Spoltore. La Santa Pasqua e le sue tradizioni: la Madonna che corre

Si avvicina la Santa Pasqua ed ecco che nei numerosi paesi d’Abruzzo s’inizia a respirare una forte aria di tradizione. A dire il vero quest’anno lo spirito di tradizione è parzialmente anestetizzato da un anniversario devastante per questa regione, quello del drammatico terremoto che il 6 aprile 2009 ha ferito gravemente il cuore dell’Aquila, città che a fatica tenta di rialzarsi, ma convinzione comune, è che ha tutte le carte in regola per potercela fare.

Tra le manifestazioni più note c’è senz’altro la celeberrima “Madonna che corre”, tradizione religiosa che si svolge a Spoltore ed è sorella di quella che ha luogo a Sulmona, infatti anche nella resa sono simili. La sacra rappresentazione della “Madonna che corre”è sicuramente molto antica, la sua ritualità cattolica era stata poi confermata da Pio XII nel 1952; non è stata sempre conosciuta con lo stesso nome nel corso del tempo: oggi per esempio molti anziani di Spoltore chiamano ancora la Madonna come “l’Abbandonata”,in ricordo di quella statua rinvenuta in una chiesa di campagna vicina al paese ed in voce di colei che si lascia andare al fortissimo dolore per il Figlio morto, dolore messo in evidenza anche dall’incedere altalenante e sofferente del suo cammino durante la stessa rappresentazione.

Dopo la messa pasquale delle ore 11.30, solitamente i fedeli si recano nella storica piazza d’Albenzio, con passo celere, per aggiudicarsi i posti migliori dai quali godere del fascino dello spettacolo, i più fortunati si fanno ospitare da amici o conoscenti che vivono nelle case dislocate lungo il perimetro della piazza, in questo modo possono osservare le scene dai balconi.

Le statue vengono portate lentamente a spalla verso la piazza attraverso stretti e diversi percorsi. Inizialmente la Maddalena incontra il Cristo risorto, lo saluta e va a riferire questa lieta notizia a San Giovanni; poi insieme vanno a salutare Gesù e tornano indietro per riferire la buona novella anche a Maria, che veste ancora i funesti panni della “Madonna Addolorata”. Quest’ultimo tragitto verrà percorso per ben tre volte fin quando Maria, la Madre, avanza verso Gesù lentamente creando quasi tensione nel pubblico e lo incontra nel centro della piazza, dove allo scoppio dei mortaretti, cade la sua luttuosa veste, mostrando un abito bianco, annunciatore di “Resurrezione”, mentre dal velo si libera un volo di colombi e tra gli applausi dei fedeli e curiosi si ode la musica di un’allegra banda che accompagna in processione il ritorno delle statue in Chiesa.

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