere e combattere il problema. Gli alunni che sono intervenuti alla manifestazione, compreso i miei, non hanno preso coscienza della realtà del fenomeno nè hanno criticamente valutato atteggiamenti e conseguenze di azioni di prevaricazione e violenza gratuite. L’”immagine” anche in questo caso è e rimane soltanto un mezzo di comunicazione che attira l’attenzione senza
incidere sul vero significato del disagio giovanile.